Diario di corsa, il tradimento del cagnetto

Sottotitolo: il tradimento.
L’intenzione di questo pomeriggio era quella di correre il percorso da 10 km. La mattina l’avevo passata alla partita di calcio del figlio che ha vinto assieme ai suoi compagni per 6 a 0, pranzo offerto dalla squadra ospitante, penne condite da un ottimo ragù. Visto che il pranzo è stato leggero verso le 14.30 ho deciso di andare a correre per tenere il ritmo di tre volte a settimana.
Ho portato con me il cagnetto che ben mi aveva seguito recentemente per 1 ora e 20 minuti di lungo lento.
Gambe un po’ legnose oggi, forse per le ripetute della volta precedente e forse anche perche’ ieri ho visitato le api, lavoro pesante a schiena in avanti, e poi a tutela degli ischio crurali avevo fatto parecchi addominali (le riviste di running dicono che la causa del mal di schiena da nervo crurale è uno sbilanciamento tra i muscoli addominali e quelli della schiena, nonché consigliano di fare tanto stretching specifico).
Raggiunto il km 3,5 dove c’e’  un ponticello notiamo la presenza di due pescatori.
Il cagnetto li ha visti, si è fermato due-tre minuti durante i quali ho superato i pescatori che peraltro hanno preso una stradina in un altra direzione e poi quello che ritenevo essere il migliore amico dell’uomo ha ripreso la strada di casa abbandonandomi.
Ho dovuto interrompere il percorso, ritornare indietro e recuperare il cane che mi ha poi seguito fino a casa.
Non so se l’abbia fatto per mancanza di intelligenza o perché era stanco, però che delusione …
Lo so che è solo un animale ma non mi sarei aspettato di essere abbandonato.
😀
Ho maggiore feeling con i gatti! Però non si possono portare a correre. Hehe!
Dalla prossima volta niente più cagnetto al seguito, così corro più tranquillamente senza stare a preoccuparmi che il cane non vada sulla strada a farsi investire da una delle rare automobili che passano.

La moria delle api

Penso che sia proprio vero quanto scritto su Mielisenzaconfini del Consorzio apicoltori Gorizia, che quest’anno ci siano state grandi morie di api per gli insetticidi sulle sementi, in particolare sul mais dicono. Problema difficile da risolvere perché ormai l’agricoltura soffre anche una grande crisi, i prezzi dei cereali non remunerano più il lavoro degli agricoltori, e capisco che facciano tutto quanto consigliato dagli esperti e dai produttori di sementi.
Temo inoltre che la situazione sia simile all’estinzione del baco da seta in Friuli come allevamento a fini di commerciare la seta, gli antiparassitari dai frutteti arrivavano ai bachi nei sottotetti delle case uccidendoli, risultato fine dell’allevamento di bachi.
Nella bassa friulana ho vicino alle mie tre arnie tantissimi campi di colza, avrei dovuto raccogliere tantissimo miele, ed invece non stanno raccogliendo niente, l’ unica spiegazione è che come detto sul sito sopra tutte le bottinatrici siano state sterminate dagli antiparassitari della semina del mais. Sempre che le mie api dopo tanti anni di non selezione stiano iniziando a difendersi dagli acari covando di meno oppure risentano della forte influenza dell’ape carnica.
Ma non solo, anche nelle 10 arnie sul Collio Goriziano non ci sono api raccoglitrici, devono essere state avvelenate anche questa, non so se per ulteriori trattamenti sui vigneti oppure per grandi quantità di antiparassitari arrivati con il vento che abbiano ucciso tutte le api che erano fuori.
Ciò perché alveari così poco popolati non sono spiegabili dopo un inverno mite ed una primavera precoce e bella.

L’apicoltore seleziona le api o viceversa? il caso degli alveari cattivi

Oggi ho trovato miracolosamente il tempo per visitare gli alveari sul Collio friulano, da cui ci si attenderebbe una produzione di miele di acacia (robinia pseudoacacia).

I figli mi hanno accompagnato ed uno dei due mi è stato a fianco durante le visite agli alveari.

Sostegno puramente morale.

Ho lasciato per ultimo l’alveare cattivo, quello che non si riesce a visitare, anche oggi un paio delle api di questo alveare sono riuscite ad entrare nella maschera, dove si ritiene che tendano a tentare di uscire invece di pungere, ed invece queste mi hanno punto una sulla punta del naso e l’altra ha tentato di entrare nell’orecchio sinistro, prima di mia fuga con lancio del cappello da apicoltore nel capanno agricolo antistante l’apiario.

