Una bella corsa anche oggi

La seconda volta riesce sempre meglio ūüėÄ

La corsa di ieri √® stata faticosa come avranno letto nel mio precedente post¬†i miei pochi affezionati “seguaci”, ebbene questa mattina mi sono svegliato pieno di energie, ho guardato dalla finestra e ho visto che il nevischio di ieri notte non ha lasciato alcuna traccia essendo stato seguito dall’ennesimo piovasco, peccato mi sarebbe piaciuto correre nella neve con le scarpe da trail.

Quindi senza esitazioni ho deciso per una bella corsa anche oggi, mi sono vestito pi√Ļ leggero di ieri, calzini estivi leggeri invece dei calzettoni (mi¬†mancava sangue nei piedi nell’ultima corsa), pantaloni lunghi da corsa (leggins) pantaloncino corto, maglietta di lana-cotone, maglia lunga tecnica e al di sopra un pile, berretto in pile¬†e tubo scaldacollo. Mi sa che con l’et√† divento freddoloso.

Bene, correndo tutte sensazioni positive oggi, niente dolorini.

L’ambiente della bassa friulana √® quel che √®, campi arati e fangosi, boschi marroni, qualche persona che passeggia lungo le strade sterrate campestri assieme agli amici cani, bianchi neri, magri, quella che sotto il parka sembrerebbe essere una bella ragazza e se non lo fosse non importa √® gi√† piacevole immaginarsela tale,¬†comunque dal saluto arioso della giovinezza,¬†un campo coltivato a una specie di canna palustre che viene usata come biomassa per alimentare una stufa apposita, sarebbe interessante calcolarne il bilancio energetico perch√© le canne¬†si tagliano con la motosega che dopotutto consuma anch’essa carburante fossile.

Il populismo… i sistemi politici, la gerarchia come sfondo sociale necessario per il benessere… ragionamenti su un libro che stavo leggendo prima di uscire.

Sembrerebbe che io stia divagando ma in realtà stavo riportando quei pochi i pensieri concepiti mentre correvo.

La corsa disintossicante dopo il cenone

I telegiornali del 26 dicembre trasmettono quasi sempre un servizio sui runner del dopo cenone.

I runner vengono ripresi e intervistati nei parchi cittadini per la corsa ritenuta dimagrante, mentre in realtà chi fa vita da runner non riesce a compiere grossi eccessi alimentari, il fisico si rifiuta da solo.

Quindi¬†a dir la verit√† si corre il 26 dicembre semplicemente¬†perch√© non si va al lavoro e si coglie l’occasione per correre di giorno, con la luce del sole, e perch√© si √® dedicato il 24 e 25 alla famiglia e ai preparativi per il cenone o pranzone dovendo rinunciare ad alcuni allenamenti (correndo meno di tre volte a settimana non si percepiscono le sensazioni positive ma solo la fatica).

Il sottoscritto amante delle api e del running √® stato impegnato (a riposarsi in famiglia!)¬†anche il 26 dicembre e quindi ho potuto ricominciare a correre solo questa mattina assieme al figlio pi√Ļ grande che mi segue (anzi mi precede correndo in bomba) per met√† percorso.

Sono stato fortunato perché ho corso in un clima abbastanza asciutto (senza prendere pioggia in testa sul cappello di pile azzurro) a 5 gradi di temperatura; e alle 12.00, quando sono uscito dalla doccia, stava cadendo già un gelido nevischio.

Anche sulla laguna a volte nevica.

La corsa ha avvicinato anche il mio apiario, dove quasi tutto era immobile a parte una sventata ape che √® uscita dalla casetta per cadere per terra mentre ero l√¨, non¬†l’ho trovata nell’erba,¬†speriamo che sia riuscita a decollare di nuovo e a fare rientro nella sua calda arnia.

L’effetto delle feste si √® fatto sentire, avevo i muscoli “imballati”, rigidi e poco elastici e correre √® stato faticoso per i dolori alla parte anteriore della tibia, dolorini alle ginocchia¬†e per formicolii alle dita dei piedi.

Forse mi ero vestito troppo, meglio stare pi√Ļ leggeri, uscendo dopo adeguato riscaldamento.

Ho scorto dei rapaci volare e cacciatori che camminavano lungo un canale.

Un’oretta di corsa, i 10 chilometri classici del runner della domenica, anche se oggi √® sabato!

