Le api regine, da rivista National Geographic ottobre 2017

Interessante nota, piccolo articolo sul fatto che si è notata, oltre ai danni da acaro varroa, una minore durata della vita delle api regine, inferiore ai tre o quattro anni che una volta erano considerati normali.

Vorrei fare qualche nota a proposito della mia esperienza, casomai possa essere utile a qualche altro apicoltore.

Da mia esperienza il fatto del rapido invecchiamento delle regine probabilmente dipende anch’esso dal disturbo della varroa che attacca la larva di regina, poi attacca tutte le api, regina compresa, rendendole nervose e rischiando di causare il cambio della regina.

Visto che la scienza esamina diverse ipotesi, la ridotta vita delle regine potrebbe essere anche una conseguenza dell’allevamento professionale delle regine, se si opera la sostituzione annuale delle regine  ci potrebbe essere un effetto selettivo. Detto in termini semplici visto che la regina è in ogni caso destinata a vivere un anno essa potrebbe perdere le caratteristiche che le permettevano di vivere più anni.

Ho fatto questo ragionamento, e lo sto applicando. In pratica opero senza sostituire più le regine. Quando riscontro delle celle reali in un alveare con regina, possibilmente presto a primavera (in giugno non so perché ho notato che dove ho l’apiario io si perdono tutte le regine durante il volo di fecondazione), lascio la regina nell’arnia di partenza da cui prelevo tre telaini di covata scura che occupi il 50% del favo all’incirca (quella prossima a nascere)  che metto in un’arnietta di polistirolo. Tra i telaini della nuova arnietta metto più celle reali tolte ai vecchi alveari da cui schiuderà la nuova regina. Nel vecchio alveare metto tre telaini nuovi da costruire che diventeranno delle “bombe di covata”. Gli alveari vecchi così gestiti producono molto di più di quando erano giovani, forse proprio per la maggiore vita della regina, visto che alcuni scienziati avevano notato che le regine si ricordano i periodi produttivi da un anno all’altro aumentando la produzione di api bottinatrici un mese prima del raccolto. Per provare la mia teoria che così la regina vive di più andrebbe marchiata la vecchia regina per verificarne la vita media. Comunque secondo me così operando dovrei selezionare api che si riproducono per sciamatura artificiale nel mio apiario. Per la varroa non noto differenze positive, però ho, abbiamo (! love the bees!), avuto minore mortalità da qualche anno e neanche una orfanità. Non visito più gli alveari completamente da giugno in poi, mi limito ad alzare il melario e a controllare che l’alveare occupi tutti i favi e i nuclei nuovi almeno sei favi, se così non fosse bisognerebbe controllare la presenza di orfanità.

Su Nationa Geographic di questo mese c’è anche un bellissimo articolo sulla denominazione di nuove specie, è incredibile come si scoprano ancora nuove specie di insetti e aracnidi, cui vengono dati i nomi di personaggi famosi, non penso che quella che ha dato il nome ad una specie di tafano sia tanto felice delle notorietà per sempre (a meno di estinzione). Il ragno davidbowie è bellissimo! Interessante anche l’articolo sulla celebre naturalista Jane Goodall, dedita alla protezione degli scimpanzé, che dovette accettare, in cambio di fondi per le sue ricerche, il compromesso di mettere in fotografia le sue bellissime gambe! era tutta bella (good all) viso, capelli biondi e gambe lunghe e affusolate.

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Le api dormono?

Ho scoperto oggi su Le Scienze che anche le api dormono.
Sinceramente come apicoltore ero convinto che stessero sempre sveglie, per la necessità di scaldare la covata e scaldare sé stesse sfregandosi le une alle altre.
Si vede che dormono solo per alcuni momenti e poche alla volta.
Molto bello anche l’articolo sui radar e i pipistrelli radar e falene anti-radar.

Concorso Irse Europa e Giovani – Pordenone – Le case dell’acqua.

