Una rondine non fa primavera, ma almeno piove

Oggi piove, dopo un lungo periodo di siccità, ci voleva, le falde di acqua si sono molto abbassate in Friuli.

Le perturbazioni invernali non sono arrivate fino a qui, fino ad oggi.

Poca neve anche in montagna.

Ieri invece c’era un bel sole tiepido, e avevo riportato gli uccellini nelle voliere esterne, liberando quindi l’ingresso di casa dagli ospiti che tentavano generosamente di farci dono di semini.

La bora aveva ridotto male le coperture di telone di plastica attorno alle voliere, è stato necessario un intervento di straordinaria manutenzione, ma dopo la terrazza sembrava di nuovo bella pulita ed ordinata.

Gli inseparabili tollerano male l’inverno, sia in casa che in esterno, hanno carenza di vitamine e il piumaggio si macchia di rosso, ma manca poco.

Ovviamente una rondine non fa primavera, almeno speriamo non arrivi la bora, altrimenti ci toccherà di nuovo catturare gli uccellini nella voliera. Nel dubbio lascio le gabbiette da cova a portata di mano.

 

Che razza di medico, che pessima persona

Una giovane donna ha un tumore.

Non è sposata, ha un bambino piccolo.

Il bambino è stato riconosciuto dal padre.

Il medico, privo evidentemente di qualsiasi sensibilità, ha consigliato la donna di nominare i propri genitori tutori del bambino.

Così, oltre alla grave situazione le è stato messo anche il dubbio che il bambino possa finire in orfanotrofio.

Questi sono i personaggi che lavorano nello stato che dovrebbero essere licenziati.

Pensate, a me è successo, ospedale di Udine, che il figlio avesse inghiottito a 4 anni di età una moneta dal 2 euro, incastratasi nell’esofago.

Il gastroenterologo, che era di turno quel giorno, auguro a lui tutti i mali possibili,  contattato telefonicamente, sentimmo noi stessi la telefonata fatta dall’infermiera del pronto soccorso pediatrico, rispose che ci mandassero in un altro ospedale, che lui era troppo impegnato quel giorno perchè c’era la festa di Friuli Doc a Udine. E aveva l’atteggiamento che era colpa di mia moglie dell’accaduto, se fossimo stati una di quelle coppie che già non vanno d’accordo avrebbe causato un divorzio.

Venne solo il giorno dopo, per togliere la moneta incastrata, con il rischio che il bambino si soffocasse.

Non avevamo mai portato prima il bambino in ospedale per altro che non fossero le influenze o infezioni urinarie.

E alla fine, per spaventare la moglie, fecero un teatrino che il figlio non si risvegliava dall’anestesia generale.

Mandarini contro clementine,quali preferite?

Partiamo dai prezzi, qui da noi le clementine costano circa 1,80 al chilogrammo al discount, mentre i mandarini 1,50.

Sotto il profilo della convenienza adesso converrebbe acquistare le arancie, che erano a 1,30.

E’ raro trovare i mandarini, perchè abbiamo preso l’abitudine delle clementine che non hanno i semi come i primi.

Questa abitudine viene presa per i bambini, che di solito, da piccoli non mangiano la frutta con i semini (anche se mi dicono che questo vezzo è tipico anche degli immigrati provenienti dai paesi dell’Est Europa, evidentemente non abituati alla frutta), allora si prendono clementine, clementine, clementine.

Vi raccontavo di essere stato in gita in un paese del milanese (Pessano con Bornago) per ritirare una borsa di studio attribuita a mio figlio che studia in terza media.

Nell’ambito del gemellaggio ci hanno offerto il pranzo nella mensa dell’asilo, dimostrando che il comune è attento a spendere bene i soldi dei propri contribuenti.

Sulla tavola c’erano dei bei cestini di mandarini, dopo tanto tempo che non li acquistavo il profumo di olio essenziale era inebriante se confrontato a quello delle clementine, ed anche il sapore diverso.

Ogni tanto prenderò anche dei mandarini, per gustare un profumo e sapore diverso, questo è il bello della varietà agroalimentare che abbiamo in Italia, siamo molto fortunati, anche se, forse, i mandarini provenivano dalla Spagna…, allora correggo la mia ultima affermazione: noi popoli latini siamo molto fortunati, seppure bistrattati dalla crisi del debito pubblico, imputata alle nostre allegre abitudini.

Ritornando al pranzo presso la mensa scolastica, ho notato che hanno servito un’alimentazione ineccepibile, il primo era una lasagna con spinaci, poi mezza bistecchina di fesa di maiale con contorno di verdurine tritate, ed alla fine mandarini in abbondanza. Ovviamente era anche disponibile la pasta in bianco a richiesta.

E’ un’ottima idea, quella delle mezze porzioni di carne, altrimenti gran parte finirebbe non mangiata e dovrebbe essere buttata via con grande spreco, come ho visto accadere con i bambini quando ci sono le festicciole all’oratorio, dove la carne di solito non viene mai mangiata, pasta al ragù e via a giocare!! 😀

Verza in pentola con salsiccia

Ho realizzato questa saporita ricetta, la verza è risultata molto morbida e saporita. Non uso aglio, e di solito anche pochissima cipolla nelle mie ricette, principali cause della gastrite.

Ingredienti per 4 persone, come contorno.

Una verza di cui userete la palla interna, togliendo le foglie aperte esterne.