Poi ho preparato, assieme alla moglie che ha rimediato al disastro che stavo combinando attaccandolo tutto, un bel risotto di zucca e pancetta, il colore arancione mi mette allegria (anche i gechi li ho scelti arancioni, ma quelli non si mangiano). Avevo anche una gatta arancione di 14 anni di età che il 24 dicembre è sparita, trovatella, era sterilizzata, non andava lontano, non abitiamo vicino a strade, speriamo che non sia stata vittima di qualche inumano vicino, anche se era veramente molto sospettosa e non si avvicinava a nessun estraneo. Potrebbe essere anche stata aggredita da un falco o gufo che vivono in gran numero in questa zona.

Fatto sta che non se ne sa pi√Ļ niente. Al momento non ho intenzione di prendere un altro gatto per i figli, perch√© abbiamo veramente troppi animali in casa ed un gattino aggredirebbe il canarino (giallo, un bel border, selezione di canarino di grande taglia e dal canto piacevole ma¬†veramente assordante)¬†e i due inseparabili che stavano fuori in un gabbione ma¬†che ieri¬†ho portato in casa per proteggerli dal freddo, i tre sono alloggiati separatamente per specie¬†in due gabbie da cova. A met√† marzo riporter√≤ gli inseparabili nel gabbione, mentre il canarino nella gabbia da cova non pu√≤ stare fuori perch√© lo ucciderebbero di paura i falchi, gatti e per ultime le zanzare.

I pinguini di Madagascar

Premesso che ai miei figli di 7, 14 e 16 anni il cartone è piaciuto, e quindi tanto dovrebbe bastare, mi permetto di dire che per me, padre e per la madre è stata una tortura cinese.
In particolare mi disturba il titolo, che sembra scelto per sollecitare la memoria dei precedenti film.
Molto bambinesca la trama, una volta c’erano veramente cartoni per tutta la famiglia, mi ricordo Red e Toby e Il Re Leone, avevano contenuti pi√Ļ profondi, apprezzabili anche dagli adulti.
Detto ci√≤ tecnicamente √® anche molto tecnologico e qualche scena divertente c’√®.
Però il cartone è un misto tra Mission Impossible e i primi James Bond, ma senza belle attrici! :-).

Lavori sulle api

Vista la giornata di sole , ho potuto visitare finalmente le api.
Visto l’allagamento dei campi ho dovuto parcheggiare l’automobile a 100 metri dalle arnie e raggiungerle attraversando il nostro campo attualmente coltivati a colza.
La colza √® alta il doppio vicino al bosco, si vede che beneficia dell’ humus delle foglie degli alberi decomposte.
Ho fatto il trattamento di acido ossalico gocciolato in acqua e zucchero , uccide gli acari senza danneggiare troppo le api.
Degli 11 alveari 5 erano morti e saccheggiati da altre api. Comunque sono morti perch√© l’anno scorso ho rischiato troppo facendo un solo trattamento.
Le altre 6 sono così così .
2 su tre telaini, due su due e 2 su uno.
Sarei contento se ne arrivassero a primavera 4.
Ho tolto i telai dagli alveari morti, così pesavano meno, è stato ugualmente faticoso portare i 5 alveari uno alla volta per i cento metri di umida colza e fangosa terra.
Poi altre 5 volte i telaini nei tappi.
Poi un paio di volte su e gi√Ļ il resto del materiale.
Miracolosamente tutto è stato in auto .
Poi scarica a casa, dopo pranzo, e metti in ordine.
Il pomeriggio una bella corsa al sole sui soliti 7 chilometri

Che triste Natale √® quello dello shopping se non c’√® poesia e amore

Sentivo che in Inghilterra il Natale è diventato solo la stagione dello shopping in quanto è una società secolarizzata (atea) e multiculturale.
Trovo triste una siffatta società, soprattutto per i figli.
Preferisco l’albero , il presepe , e soprattutto passare le feste curando l’armonia con chi ci ama, i familiari.
Forse è anche un bene andare a messa con i figli almeno a Natale, anche se non ci si crede tanto, essendo um rito fondamentale della nostra storia, delle nostre rsdici culturali .
Con ci√≤ non voglio dire che non sia giusto comprare regali a chi si ama o comprare prelibatezze italiane per le mense festive, ma se non c’√® un pochina di poesia e affetto il tutto mi sembrerebbe sterile e vuoto
Ovviamente ognuno è libero di vivere e pensare come vuole, non me ne vogliano i patiti dello shopping e i negozianti in questa grande crisi ha un senso anche spendere.