Il pane guttiau della Sardegna, tra friulani e sardi c’intendiamo

In un cestino natalizio di prodotti tipici italiani, di una nota marca, che ci è stato regalato per Natale c’era una confezione di pane guttiau della Sardegna.

La consistenza è quella delle croste di polenta con cui noi friuliani allietiamo i più piccoli e non solo i più piccoli.

Quelle deliziose croste di polenta che si formano nel paiolo, che delizia.

Il pane guttiau nel cestino aveva la consistenza leggermente più fine e meno salato, con un lieve sentore di olio d’oliva.

Una fettina tira l’altra, comunque.

Ingredienti da etichetta: 33% semolato, 33% semola, olio extravergine, farina di grano duro 10%, acqua, sale e lievito di birra.

Strano che ci sia il lievito, vista la consistenza.

Chiede il divorzio a cento anni

Sui giornali locali di oggi c’era questa succosa notizia.

Un uomo di 100 anni di età ha chiesto il divorzio alla moglie.

Ha fatto ciò perché ha trovato delle lettere d’amore che la moglie aveva indirizzato tanti anni prima ad un altro uomo, però durante il matrimonio.

E le aveva anche conservate.

Il guaio, secondo me, è che la moglie ha confessato di avere avuto una relazione con l’uomo a cui aveva scritto le lettere, trasgredendo alla regola di negare anche l’evidenza.

Sapete cosa penso? il centenario ha fatto bene a chiedere il divorzio!

A quell’età penso che non abbia dei figli a cui rendere conto o che possano rimanere turbati dal divorzio.

Che tristezza, però, un’ottantina di anni di supposto amore, ma in realtà convivenza sotto lo stesso tetto, trasformarsi in un’illusione proprio alla fine.

Pettirosso

Oggi ho portato i figli nel bosco, il più grande era intenzionato a raccogliere degli onischi da mettere nel terrario delle rane.

Abbiamo sollevato dei rami di alberi morti per cercare gli onischi.

Un pettirosso si è accorto di ciò ed ha dedicato un po’ di tempo ad esaminare se nei nostri scavi ci fosse qualcosa di commestibile.

Ecco una fotografia che ho scattato, ho dovuto ingrandire parecchio per rendere il colore, in quanto l’uccellino teneva una certa distanza da noi.

Patate alla triestina

Questa è una mia rielaborazione di oggi di una classica ricetta, visto che mi dicono essere riuscita deliziosa, ecco il procedimento seguito:

Fate bollire 1,2 kg di patate per 40 minuti.

In una pentola antiaderente affettate una cipolla.

Aggiungere un cucchiaio di olio extravergine di oliva.

Fate soffriggere un attimo ma non rosolate la cipolla.

Togliere la cipolla, frullarla con il mixer oppure con il frullatore elettrico.

Prendete due manciate di pancetta e fatele rosolare nella padella dove c’era la cipolla e dove è rimasto solo l’olio insaporito.

Una volta lessate le patate, lasciatele raffreddare, sbucciatele e mettetele nella padella dove c’è la pancetta, aggiungete il frullato di cipolla e con una forchetta schiacciate le patate.

Aggiungete il sale.

Mescolate bene il tutto con un mestolo di legno di frassino (ehehe, scherzetto, va bene un mestolo qualsiasi, stiamo cucinando patate non vampiri!).

Fate cuocere circa 10 minuti prestando attenzione che il fondo della padella non si bruci. Mescolate ogni tanto.

La mia ricetta così riesce senza la crosticina che prevederebbe la ricetta classica, ci piace così, ho fotografato il risultato (manca un pezzo mi sa tanto…).

 

 

Inconcepibile visto della censura: film per tutti a Una notte da Leoni 2

Ho preso oggi il DVD di Una Notte da Leoni due tratto in inganno dalla dicitura:

FILM PER TUTTI visto della censura n. 104370 del 23-05-11.

Il film a mio avviso dovrebbe essere vietato ai minori di 14 anni, invece.

E’  ingiustificatamente farcito di parolacce, sarebbe interessante contarle, penso che passino abbondantemente il centinaio, un po’ come i morti nei film di Schwarzenegger.

Inascoltabile. Non ho potuto terminare la visione, perché le parolacce sono utilizzate come intercalare, senza alcun contributo alla storia raccontata, così per il gusto di dirle.

Sulla confezione c’è scritto “una dose doppia di pura genialità comica”.

A mio avviso non fa per niente ridere, l’unico modo di far ridere qualcuno, suppongo gli adolescenti, è l’uso delle cosiddette parolacce.

Non fraintendete,  da quel po’ che ho pututo resistere nella visione non ci sono scene osé, ma solo l’uso di un linguaggio inascoltabile. Non capisco in base a quali criteri vengano dati questi visti della censura.

Sulla confezione c’è scritto che è della Warner Bros … mi sarei aspettato di meglio, soprattutto una corretta indicazione del pubblico di riferimento sulla confezione.

La mia classificazione del film è quindi questa: filmino per adolescenti maschi, età 14-16 anni.