Blade Runner 2049 e le api quali simbolo della natura “esterna” il cane della natura “interna”

Siccome la famiglia non √® stata molto propensa ad accompagnarmi al cinema per vedere questo film ritenendolo troppo “visionario” (leggesi “strano” ūüėÄ ) ho atteso con trepidazione l’uscita del Blu-Ray, per me il primo Blade Runner √® stato¬†un film di culto, di quelli che ti lasciano dentro emozioni incancellabili.

Ieri, dopo¬†il lavoro, mi sono fermato nel classico centro commerciale, per√≤ era rimasto solo un blu-ray il cui contenuto si sentiva vagare, probabilmente lasciato l√¨ per paura che il disco si fosse rigato. L’ho dovuto acquistare perch√© era l’ultimo per√≤ me lo sono fatto aprire dalla cortese signora delle casse automatiche scoprendo che conteneva tre dischi di cui uno rotto. La sera ho guardato il film (pi√Ļ o meno, la prima mezz’ora, sfinito dalla settimana di lavoro, ho dormito) per accorgermi di una bellissima scena riguardante le api.

La terra nel film è completamente desertica non si vede nessuna pianta, di natura si notano solo delle serre dove si allevano larve di insetti a fini alimentari, gli abitanti umani e replicanti del pianeta si nutrono di cose disgustose che vengono celate da proiezioni tridimensionali.

Ad un certo punto il protagonista (il replicante, quello che compare di pi√Ļ, in realt√† chi buca lo schermo √® Harrison Ford che entra in scena nell’ultima parte) raggiunge una zona che si credeva disabitata, sempre avvolta in una leggera foschia, vento polveroso desertico, per accorgersi stranito della presenza di un’ape, che si appoggia sulla sua mano, prosegue per scorgere un apiario, una decina di casette vicino ad una specie di costruzione di nutritori per api, infila la mano dalla porticina di volo di un’arnia per trovarsi la mano coperta di api, strana cosa, mai vista da un replicante.

Il simbolismo è evidente, le api sono il simbolo della natura esterna, di quella parte di natura che fa da sé, peraltro per regalare un dolce dono agli esseri umani, almeno a chi apprezza tale dono, pochi, strani

Poi incontrer√†, in un palazzo, anche un cane, a mio avviso simbolo della natura interna, della natura addomesticata, della natura che vive con l’uomo. Anche l’uomo √® natura, anche i replicanti sono natura addomesticata. Bellissimo, il primo film era sull’amore per una donna (replicante o meno), questo sull’amore per i figli e sul sacrificio disinteressato.

 

 

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Star Wars – gli ultimi Jedi

Devo dire che il film mi è piaciuto tantissimo. Fantastici effetti speciali e non ci si annoia mai. Musica che non disturba ma accompagna discretamente.

Ho letto qualche recensione che lo criticava per essersi allontanato dal filone originale, a mio avviso non è vero, se ci sono stati rinnovamenti sono stati fatti bene ed era anche ora che i personaggi vecchi venissero mandati in pensione! (non tutti).

Film perfetto per rilassarsi. A me la fantascienza piace. Non vedo l’ora che esca il prossimo.

Miss Peregrine la casa dei ragazzi speciali

Film da segnalare perché attinente a questo blog, uno dei ragazzi speciali genera api dalla propria bocca e le comanda.

Il film è passabile, molto violento però e con scene impressionanti, poco originale seguendo un filone che ultimamente piace.

L’ho visto perch√© adoro Eva Green che ha un viso per i miei gusti assolutamente bellissimo, con una triangolarit√† perfetta.

Del film mi è piaciuta la fotografia, conforme ai miei gusti per i colori.

Passengers

Ottimo film, fantascienza ed una dolcissima storia d’amore sotto il segno del romanticismo.

Attore maschile visto come attore protagonista di Avatar, attrice femminile che ho visto tra l’altro in Hunger Games (bruttissimo e insensato film, colmo di violenza senza motivo) bella e brava e molto espressiva.