Ho detto ai figli che sarebbe buona norma sostituire le regine che producono api cattive con regine selezionate per bontà.

I figli hanno riscontrato l’ovvio, cioè che così operando il primo sottoposto a selezione naturale sarebbe lo sventurato apicoltore che si avventurasse nell’aprire l’alveare cattivo per cercare di trovare la regina cattiva, si troverebbe a dover sopravvivere ad un attacco infernale di api.

Quando un alveare è troppo cattivo non c’è niente da fare, si cambia quei telaini interni che si riesce e poi si cerca in qualche modo di richiuderlo senza essere uccisi dalle api. Impossibile una visita completa, però me lo sono segnato, magari a settembre quando ci saranno meno api proverò a cambiare la regina, anche se, detto tra noi, non è detto che quelle api cattive la accettino, spesso capita che uccidano la regina immessa per farsene un’altra, altrettanto cattiva quanto la precedente, se non di più.

A parte questo ho notato che le api sono sempre più in difficoltà, non hanno le popolazioni numerose come una decina di anni fa, e ciò malgrado un inverno molto mite che ha contenuto le perdite (solo una famiglia su dieci è morta, ho trovato la regina agonizzante sul fondo attorniata da una decina di api).

Oggi ho aggiunto un po’ di telaini nuovi per impedire la sciamatura, anche se è un po’ tardi e c’è il rischio che vengano riempiti di miele di acacia invece che di sana covata di api nuove (e il miele nel melario invece che nel nido).

L’acacia sul Collio sta iniziando a fiorire e tra una settimana la fioritura dovrebbe essere al massimo.

Visite non ne farò più, celle reali chiuse ne ho trovate ma solo alcune abbozzate, per lo più in mezzo ai favi, ciò perché gli alveari non sono molto popolati, sono su 7-8 telaini di api. Speriamo in quindici giorni di sole, altrimenti come l’anno scorso poco e niente acacia (cinque chili per alveare).

Cagnetto e guinzaglio parte due

Oggi nuova scena con il guinzaglio e la pettorina del cagnetto.

Metto tranquillamente la pettorina ed il guinzaglio al cagnetto, però mi ricordo di aver lasciato gli occhiali scuri in auto, apro la portiera ed il cagnetto salta in automobile, da cui poi ho il mio da fare a convincerlo a scendere, visto che quando vede rifugi lui si nasconde sempre, vi assicuro che non lo abbiamo mai maltrattato, deve essere una forma di autodifesa dei cagnetti molto piccoli.

Però poi stranamente non si fa mai scrupolo di non andare a rincorrere i gattoni che qualche volta anche reagiscono.

Il mio cagnetto è veramente fuori di testa :-D

Vado spesso a correre con il mio cagnetto, però avevo il problema di attraversare un primo tratto “cittadino” prima di raggiungere la solita strada sterrata che porta al bosco.
Infatti il cagnetto è poco obbediente e avevo sempre la paura che abbandonasse il marciapiede per andare sulla strada rischiando di essere travolto dalle automobili che sono rare ma ci sono.
Allora la moglie ha tentato di educare il cagnetto al guinzaglio, appena veniva messa la pettorina il cagnetto stesso iniziava a rotolare per terra come un branco di sardine appena pescate, come se fosse stato aggredito da uno sciame d’api.
Ho provato anche io, in presenza di moglie e figli e la stessa scena si è ripetuta, cane rotolante a zampe all’aria.
Poi appena sentiva il rumore del cassetto del guinzaglio il cagnetto scappava subito vicino a qualcuno che lo difendesse.
Però la mattina quando vado a correre preparo il guinzaglio, chiamo il cagnetto che si mette tutto mogio mogio a zampe in su, e si lascia mettere il guinzaglio, partiamo come niente e corre con il guinzaglio, in qualche momento appena partiti anche tira lui! come un cane da slitta!
Arrivato alla sterrata lo libero così che possa liberamente marchiare tutti gli alberelli che trova, al ritorno alla fine della sterrata stessa scena, cane a zampe in su, guinzaglio e ritorno a casa.
MHa!

Oggi Running

Mi sono fatto un’ora e 20 di corsa oggi cercando di correggere l’appoggio che è troppo esterno, mi sembra molto meglio, forse anche perché sto facendo gli esercizi del libro recentemente citato. Il dimagrimento continua sono a circa 83 chili contro i 93 di un anno e mezzo fa, sono entrato nella giusta fascia di peso secondo le tabelle, noto che è sopravvenuto quello che si dice nel libro, gli alimenti pesanti non mi attirano più.