La cipolla, aglio e burro in cucina

Nel programma televisivo Il Testimone un noto cuoco di Roma ha detto di non fare uso di cipolla, aglio e burro perché sono stati introdotti per coprire i sapori di materie prime non di eccelsa qualità.
È proprio vero, le spezie vennero importate dal 1300 in poi per celare il sapore degli alimenti avariati.
Infatti nella mia cucina usiamo la cipolla solo per coprire gusti forti come il fegato, oppure in una recente ricetta con le capesante congelate usavo proprio la cipolla con la comoda materia prima congelata e non paragonabile al fresco. 😀

Spiedini di agnello

Non è frequente trovare gli spiedini di agnello in Friuli.
Ho trovato quattro spiedini, lunghi il doppio di quelli normali, di polpa di agnello, molto magra, con circa 10 pezzetti di agnello per spiedino alternati a fettine di pancetta.
Prendete una padella antiaderente, iniziate con un cucchiaio e mezzo di olio extravergine di oliva.
Accendere il fuoco medio.
Aggiungere gli spiedini di agnello, salarli e peparli e arricchirli con 20 bacche di ginepro.
Far cuocere a fuoco medio, attenzione, in particolare all’inizio, a non “attaccarli”, poi uscirà il succo interno e ci sarà minore rischio.
Dopo una decina di minuti aggiungere un rametto di rosmarino e cinque foglie di salvia.
Far cuocere circa mezz’ora.
Alla fine cottura alzare il fuoco e rosolare bene gli spiedini su tutti i lati, consiglio di tagliare in due parti gli spiedini e di portarli tutti a centro padella per compiere questa operazione.
Mi piace che gli ingredienti siano pochi e semplici, trovo le ricette più appetitose e digeribili se realizzate in questo modo.
Avevo pensato di aggiungere del vino bianco, ma avrebbe reso leggermente acida la carne, oppure dell’alloro ma avrebbe reso la ricetta troppo dolce per i miei gusti.

Formaggio da meditazione Pradis

Ho acquistato questo formaggio l’altro giorno, spassosissima la descrizione sulla confezione:

Immerso per 3/4 mesi in “salmùerie” di latte, panna d’affioramento e sale, l’antico formaggio Pradis acquista aromi e sapori unici e complessi, per veri intenditori! Lo si abbina a patate lesse o polenta abbrustolita, ma risulta ottimo per mantecare risotti e si presta ad innovativi abbinamenti con crostini di pane e mostarda di fichi, accompagnato da un buon vino passito. Attenzione! Formaggio da meditazione: la riscoperta improvvisa di antichi sapori può provocare shock emotivo in soggetti frettolosi, stressati, distratti del gusto, palati pigri, amanti del fast food…

In effetti mi è piaciuto, saporito al punto giusto, sa di formaggio 😀 senza odori o sapori fastidiosi, merita l’assaggio.

Questo è il link del sito internet:

http://www.tosoniformaggi.it/it/prodotti_formaggi/Pradis/18.aspx

Tra gli alimenti che adoro ci sono proprio i formaggi, di tutti i tipi.

Pasta con brie, cetriolini, pollo, pomodorini

Cuocere la pasta e, appena scolata,aggiungervi del brie tagliato a pezzettoni, cetriolini aromatizzati “dei tedeschi” (quelli a base di cetrioloni invece che cetriolini, nei vasoni del discount, che sono sottaceto, ma più leggeri di quelli che usiamo di solito in Italia, essendo immersi in una specie di salamoia acidulata aromatizzata con aneto e spezie), del pollo cotto in padella antiaderente in un buon olio extravergine siciliano e poi tagliato a pezzettoni e infine dei pomodorini d’orto tagliati in quattro.

Today’s recipes in North Italy, dinner

Today’s recipes for dinner.

Green peas and bacon

Cook 250 gr. bacon with two spoons of “olio extravergine d’oliva” for five minutes.

Then add 1 kg. of green peas, salt and some “maggiorana”.

Add some water, the cook for half an hour.

Shrimps and tomato sauce.

Cook the shrimps with salt and extravergine olive oil.

Then peel the shrimps.

Put a clove of garlic in another frying-pan, add 2 cups of olive oil, cook for 2 minuts, then combine the peeled shrimps with garlic, oil and some tomato sauce. Cook for 5 minutes.

Bastoncini di pesce.

 

I don’t remember what’s their name in English, but I think you can see from the photo :-D, cook in the microwawe oven for 10 minutes.

So, this is our dinner today:

Menù pasquale: iniziamo dagli spinaci

Gli spinaci freschi hanno un sapore molto più spiccato e piccante rispetto a quelli congelati.

