Miss Peregrine la casa dei ragazzi speciali

Film da segnalare perché attinente a questo blog, uno dei ragazzi speciali genera api dalla propria bocca e le comanda.

Il film è passabile, molto violento però e con scene impressionanti, poco originale seguendo un filone che ultimamente piace.

L’ho visto perché adoro Eva Green che ha un viso per i miei gusti assolutamente bellissimo, con una triangolarità perfetta.

Del film mi è piaciuta la fotografia, conforme ai miei gusti per i colori.

Passengers

Ottimo film, fantascienza ed una dolcissima storia d’amore sotto il segno del romanticismo.

Attore maschile visto come attore protagonista di Avatar, attrice femminile che ho visto tra l’altro in Hunger Games (bruttissimo e insensato film, colmo di violenza senza motivo) bella e brava e molto espressiva.

Finisce bene.

Dark Shadows – di Tim Burton

Il DVD è in edicola in questi giorni.
Anche questo DVD porta l’etichetta FILM PER TUTTI ma non lo consiglio per tutta la famiglia ma solo ai maggiori di 14 anni sia per le scene di paura che per qualche scena alludente a contenuti sessuali (soprattutto quella con la psichiatra, veramente pesante, che si poteva risparmiare non avendo grande attinenza al genere di film, inserita per ovvi motivi di cassetta, per strappare qualche risata di pancia).

Il film è bellino, però ci sono dei passaggi poco coerenti come la scena finale con la mamma fantasma.

Molto curati i dialoghi, ho apprezzato l’uso di  un registro elevato, i personaggi “parlano molto bene”.

Fantastica la prova d’attrice della Michelle Pfiffer, buca lo schermo.

Eva Green è molto bella, un viso incredibile, fare la Femme Fatale è quello che ci si aspetta da lei, è la strega cattiva che per vendicarsi dell’essere stata rifiutata ordisce una tremenda vendetta di centinaia di anni.

Film meno romantico di quanto ci abbia abituato Tim Burton.

La scelta degli attori è molto a tema Dark, tra  quelli che ho visto mi ricordano i film: Johnny Depp in Edward Mani di Forbice e La Maledizione della Prima Luna, Michelle Pfeiffer in Ladyhawke, Helena Bonham Carter che recitava la regina cattiva in Alice nel Paese delle Meraviglie, Eva Green  la serie Tv Camelot ed il film Le Crociate.

Voto finale: 6.

Pizza surgelata in riva al mare in ridente località di villeggiatura

Oggi abbiamo goduto del primo tramonto in riva al mare.

Sulla spiaggia c’erano già gli ombrelloni; raggiungemmo il bagnasciuga passando oltre a degli altii cumuli di sabbia, da spargere per rimpolpare la battigia. Il mare era una tavola, l’aria era densa dell’odore di salsedine.

Raccolsi qualche osso di seppia per gli uccellini della voliera con l’intento di portarlo a casa e metterlo nell’acqua dolce per togliere l’eccesso di sale e poi ad asciugare al sole.

Veniamo al punto dolente, quando si nota d’estate che, all’orario di pranzo, in quella “pizzeria”, a due passi dal mare, c’è poca clientela….

forse bisognerebbe capire che è un posto da evitare.

Oggi infatti abbiamo scelto quella pizzeria perché era proprio sulla riva del mare.

A mio avviso le pizze che servivano erano surgelate, di quelle piccoline surgelate intere, già guarnite, solo da cuocere in forno, la pasta non era lievitata e non si riusciva a tagliare, la mozzarella sembrava non esserci, non aveva alcun sapore.

Secondo me questi ristoratori fanno un gran danno a tutti gli altri titolari di pizzerie, non si dovrebbe permettere loro di fregiarsi del nome di pizzeria, ci dovrebbe essere un modo per difendere gli altri ristoratori e il buon nome della cucina italiana, permettendo ai turisti di mangiare una buona pizza.

Non tornerò più in quel “posto” e ne parlerò male in ogni occasione con tutti, la posizione è conosciutissima da tutti.

Per la cronaca, una delle migliori pizze della mia zona la trovo in una pizzeria al taglio gestita da un immigrato dai paesi dell’est, però lui fa lievitare la pasta ed usa ingredienti di qualità, ovviamente stiamo parlando di una pizza da asporto che viene fatta sul momento non delle fette tenute sulla piastra riscaldante, si può fare una buona pizza anche senza una pizzeria con posti a sedere.

This Must Be The Place – film di Paolo Sorrentino

Bellissimo film appena pubblicato in DVD. Un film poetico, con dialoghi di sottile ironia.

Il protagonista, informato che il padre sta morendo di una malattia incurabile, la vecchiaia, compie un viaggio per incontrarlo.

Giungerà solo quando il padre sarà già defunto.

Scoprirà che il padre aveva dedicato la vita alla ricerca di un tedesco da cui era stato umiliato, durante la permanenza nel campo di concentramento.

