Sto scrivendo un libro di apicoltura ed uno di fantascienza

Ho iniziato a scrivere un libro di apicoltura. Probabilmente lo distribuirò come ebook oppure in un formato stampabile a richiesta, vedremo.

Ritengo di avere le caratteristiche di spiegare bene gli argomenti risolvendo le complessità che mettono in difficoltà altre persone. Questa facoltà penso mi derivi dall’aver frequentato il liceo scientifico. Inoltre l’argomento api come avrete notato mi appassiona parecchio. Mi piace anche la fotografia quindi non avrò necessità di acquistare i diritti di immagini ma potrò usare le mie.

Avrei intenzione di inserire anche una parte economica, coerentemente con il mio percorso di studi, siccome sono laureato a pieni voti in una laurea magistrale in economia.

Ciò comporta che avrò meno tempo per il diletto e l’uso di questo blog come un diario di apicoltura, in modo da avere evidenza della mia attività nei prossimi anni.

Sto anche scrivendo un libro di fantascienza di cui ho steso le idee, penso di poter andare avanti durante le vacanze in montagna, i luoghi ispirano! ci saranno anche le api ovviamente!

 

Blade Runner 2049 e le api quali simbolo della natura “esterna” il cane della natura “interna”

Siccome la famiglia non è stata molto propensa ad accompagnarmi al cinema per vedere questo film ritenendolo troppo “visionario” (leggesi “strano” 😀 ) ho atteso con trepidazione l’uscita del Blu-Ray, per me il primo Blade Runner è stato un film di culto, di quelli che ti lasciano dentro emozioni incancellabili.

Ieri, dopo il lavoro, mi sono fermato nel classico centro commerciale, però era rimasto solo un blu-ray il cui contenuto si sentiva vagare, probabilmente lasciato lì per paura che il disco si fosse rigato. L’ho dovuto acquistare perché era l’ultimo però me lo sono fatto aprire dalla cortese signora delle casse automatiche scoprendo che conteneva tre dischi di cui uno rotto. La sera ho guardato il film (più o meno, la prima mezz’ora, sfinito dalla settimana di lavoro, ho dormito) per accorgermi di una bellissima scena riguardante le api.

La terra nel film è completamente desertica non si vede nessuna pianta, di natura si notano solo delle serre dove si allevano larve di insetti a fini alimentari, gli abitanti umani e replicanti del pianeta si nutrono di cose disgustose che vengono celate da proiezioni tridimensionali.

Ad un certo punto il protagonista (il replicante, quello che compare di più, in realtà chi buca lo schermo è Harrison Ford che entra in scena nell’ultima parte) raggiunge una zona che si credeva disabitata, sempre avvolta in una leggera foschia, vento polveroso desertico, per accorgersi stranito della presenza di un’ape, che si appoggia sulla sua mano, prosegue per scorgere un apiario, una decina di casette vicino ad una specie di costruzione di nutritori per api, infila la mano dalla porticina di volo di un’arnia per trovarsi la mano coperta di api, strana cosa, mai vista da un replicante.

Il simbolismo è evidente, le api sono il simbolo della natura esterna, di quella parte di natura che fa da sé, peraltro per regalare un dolce dono agli esseri umani, almeno a chi apprezza tale dono, pochi, strani

Poi incontrerà, in un palazzo, anche un cane, a mio avviso simbolo della natura interna, della natura addomesticata, della natura che vive con l’uomo. Anche l’uomo è natura, anche i replicanti sono natura addomesticata. Bellissimo, il primo film era sull’amore per una donna (replicante o meno), questo sull’amore per i figli e sul sacrificio disinteressato.

 

 

Passengers

Ottimo film, fantascienza ed una dolcissima storia d’amore sotto il segno del romanticismo.

Attore maschile visto come attore protagonista di Avatar, attrice femminile che ho visto tra l’altro in Hunger Games (bruttissimo e insensato film, colmo di violenza senza motivo) bella e brava e molto espressiva.

Finisce bene.