25/02/2019 situazione tutti vivi e aggiunta candito

Oggi ho controllato gli alveari, la situazione è positiva sono tutti e cinque vivi.

A differenza degli anni precedenti il candito di zucchero è stato quasi interamente consumato. Siccome non ci sono fioriture nettarifere ma solo pollinifere ho cambiato i pacchetti di zucchero candito quasi finiti, mettendo a contatto con il foro del nutritore circa 1,2 kg ad alveare per non correre rischi fino alla prima fioritura. Non ho aperto le arnie perché seppure ci siano 13 gradi il clima è umido e leggermente ventoso. Però non piove ancora.

La seconda arnia ha ancora un pacchetto di candilpolline, entro 7 giorni penso che verrà consumato tutto e dovrò ricordarmi di dare nutrimento anche ad essa, soprattutto per il fatto che era uno dei due sciami tardivi con la regina vecchia, che erano quasi privi di scorte proprie. Come popolazioni mi sembrano a posto, forse il primo è deboluccio, dovrò verificare con una visita interna che programmerei per metà marzo in un’ottica hobbistica. L’apicoltore professionale avrà di sicuro già visitato tutte le arnie per verificare eventuali orfanità che si possono recuperare unendo le api residue ad un’altra famiglia.

02/02/2020 verifica apiario

È arrivata una mail dell’osservatorio apistico regionale.

In sintesi dice che la stagione invernale 2019-2020 ha avuto temperature oltre la media, che le api hanno iniziato a covare e bisogna stare attenti al consumo di scorte.

Quindi il mio programma per oggi era: mettere un pacco di candito ai due alveari interi, controllare il consumo di candito del nucleo più grosso, aprire i due nuclei su tre telaini scarsi, ribaltare il coprifavi e spostare il candito a diretto contatto con i favi coprendo l’interno con un telo plastico.

Di norma in questo periodo dell’anno a causa del freddo le api non riescono a raggiungere il candito al centro del coprifavo ed invece, causa evidentemente la mite temperatura, anche oggi c’erano 10 gradi alle 12, ho trovato parecchie api nei pacchi di candito  consumati per metà abbondante, anzi il nucleo più bello il suo pacco da 2,5 kg lo ha consumato quasi tutto. Gli altri due nuclei, seppure i favi siano addossati ad una parete dell’arnia, stavano consumando ugualmente il candito.

Ho scelto di non disturbare le api e mi sono limitato ad aggiungere i due pacchi di candito agli alveari e a spostare il candito mezzo consumato direttamente sopra al foro di alimentazione e arieggiamento.

Sono contento che ad oggi tutte e 5 le famiglie di api invernate siano ancora vive, l’anno scorso da 5 famiglie ad agosto mi ero ritrovato con una sola a marzo.

Le api non volavano oggi perché era nuvoloso.

Ossalico gocciolato 25/11/2019

Dopo settimane di maltempo persistente, oggi quando fortunatamente ero a casa perché dovevo eseguire delle incombenze, è  spuntato un tiepido sole con 15 gradi di temperatura.

Occasione perfetta per fare l’ossalico gocciolato agli alveari per colpire gli acari. Orario dalle 12 alle 13.

Ho usato mezza busta da 35 grammi. Siccome ho 5 alveari.

Situazione, 1, 2 ,3 su 8 telaini, quindi ho fatto 40 cc. Nuclei 4 e 5 su 3 telaini, ho fatto 15 cc.

L’ultimo  nucleo, quello con la regina carnica 2018,  ha iniziato a mangiare il candilpolline. Ed in effetti è migliorato, quello a fianco, il penultimo si è  un po’  indebolito quindi ho messo anche a lui il candilpolline.

Non ho intenzione di aumentare la covata dando il polline, ma in consorzio agrario non mi hanno voluto dare un singolo pacchetto da 2,5 kg di candito perché c’e una nuova norma di tracciabilità che impone di vendere i cartoni da più  pacchetti. E così ho preso il candilpolline che si vende sfuso e la proteina fa bene anche alle api invernali.

