Su Io Donna del Corriere della Sera, le api conoscono il concetto del numero zero

La direttrice di io Donna, inserto del sabato del Corriere della Sera, racconta che uno studio scientifico ha dimostrato che le api conoscono il concetto matematico dello zero.

Però mi permetto di raccontare che le api regine non sono sonnacchiose come si pensa, in realtà lavorano più di tutte le altre api, deponendo anche 2.000 uova al giorno!

Se poi la regina invecchia le api la uccidono, non c’è differenza sul trattamento riservato ai fuchi, quando non servono vengono eliminati entrambi. Non c’è una morale in ciò, le api agiscono in base all’istinto. Ciò dipende dalla quantità di ormoni secreti dalla regina, se ne emette pochi, sintomo di invecchiamento la eliminano e se ne fanno una nuova. I fuchi invece vengono eliminati quando si esauriscono le fioriture primaverili, non sono più necessari perché gli alveari non possono più permettersi la sciamatura e il cambio delle regine.

In realtà nella comunità scientifica c’è chi pensa che la singola ape non sia un’animale ma che la vera ape sia l’alveare intero, le cui mani sono le operaie e gli organi riproduttivi regine e fuchi. Strano.

Tornando alla rivista, ho trovato bellissima la fotografia della donna ape in Cina, dedita a impollinare a mano i frutteti in zone dove le api non ci sono più.

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Un sito con dei bei video per gli apicoltori professionali, Anonimo Apicoltore

Seppure sia abbastanza inquietante che il proprietario del sito su Youtube che vi segnalerò abbia sempre addosso una maschera devo dire che ho trovato i suoi video sull’apicoltura interessanti.  Ciò non toglie che stia facendo, delle interessanti considerazioni sull’apicoltura e dando dei consigli appropriati agli altri apicoltori, a mio avviso.

E’ evidente che un blog come il mio è forse archeologia, ormai per trasmettere i propri pensieri si usano video e messaggi vocali.

Il mio blog di apicoltura racconta una attività amatoriale, spesso caotica in quanto fatta nel tempo rubato al lavoro principale e senza intento di lucro decente.

Per chi fosse interessato all’apicoltura come attività per mantenere sé stesso, una famiglia e anche una casa, consiglio di guardare qualche video su Youtube di:

Anonimo Apicoltore.

Recensione effettuata in data 13/08/2018, al momento ha oltre 2.000 iscritti. Non ho ancora visto tutti i video. Dico ciò perché in tanti anni di internet ho visto alcuni siti essere presi in possesso di hacker oppure passare brutalmente ad attività politiche OT in prossimità delle elezioni, non sembra questo il caso,  ma non si sa mai. Metto questo avviso vista la maschera 😀 .

Legenda:

😀 Faccina che ride, a indicare che ho fatto una battuta, la faccina con duepuntitrattinod è arcaica ma consuma poca memoria, funziona dappertutto, è più veloce nella digitazione rispetto a cercare l’emoticon adatta tra centinaia (che poi nessuno le guarda), nonché rimane dove l’hai posizionata e non passa nel titolo come accade su facebook).

OT: out of theme, fuori tema, se il titolo del bog é sull’apicoltura ad esempio è out of theme quando parlo di cinema a meno che nel film non si parli delle api.

 

Tolti i melari per iniziare i trattamenti, situazione molto negativa quest’anno

Oggi ho tolto i melari per iniziare i trattamenti contro l’acaro varroa. Causa mal di schiena mi sono portato il figlio come operaio, comunque più mi muovo meglio sto, ma la mattina son dolori.

La situazione è la seguente: tre alveari sono morti per saccheggio di altre api, probabilmente erano indeboliti dagli acari. Purtroppo ho pagato l’uso dell’apistan dell’anno scorso, il farmaco non ha più grande effetto sugli acari.

Quindi mi rimangono 4 alveari, tre sono abbastanza belli (però di solito declinano di botto dopo ferragosto), uno invece è su tre telaini. In partica non è ancora arrivato l’inverno e sono già tornato nella situazione di partenza di marzo, se aggiungiamo la presumibile mortalità invernale non c’è da essere ottimisti.

Ho usato due strisce per alveare di Apivar eccetto sull’ultimo che é troppo debole dove ho messo mezza dose.

Raccolto, tre melari di millefiori. Accontentiamoci, saranno quindici, venti chili di miele.

Clima molto secco e caldo quest’anno, poche semine di girasole, non ha giovato neanche la vicinanza con l’apiario del nomadista con la sua trentina di arnie che stranamente ha riportato le api già a inizio luglio in pianura. Ci sono una decina di calabroni che cacciano le api davanti agli alveari.

Farò un’alimentazione di sostegno con acqua e zucchero la sera, visto che ho tolto i melari ho già posizionato i nutritori, nel frattempo cercherò di sterminare le vespe crabro usando sapientemente una porticina di alveare a modo di paletta pigliamosche.

Alveare debole, iniziato apilife var

Non so se valga la pena di salvare una famiglia di api che ti da un sesto senso di essere problematica, abbastanza numerosa, ma con solo un paio di telaini di covata irregolare, per il resto la regina sembra aver sospeso la deposizione, che non ha prodotto miele, api agitate, nessuno strano odore, regina presente, la numero tre di cui vi parlavo in precedenza. Cause ipotizzabili o troppa varroa o regina vecchia o una combinazione delle due. Però un solo alveare in queste condizioni lascia ipotizzare che lo abbia saltato per errore quando ho fatto i trattamenti? Quindi ho iniziato un ciclo di sostanze evaporanti (timolo) per ridurre l’infestazione di varroa e eliminato i favi di covata più vecchi dove facevano fatica a nascere le apine nuove. Ovviamente ho tolto anche i melari a questo alveare, quest’anno è fuori produzione.