Abbiamo partecipato alle premiazioni di questo concorso perchè il nostro figlio secondogenito, che frequente la classe 2^ della scuola secondaria di primo grado, assieme a alcuni dei suoi compagni di classe, aveva fatto vincere un premio alla scuola.
Il tema che era stato proposto alle scuole secondarie era quello delle case dell’acqua, simpatico fenomeno che sta avendo ampia diffusione nei nostri comuni, anche denominate case dell’acqua del Sindaco.
LE CASE DELL’ACQUA
Le case dell’acqua sono delle piccole strutture che producono acqua frizzante ed acqua naturale filtrate e le distribuiscono automaticamente a chiunque sia interessato con il pagamento, con monetine oppure con l’apposita chiavetta ricaricabile, di un prezzo di molto inferiore alle acque in bottiglia, di plastica per lo più, vendute presso i commercianti.
Il fine è quello di produrre meno inquinamento da plastica.
Noto che in effetti l’iniziativa ha avuto successo, in quanto c’è affluenza anche dai comuni limitrofi.
IL CONCORSO
Ben organizzato, gran parte di temi premiati erano attinenti fondamentalmente alla valorizzazione degli studi scientifici, sono stati presentati lavori sull’integrazione degli immigrati, sulla valorizzazione del territorio materiale e sociale, sulle pari opportunità offerte per valorizzare che compie percorsi di formazione specialistici indipendentemente dal genere di appartenenza (maschio o femmina) e dalla razza e/o provenienza, ma anche si è parlato di possibilità di occupazione dei giovani nell’agroalimentare (uno dei pochi settori in crescita) ed anche nell’artigianato (belli i progetti dove i giovani compiono un volontariato per valorizzare il territorio assistiti da artigiani del luogo).
Abbiamo avuto occasione di vedere tanti bravi giovani che si impegnano per migliorare il nostro ambiente sociale, economico e naturale, così si può sfatare lo stereotipo attuale della leggerezza di questi ragazzi.
EUROPA
La relatrice Zuzzi ha detto che non condivide il pensiero negativo sui cosiddetti “cervelli in fuga”, per lei i ragazzi devono essere lasciati liberi di viaggiare e lavorare in Europa, e se vorranno ritorneranno o almeno potranno apportare qualcosa di nuovo alla nostra società almeno occasionalmente. Apertamente suppongo si auspichi un’integrazione politica europea.
Progetti di studio e lavoro in Europa: molto belli per imparare le lingue, viene pubblicizzato anche un lavoro stagionale di raccolta delle fragole in Danimarca, oppure archeovolontariato in Gran Bretagna, a seconda dell’esperienza che si preferisce.
Un’ ottima iniziativa questo Concorso Europa e Giovani a mio avviso.
La brochure della premiazione e alcuni lavori sono pubblicati on line a questo indirizzo:
http://www.centroculturapordenone.it/irse

Per ultimo devo dire che è stata una bella mattinata di sole e la zona dove si è tenuto il concorso è molto ubertosa con un bel parco.
Una foto della commissione che ha distribuito i premi:

IN PRINCIPIO ERA DARWIN – Piergiorgio Oddifreddi

Ho acquistato oggi questo libro.
Trattandosi di libricino di 100 pagine all’incirca m’è venuto spontaneo leggerlo tutto d’un fiato.
Devo dire che m’è proprio piaciuto.
Innanzitutto m’ha divertito la parte dove si insegna che il “divide et impera” significa anche “metaforicamente” classifica e comprendi.
Poi l’autore è veramente pungente dove si sostiene l’erroneità di quanto scritto da Zichichi sul fatto che non esista un’equazione scientifica che descriva l’evoluzione (era stata esplicitata ben 91 anni prima), e tale regola, mi ronza nei pensieri, si applica all’uomo che occupa ogni dove di questo pianeta con continui rimescolamenti un po’ come i vari ceppi di escherichia coli all’interno dell’animale uomo.
Traspare anche qualche parte della vita del botanico Darwin, il compromesso con l’oscurantismo, quando avrebbe scritto i pro e contro dello sposarsi su un foglio arrivato ai posteri e le umane sofferenze per il fatto che la teoria selezione naturale è precisa sulle grandi masse di uomini ma invece c’è casualità negli eventi che colpiscono il singolo essere umano.