L’apicoltore seleziona le api o viceversa? il caso degli alveari cattivi

Oggi ho trovato miracolosamente il tempo per visitare gli alveari sul Collio friulano, da cui ci si attenderebbe una produzione di miele di acacia (robinia pseudoacacia).

I figli mi hanno accompagnato ed uno dei due mi è stato a fianco durante le visite agli alveari.

Sostegno puramente morale.

Ho lasciato per ultimo l’alveare cattivo, quello che non si riesce a visitare, anche oggi un paio delle api di questo alveare sono riuscite ad entrare nella maschera, dove si ritiene che tendano a tentare di uscire invece di pungere, ed invece queste mi hanno punto una sulla punta del naso e l’altra ha tentato di entrare nell’orecchio sinistro, prima di mia fuga con lancio del cappello da apicoltore nel capanno agricolo antistante l’apiario.

Ho detto ai figli che sarebbe buona norma sostituire le regine che producono api cattive con regine selezionate per bontà.

I figli hanno riscontrato l’ovvio, cioè che così operando il primo sottoposto a selezione naturale sarebbe lo sventurato apicoltore che si avventurasse nell’aprire l’alveare cattivo per cercare di trovare la regina cattiva, si troverebbe a dover sopravvivere ad un attacco infernale di api.

Quando un alveare è troppo cattivo non c’è niente da fare, si cambia quei telaini interni che si riesce e poi si cerca in qualche modo di richiuderlo senza essere uccisi dalle api. Impossibile una visita completa, però me lo sono segnato, magari a settembre quando ci saranno meno api proverò a cambiare la regina, anche se, detto tra noi, non è detto che quelle api cattive la accettino, spesso capita che uccidano la regina immessa per farsene un’altra, altrettanto cattiva quanto la precedente, se non di più.

A parte questo ho notato che le api sono sempre più in difficoltà, non hanno le popolazioni numerose come una decina di anni fa, e ciò malgrado un inverno molto mite che ha contenuto le perdite (solo una famiglia su dieci è morta, ho trovato la regina agonizzante sul fondo attorniata da una decina di api).

Oggi ho aggiunto un po’ di telaini nuovi per impedire la sciamatura, anche se è un po’ tardi e c’è il rischio che vengano riempiti di miele di acacia invece che di sana covata di api nuove (e il miele nel melario invece che nel nido).

L’acacia sul Collio sta iniziando a fiorire e tra una settimana la fioritura dovrebbe essere al massimo.

Visite non ne farò più, celle reali chiuse ne ho trovate ma solo alcune abbozzate, per lo più in mezzo ai favi, ciò perché gli alveari non sono molto popolati, sono su 7-8 telaini di api. Speriamo in quindici giorni di sole, altrimenti come l’anno scorso poco e niente acacia (cinque chili per alveare).

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