Il protagonista intraprenderà un ulteriore viaggio per cercare quel nemico che aveva ossessionato il padre per una vita, e scoprirà quant’è inutile l’ossessione. Sebbene si possa comprendere il trauma lasciato dall’Olocausto, ed infatti ci sarà una piccola vendetta.

Ma soprattutto il viaggio del protagonista è alla ricerca di sé stesso, questo è evidente nel momento in cui la moglie chiederà al telefono “non starai cercando te stesso?” , ovviamente il protagonista risponde mentendo, dicendo di no.

Fantastica la scena dove attraversando una pozzanghera schizza una comitiva che passeggiava lungo la strada, e scende dall’auto, si scusa, e dice che l’ha fatto apposta.

Qui potrete ascoltare la bellissima colonna sonora:

http://www.ilcinemaniaco.com/this-must-be-the-place-colonna-sonora/

Qualche piccolo appunto, come tanti film del momento ci vorrebbe un antivirus per togliere la troppo abusata parola con due zz, capisco che colpisca l’ascoltatore, ma nei film che hanno una loro poesia ai cinefili più raffinati potrebbe disturbare l’uso ripetuto della parola.

Il finale, mi sarebbe piaciuto un incontro con gli altri personaggi iniziali, la moglie e la ragazza.

Gli extra del Dvd:

– Il libro, non lo trovo interessante

– le scene estese tagliate sono invece molto gustose

– anche la galleria fotografica mi piace molto.

Non penso che l’argomento sia il dark, darkettone, il cercare di rappresentare una categoria; è una storia di vita, di distacco dai genitori, magari necessario, inevitabile ma ugualmente di difficile accettazione, inoltre un’altro tema fondamentale del film è il rimorso e l’incompletezza.

Il protagonista non ha figli, ma per un momento proverà la sensazione di essere padre, e capirà.

Nell’ultima scena, che non descriverò nei dettagli, ho sentito  la donna alla finestra essere sua madre; la madre prima non lo aveva riconosciuto, perché neanche lui riconosceva sé stesso e quindi si nascondeva dietro ad una rassicurante maschera.

Il protagonista si riscatta dal rimorso di avere ucciso i due ragazzi, anche se è difficile pensare che ne sia stato colpevole solo per aver cantato delle canzonette pop dalle atmosfere tristi, ma lui si sentiva così. Non ci si può sentire responsabili per tutto quello che fanno gli altri, gran parte degli accadimenti si verificano per altri motivi.

Adoro i film con il lieto fine!

Domenica, tennis, pesca, gechi e film Scontro di Titani

La domenica dell’uomo della strada è dedicata a molteplici attività ricreative e sportive, in compagnia dei figli.

Il primo passatempo della mattinata, dalle ore 7.30 alle 8.30 è stato la revisione di una presentazione di Powerpoint; in ufficio, con la precedente edizione del programma (2003), non riuscivo ad impostare lo scorrimento a tempo della presentazione ed era impossibile inserire della musica di sottofondo.

Finite queste attività, ho dedicato del tempo alla lettura del Sole24ore del sabato.

Dalle 9.00 alle 10.00 mitica partita di tennis con il figlio piccolo, per rendere più flessibile il fisico. Nel nostro circolo di tennis é rimasto un campo solo disponibile, infatti stiamo realizzando un campo coperto,  la scorsa settimana gli iscritti al circolo del tennis hanno dedicato il sabato a tagliare gli alberi attorno al campo e a rimuovere il manto di erba sintetica. Conseguenza di ciò è stato il fatto che il campo rimasto non era libero il sabato, le prenotazioni coprivano tutto l’orario dalle 16 alle 19. Abbiamo allora ripiegato sulla domenica mattina.

Finita la partita abbiamo raggiunto il bar dove si trova la sede del circolo per il pagamento della quota del campo di tennis; gelato per il figlio, solo gelato, niente panna! caffé il papà; il proprietario del bar ci guardava stupito per l’orario mattutino dedicato al tennis, non sapeva dei nostri impegni successivi.

Alle 10.30 dovevamo andare a pesca, ma ho avuto una sorta di  sesto senso ed ho aperto la tana della geca notando due uova appena deposte. Sul sesto senso ha influito anche la notevole pancia della geca e la vista delle uova sotto pelle in controluce la sera prima.

Allora vista la prima deposizione della femmina di geco, ho raccolto  e trasferito le uova  in incubatrice; la costruzione dell’incubatrice è stata veloce, togliendo il riscaldatore per acquario dal contenitore della tartaruga del figlio ed utilizzando una scatola di polistirolo con il tappo procuratami da qualcuno che ordina la mozzarella di bufala dal Sud Italia,sul fondo della scatola si mette tanta acqua quanta basta a sommergere il riscaldatore. Si tara il riscaldatore sulla temperatura scelta : per produrre femmine 28 gradi centigradi, per produrre maschi 32 gradi centigradi, a temperature intermedie ci saranno differenti percentuali di maschi e femmine.