Finisce bene.

Dark Shadows – di Tim Burton

Il DVD è in edicola in questi giorni.
Anche questo DVD porta l’etichetta FILM PER TUTTI ma non lo consiglio per tutta la famiglia ma solo ai maggiori di 14 anni sia per le scene di paura che per qualche scena¬†alludente a contenuti sessuali¬†(soprattutto quella con la psichiatra, veramente pesante,¬†che si poteva risparmiare non avendo grande attinenza al genere di film, inserita per ovvi motivi di cassetta, per strappare qualche risata di pancia).

Il film è bellino, però ci sono dei passaggi poco coerenti come la scena finale con la mamma fantasma.

Molto curati i dialoghi, ho apprezzato l’uso di¬† un registro elevato, i personaggi “parlano molto bene”.

Fantastica la prova d’attrice della Michelle Pfiffer, buca lo schermo.

Eva Green √® molto bella, un viso incredibile,¬†fare la Femme Fatale √® quello che ci si aspetta da lei, √® la strega cattiva che¬†per vendicarsi dell’essere stata rifiutata ordisce una tremenda vendetta¬†di centinaia di anni.

Film meno romantico di quanto ci abbia abituato Tim Burton.

La scelta degli attori è molto a tema Dark, tra  quelli che ho visto mi ricordano i film: Johnny Depp in Edward Mani di Forbice e La Maledizione della Prima Luna, Michelle Pfeiffer in Ladyhawke, Helena Bonham Carter che recitava la regina cattiva in Alice nel Paese delle Meraviglie, Eva Green  la serie Tv Camelot ed il film Le Crociate.

Voto finale: 6.

Pizza surgelata in riva al mare in ridente localit√† di villeggiatura

Oggi abbiamo goduto del primo tramonto in riva al mare.

Sulla spiaggia c’erano¬†gi√† gli ombrelloni;¬†raggiungemmo il¬†bagnasciuga¬†passando oltre a¬†degli altii cumuli di sabbia, da spargere per rimpolpare la battigia. Il mare era una tavola, l’aria era densa dell’odore di salsedine.

Raccolsi¬†qualche osso di seppia per gli uccellini della voliera con l’intento di portarlo a casa e metterlo nell’acqua dolce per togliere l’eccesso di sale e poi ad asciugare al sole.

Veniamo al punto dolente, quando si nota d’estate che, all’orario di pranzo, in quella “pizzeria”, a due passi dal mare, c’√® poca clientela….

forse bisognerebbe capire che è un posto da evitare.

Oggi infatti abbiamo scelto quella pizzeria perché era proprio sulla riva del mare.

A mio avviso le pizze che servivano erano surgelate, di quelle piccoline surgelate intere, già guarnite, solo da cuocere in forno, la pasta non era lievitata e non si riusciva a tagliare, la mozzarella sembrava non esserci, non aveva alcun sapore.

Secondo me questi ristoratori fanno un gran danno a tutti gli altri titolari di pizzerie, non si dovrebbe permettere loro di fregiarsi del nome di pizzeria, ci dovrebbe essere un modo per difendere gli altri ristoratori e il buon nome della cucina italiana, permettendo ai turisti di mangiare una buona pizza.

Non torner√≤ pi√Ļ in quel “posto” e ne parler√≤ male in ogni occasione con tutti, la posizione √® conosciutissima da tutti.

Per la cronaca, una delle migliori pizze della mia zona la trovo in una pizzeria al taglio gestita da un immigrato dai paesi dell’est, per√≤ lui fa lievitare la pasta ed usa ingredienti di qualit√†, ovviamente stiamo parlando di una pizza da asporto che viene fatta sul momento non delle fette tenute sulla piastra riscaldante, si pu√≤ fare una buona pizza anche senza una pizzeria con posti a sedere.