Visita del 21/9/2019

1 – 2 – 3 alveari con tantissime scorte. Covata.

4 nucleo con tante scorte. Covata.

5 nucleo orfano da regina vecchia.

6 nucleo deboluccio da regina vecchia, senza scorte, prelevate scorte da altri due  e di polline dal nr. 1 e unito con api residue del nr ex 5. Rinominato in nr. 5. Covata.

Nutrire i due nuclei per aumentare le api, memo. Acquistare del candito.

Glucosio e fruttosio fanno male?

In generale leggiamo e vediamo in televisione il consiglio di evitare gli zuccheri, addirittura vengono demonizzati il fruttosio e glucosio di cui sono ricchi in particolare i succhi di frutta e le bibite gassate.

Ciò potrebbe interessare anche il miele che è  composto da glucosio e fruttosio.

Vorrei specificare che vengono pubblicati questi articoli perché nella società ricca si fa un abuso di zuccheri (e grassi) che non si consumano perché  si fa poca attività  fisica.

La risposta alla domanda se gli zuccheri facciano male è in realtà, no, non fanno male se assunti in modo equilibrato.

Gli zuccheri sono un alimento necessario.

Ma, c’è sempre un ma, non bisogna abusarne, ma ciò  vale per tutti gli alimenti, i grassi ad esempio, soprattutto chi non fa sport o lavori pesanti che permettano di consumare gli zuccheri. Quindi si consiglia alle persone sedentarie di evitare di bere solo bibite gassate industriali, non zuccherare troppo il caffè,  non mangiare troppe merendine e croissant a colazione, preferire la frutta fresca ai succhi di frutta ma non esagerare neanche con le porzioni di frutta che ha tanto fruttosio, evitare le torte, evitare gli alcolici che derivano da fermentazioni di zuccheri (una piccola lattina di birra ha 100 calorie), moderare anche il consumo di miele che va considerato alternativo agli altri tipi di zuccheri (in un certo senso è  più  sano perché ha meno antiparassitari, perché le api bottinatrici che incontrano questi veleni, muoiono e non portano il nettare contaminato dell’alveare). Ad esempio bere il caffè  con poco zucchero e poi una fetta biscottata con un cucchiaino di miele, non cinque fette biscottate con cinque cucchiaini di miele o marmellata.

In medio stat virus, ricordatelo.

Seppure commercialmente non vantaggioso per l’apicoltore mi è piaciuto questo commento di una persona che ha preso (da me) un vasetto da mezzo chilo di miele di castagno : “io lo tengo per l’inverno e, come se fosse un medicinale, ne mangio un cucchiaino al giorno a colazione”.

15/09/2019 girare le porticine

Ho girato le le ultime porticine metalliche dal lato invernale, mi mancavano le tre famiglie su 10 favi. Faccio ciò perché  ho paura dei saccheggi. Meno spazio c’è all’entrata più  è  facile per le guardiane difendere l’ingresso dagli aggressori. Il contro è che nelle famiglie forti ci sarà un certo affollamento e code all’ingresso, se facesse ancora caldo ci sarebbe anche qualche problema nel ricircolo d’aria. Consiglio di controllare l’effetto nelle ore più  calde e, in caso di troppo affollamento, ripristinare il lato normale delle porticine metalliche di ingresso.

Girando le porticine ho potuto apprezzare l’aggressività delle nuove ligustiche selezionate. Però  hanno una bella popolazione, sono ancora su 10 favi.

Davanti all’apiario hanno finalmente mietuto il mais. Dico finalmente perché attraversarlo mi metteva addosso un prurito insopportabile.

I nuclei sono da rivedere in particolare il nr. 1 con la regina 2018 perché ha poco volo.

Abbiamo fatto la festa dei beni comuni, bello il progetto di un corridoio ecologico tra i boschi e la realizzazione di una  nuova area umida ma speriamo che si tutelino anche i prati stabili che sono ottimo e migliore territorio di nutrizione per le api e per tutti gli animali. Il bosco di pianura ha poche fioriture appetibili dalle api. Più  che altro melata in tarda estate.