Almeno durante le festività, quando si ha il tempo da dedicare alla buona cucina, alla tipica famiglia italiana piace togliersi il lusso dei prodotti freschi.

Nella fotografia il lettore potrà apprezzare il sacchetto di spinaci freschi da 500 grammi con l’indicazione che sarebbe per per 5 persone, per la mia famiglia composta proprio da tale numero di persone sono necessari invece due sacchetti, sapete com’è, gli spinaci ci piacciono proprio e vorremmo diventare forti come braccio di ferro.

In realtà gli spinaci contengono molta acqua, “calano molto” e una confezione non è sufficiente per cinque persone.

Non serve una pentola molto grossa, usate tranquillamente la bistecchiera antiaderente con il tappo, si mettono nella pentola gli spinaci, poi si aspetta che calino di dimensione durante la cottura e poi si aggiungono altri spinaci freschi, e così via.

Poi alla fine aggiungere il sale e, a seconda dei gusti, un po’ di grana e olio d’oliva, oppure un trito di pancetta soffritto a parte.

Mandarini contro clementine,quali preferite?

Partiamo dai prezzi, qui da noi le clementine costano circa 1,80 al chilogrammo al discount, mentre i mandarini 1,50.

Sotto il profilo della convenienza adesso converrebbe acquistare le arancie, che erano a 1,30.

E’ raro trovare i mandarini, perchè abbiamo preso l’abitudine delle clementine che non hanno i semi come i primi.

Questa abitudine viene presa per i bambini, che di solito, da piccoli non mangiano la frutta con i semini (anche se mi dicono che questo vezzo è tipico anche degli immigrati provenienti dai paesi dell’Est Europa, evidentemente non abituati alla frutta), allora si prendono clementine, clementine, clementine.

Vi raccontavo di essere stato in gita in un paese del milanese (Pessano con Bornago) per ritirare una borsa di studio attribuita a mio figlio che studia in terza media.

Nell’ambito del gemellaggio ci hanno offerto il pranzo nella mensa dell’asilo, dimostrando che il comune è attento a spendere bene i soldi dei propri contribuenti.

Sulla tavola c’erano dei bei cestini di mandarini, dopo tanto tempo che non li acquistavo il profumo di olio essenziale era inebriante se confrontato a quello delle clementine, ed anche il sapore diverso.

Ogni tanto prenderò anche dei mandarini, per gustare un profumo e sapore diverso, questo è il bello della varietà agroalimentare che abbiamo in Italia, siamo molto fortunati, anche se, forse, i mandarini provenivano dalla Spagna…, allora correggo la mia ultima affermazione: noi popoli latini siamo molto fortunati, seppure bistrattati dalla crisi del debito pubblico, imputata alle nostre allegre abitudini.

Ritornando al pranzo presso la mensa scolastica, ho notato che hanno servito un’alimentazione ineccepibile, il primo era una lasagna con spinaci, poi mezza bistecchina di fesa di maiale con contorno di verdurine tritate, ed alla fine mandarini in abbondanza. Ovviamente era anche disponibile la pasta in bianco a richiesta.

E’ un’ottima idea, quella delle mezze porzioni di carne, altrimenti gran parte finirebbe non mangiata e dovrebbe essere buttata via con grande spreco, come ho visto accadere con i bambini quando ci sono le festicciole all’oratorio, dove la carne di solito non viene mai mangiata, pasta al ragù e via a giocare!! 😀

Verza in pentola con salsiccia

Ho realizzato questa saporita ricetta, la verza è risultata molto morbida e saporita. Non uso aglio, e di solito anche pochissima cipolla nelle mie ricette, principali cause della gastrite.

Ingredienti per 4 persone, come contorno.

Una verza di cui userete la palla interna, togliendo le foglie aperte esterne.

Non buttate le foglie esterne, si possono utilizzare,una alla volta, per fare dei minestroni (carota/patata/verza/cipolla).

Una salsiccia.

Sale, un cucchiaio d’olio d’oliva, acqua quanto basta.

Tagliare la verza a listarelle, mettere in una padella alta con il tappo, aggiungere un paio di bicchieri d’acqua e l’olio extravergine d’oliva, quando la verza inizierà ad ammorbidirsi tenere sempre immersa in acqua, altrimenti si attaccherà al fondo.

Quando la verza sarà calata la salerete ed aggiungerete la salsiccia sbucciata e sbriciolata.

Far cuocere per circa un’ora, mantenendo il tutto allo stato di minestra, far asciugare solo alla fine.

Non abusare della verza, giusto una manciatina, altrimenti vi verrà male al pancino :-D.