Non buttate le foglie esterne, si possono utilizzare,una alla volta, per fare dei minestroni (carota/patata/verza/cipolla).

Una salsiccia.

Sale, un cucchiaio d’olio d’oliva, acqua quanto basta.

Tagliare la verza a listarelle, mettere in una padella alta con il tappo, aggiungere un paio di bicchieri d’acqua e l’olio extravergine d’oliva, quando la verza inizierà ad ammorbidirsi tenere sempre immersa in acqua, altrimenti si attaccherà al fondo.

Quando la verza sarà calata la salerete ed aggiungerete la salsiccia sbucciata e sbriciolata.

Far cuocere per circa un’ora, mantenendo il tutto allo stato di minestra, far asciugare solo alla fine.

Non abusare della verza, giusto una manciatina, altrimenti vi verrà male al pancino :-D.

 

Sito dove verificare se la nostra casa verrà sommersa dal mare causa riscaldamento globale

Trovato questo bel link su rivista Oasis Febbraio 2012:

http://flood.firetree.net/

La media per la fine di questo secolo sarà di 1,4 metri. Entro il 2050 0,76 mt dice uno studio.

L’articolo è molto bello, pensate che in molte isole tropicali quali le Maldive è già in corso il trasferimento della popolazione su altre isole o “più in alto”.

Ma è a rischio anche il delta del Po.

Il villaggio operaio di Crespi d’Adda

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Recentemente ci siamo recati nei dintorni di Milano per ritirare una borsa di studio  vinta dal nostro primogenito.

La famiglia di un’insegnante ha stabilito di dare una borsa di studio ai ragazzi che si siano distinti in matematica, sia nel paese di origine della signora che nel paese dove aveva insegnato.

La cerimonia di premiazione si tiene ad anni alterni nei due comuni.

Quest’anno siamo andati noi in trasferta, con il pulmann gentilmente offerto dal nostro comune.

Ci hanno anche offerto il pranzo presso la mensa dell’asilo, si vede che trattasi di un comune dove non si sprecano risorse.

Nel pomeriggio siamo stati deliziati da una bella escursione, con anfitrione il marito della signora ricordata, di professione imprenditore,  presso il villaggio operaio di Crespi d’Adda, fondato nel 1878 da Benigno Crespi, imprenditore tessile che lì decise di creare la sua fabbrica tessile e il villaggio operaio sulla falsariga di quanto visto dal figlio che aveva fatto un viaggio di istruzione in Inghilterra.

Il Crespi  costruii dei caseggiati, poi, visto che la dura vita del luogo causava problemi di salute agli operai, quale il rachitismo, realizzò delle casette con il giardino, dove vivevano più famiglie. Così potevano prendere un po’ di sole e coltivare un orticello.

Poi realizzò, sempre in un particolare stile inglese, anche le villette dei dirigenti e finanche il cimitero monumentale. Ed inoltre i lavatoi, la scuola (tre anni di elementari, poi i bambini iniziavano a lavorare in fabbrica, se volevano proseguire nell’istruzione frequentavano la scuola domenicale a Milano), circolo sportivo e ricreativo .

La chiesa non ebbe il campanile, perché nulla doveva sovrastare il simbolo di quel luogo costruito attorno e per la fabbrica, le ciminiere.

Molto belle le basse recinzioni metalliche delle casette.

Il fratello del sopracitato Crespi fu tra i fondatori del Corriere della Sera, ci ha raccontato un ragazzo teatrante che impersonava il Crespi stesso.

Il bello della visita erano proprio le scenette di teatro che rappresentavano l’operaia, il medico, l’operaio, il Crespi, ed anche l’arcigna maestra di scuola, che sinistramente faceva volteggiare una bacchetta.

Meglio fare questa visita nella bella stagione, se posso darvi un consiglio, noi abbiamo fatto una bella scarpinata a 12 gradi sotto zero.

La moglie ha tentato di tornare alla corriera con la piccola che aveva tanto freddo, ma la corriera non c’era più, per fortuna che una pattuglia della polizia si è offerta di trasportarle fin dove si era spostato il pulmann, vicino al cimitero monumentale.

Amoleapi e figli maschi si erano ben premuniti contro il clima invernale, però un po’ di freddino ai piedi lo abbiamo patito.

Dovevate vedere quanto correvano tutti alla fine quando abbiamo visto la corriera.

In seguito qualche fotografia scattata malgrado il freddo, sono le stesse dell0 slideshow, scusate la ridondanza, stavo facendo esperimenti con queste belle funzioni di wordpress.

La bora e le rose

La bora, gelida, grigia, impazzisce oggi

ovunque sia fuori è il suo regno di raggi

fuori dalle calde case, fuori,

non si vedon ormai più fiori;

 

Caduti gli ultimi petali dalle ultime rose

spariti nel vento polare, scoloriti;

resistono fino al culmine del verno le corolle

poi quale Polifonte  il vento se ne nutre;

 

Monticcioli di foglie secche, vezzosamente

raggruppate come fluenti chiome femminili,

scorgo qua e là, chissà perché lì si posano,

in loci riparati, come quando in bianco si sposano;

 

Una piscina di plastica blu, come tante

Dove d’estate sguazzavano rane, e quanto cantavano!

Assordanti canti d’amor i ranocchietti verdi!

Adesso quieta e sgonfiata, e mai riparata, aspetta.

 

Manca poco, ormai, al risveglio

Ma chi lo direbbe, se non chi l’ha già vissuto?