Adesso ogni settimana sarà necessario cambiare la tavoletta evaporante anti acaro, per un mese, in teoria c’è il rischio che l’unica famiglia trattata venga saccheggiata dalle altre, ma perso per perso… . Poi vedremo com’è andata. La soluzione alternativa era l’eliminazione.

Per quanto riguarda gli altri alveari, non c’è nessun raccolto al momento, le api stanno già eliminando i maschi, ciò comporta anche che è finita la stagione di allevamento delle regine e quindi non è ora facile fare nuove famiglie per divisione a meno di non ricorrere all’acquisto di regine già fecondate prodotte da altri apicoltori, che si trovano facilmente dai grossisti di miele e prodotti per apicoltura.

aggiornamento del 9 agosto 2018, morto.

Tisane di menta e melissa, dopo aver piantato si raccoglie

Ho piantato in terrazza e nell’orto alcune piante di menta di differenti varietà e melissa, ogni tanto raccolgo qualche rametto e realizzo un paio di litri di tisana facendo bollire le foglie, poi aggiungo acqua fino a riempimento della bottiglia, un po’ di miele estivo dell’anno scorso (che non ha cristallizzato) e metto tutto in frigorifero al fresco.

Penso che sia una ricetta più sana delle bevande zuccherate al saccarosio e gasate che vanno per la maggiore.

Il prossimo anno dovrò mettere più piante. Per la menta si può combinare, vicino alle api ce n’è abbastanza, però deve piovere per rinforzare le piantine.

Mi trovo molto bene in particolare con la melissa, mi piace e mi fa stare bene.

Visita alle api

Il pomeriggio della domenica, dopo la mattina passata a curare, riordinare, e posizionare in modo esteticamente soddisfacente le piante in terrazza, è stato dedicato alle api. Bisogna approfittare delle ispirazioni positive.

A dir la verità preferisco visitare gli alveari la mattina quando sono più buoni, con tutte le api bottinatrici fuori.

Ormai parcheggio abbastanza lontano dall’apiario, gli agricoltori non tagliano più l’erba della stradina per raggiungere il nostro boschetto. E allora mi porto il carrellino che ho acquistato alla Lidl, che malgrado il prezzo basso è vari anni che mi accompagna, ci sta una casetta di legno, una casetta di polistirolo con i favi con i fogli cerei nuovi e anche la cassettina degli attrezzi, lego tutto con le cinghie elastiche e lo trascino nell’erba alta, ogni tanto si ribalta nelle buche create dei trattori del pioppicoltore e bisogna ricaricare tutto. A proposito, meglio mettere la tuta bianca da apicoltore dopo aver cosparso le gambe con il repellente per gli insetti per evitare le zecche.

I nuclei nuovi stanno tutti deponendo, uno ha poca covata, quindi ho aggiunto un paio di telaini tolti da altri due alveari forti.

Tutti gli alveari hanno ora due melari eccetto il precedentemente citato che ne ha uno solo.

Memo per la prossima volta, uno dei melari ha bisogno di otto telaini con foglio cereo.

Le api erano abbastanza aggressive ma ero in giornata zen, non mi davano fastidio, ero concentrato sull’attività da fare. Ho visitato tutte le 6 casette e realizzato una nuova famiglia su  cinque favi, in settimana, se avrò tempo andrò a comprare una regina nuova. M’è molto piaciuto vedere delle famiglia con le api ligustiche belle gialle, sotto il sole erano uno spettacolo.

Inventario: 1 forte e sta producendo, l’ho riportata su 10 favi, 2 nucleo d’annata di forza sufficiente, 3 problematica, non debole, ma strana, da rivalutare ho messo due fogli cerei nuovi per vedere come si comporta, 4 nucleo d’annata, 5 normale, 6 forte, era quella che aveva prodotto bene,  7 nuova famiglia (mi sa tanto, dopo aver riletto i miei ultimi interventi, di aver riutilizzato l’arnia con il fondo di plastica incollato quando ho riverniciato).

 

 

Fiera Reptiles day di Longarone

La fiera è abbastanza piccola ma permette di vedere parecchi animalini che si possono dire “strani”. Ho visto tutti animali tenuti bene e ben nutriti. L’unica problematica è non pensare ai ragni, dei quali ho una notevole fobia, coerente con l’apicoltura.

Non ho preso animali quest’anno seppure le tartarughe mi tentino assai, ma mi sono nate da sole delle Hermanni nel recinto delle grandi e non avrebbe senso prenderne altre, ne ho abbastanza da crescere, quest’anno peraltro dovrò inserire il micorchip alle mie tre piccoline. E poi ho anche le tre coppie di gechi leopardini, ho una decina di uova in incubatrice, mi fermerei lì perché diviene difficile cedere i piccoli. Un paio avrei intenzione di tenerli per ricambio, perché gli adulti stanno diventando vecchietti.

Allora ho preso solo qualcosa per far star meglio gli animali che già ho, un termostato con temperature diverse per giorno e notte, un box di polistirolo per incubare le uova con un tappetino da 8 W.

Per mia figlia ho preso un cricetino lemming grigio chiaro, era tanto che ce lo chiedeva, ne aveva avuto un altro che aveva fatto la sua vita di tre anni.

Grande diluvio il pomeriggio, sembra strano qui oggi a oltre trenta gradi.