Qualcuno tara direttamente a 30 gradi l’incubatrice, così produrrà 50% maschi e 50% femmine.

Però c’è poi il problema di riconoscere i maschi dalle femmina.

Visto che come in tanti rettili, i maschi non si sopportano e alla maturità sessuale ingaggerebbero lotte mortali o culminanti nella mutilazione di uno od entrambi i contendenti.

Io quest’anno produrrò solo femmine.

La geca leopardina  non è più “panzona” ed oggi ha ripreso a nutrirsi con notevole appetito di una bella larvona di “caimano” acquistata nel negozio di pesca.

L’ultima domenica di marzo è la giornata dell’ apertura della pesca alla trota, assieme ad essa si apre la pesca anche a tutte le altre specie di pesci al di sopra della SS14. Al di sotto della strada statale invece si può pescare tutto l’anno, anche se alcuni pesci hanno dei periodi di divieto, ad esempio il luccio non si può pescare da gennaio ad aprile.

Raggiungiamo un grande canale non lontano da casa, mi sfuggono due fortunate  trote. Se le trote vengono ferite da un amo,di solito diventano “furbe”, cioé sarà difficile trarle di nuovo in inganno, preché prenderanno il vizio di assaggiare le esche prima di ingoiarle in modo da “sentire l’amo”.

C’era un bel sole caldo, ma in questa stagione c’è sempre un vento fastidioso a folate che mi fa impazzire.

Prima di rientrare alla nostra Itaca per il meritato pranzo abbiamo dedicato qualche minuto alla raccolta delle punte di luppolo per il risotto della sera, almeno non abbiamo fatto ritorno a mani vuote a casa: il risotto è riuscito benissimo. In Friuli è uso comune realizzare delle belle frittate di germogli di luppolo, a Pasquetta. La giornata successiva alla Pasqua è uso comune trascorrere la giornata, se c’è il sole, nei prati (a volte con disperazione dei contadini) oppure, se piove, nelle case, magari sotto ad un portico cucinando carni alla griglia.

Una volta la griglia si realizzava con la legna, oppure con la cosiddetta “carbonella”, attualmente sembra prevalere la griglia a gas, dotata di bombola, ed anche più salutare perché brucia di meno le carni e le verdure.

Pomeriggio di meritato riposo con un bel film di qualche anno fa acquistato in edicola, Scontro di Titani del 1981, stranissimi gli effetti speciali,  se confrontati a quelli di oggi sembrano ridicoli. Quando c’è un’inondazione si vede benissimo l’ingrandimento dell’acqua, però sono passati ben più di trenta anni da quando è stato girato!

Allora era estremamente all’avanguardia e devo dire che la parte della sfida di Perseo con la Medusa è veramente ben fatta.

Una di queste sere vedremo anche il secondo film contenuto nel box Edizione speciale 2 film, Scontro tra Titani del 2010. L’edizione è evidentemente finalizzata al confronto degli effetti speciali. Ambedue i film hanno per protagonista Perseo, nel primo è un bel ragazzone capellone, nel secondo un atleta dai capelli rasati a zero.

Uno dei figli è crollato esausto sul divano dormendo come se avesse compiuto le sette fatiche di Ercole oppure come fulminato dallo sguardo pietrificante della Medusa.

La moglie ha approfittato dell’occasione per spiegare al figlio come scrivere un racconto con la sua esperienza di ieri.

La moglie, insegnando, sostituendosi al figlio: “mentre io pescavo il papà scattava delle fotografie”

Figlio: “mamma! non è andata così, il papà ha pescato come un matto per tutto il tempo!”

Beccato!

Film: John Carter

Molto bello questo film. Bisogna dire che andare al cinema è un’esperienza molto migliore dei film in DVD a casa o di quelli scaricati da internet, che si vedono anche male.
Ho scelto di evitare la versione 3D, ciò ha comportato la scelta del multisala più lontano da noi, che programmava entrambi.
I film in tre dimensioni, che si guardano con gli occhialini, non mi soddisfano appieno.
Gli effetti speciali in 3D distraggono molto e, a mio avviso, impediscono di apprezzare la trama e di godere delle scene, anche i colori sembrano meno vividi che nei film tradizionali.
Il film di John Carter è una bella storia avventurosa, e d’amore nel contempo, un po’ Avatar un po’ Guerre Stellari.
Bellissimo ed intrigante il finale, un vero colpo di scena come nei film di “una volta”.
Una bella storia d’amore tra una donna energica ed attiva che, confrontandosi alla pari senza perdere la propria femminilità, riesce a far riemergere l’eroe che è momentaneamente sparito, per i casi della vita, in quello che diverrà il suo uomo.

Potete leggere qui la recensione e guardare un trailer:

http://www.mymovies.it/film/2012/johncarterofmars/