Il villaggio operaio di Crespi d’Adda

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Recentemente ci siamo recati nei dintorni di Milano per ritirare una borsa di studio  vinta dal nostro primogenito.

La famiglia di un’insegnante ha stabilito di dare una borsa di studio ai ragazzi che si siano distinti in matematica, sia nel paese di origine della signora che nel paese dove aveva insegnato.

La cerimonia di premiazione si tiene ad anni alterni nei due comuni.

Quest’anno siamo andati noi in trasferta, con il pulmann gentilmente offerto dal nostro comune.

Ci hanno anche offerto il pranzo presso la mensa dell’asilo, si vede che trattasi di un comune dove non si sprecano risorse.

Nel pomeriggio siamo stati deliziati da una bella escursione, con anfitrione il marito della signora ricordata, di professione imprenditore,  presso il villaggio operaio di Crespi d’Adda, fondato nel 1878 da Benigno Crespi, imprenditore tessile che lì decise di creare la sua fabbrica tessile e il villaggio operaio sulla falsariga di quanto visto dal figlio che aveva fatto un viaggio di istruzione in Inghilterra.

Il Crespi  costruii dei caseggiati, poi, visto che la dura vita del luogo causava problemi di salute agli operai, quale il rachitismo, realizzò delle casette con il giardino, dove vivevano più famiglie. Così potevano prendere un po’ di sole e coltivare un orticello.

Poi realizzò, sempre in un particolare stile inglese, anche le villette dei dirigenti e finanche il cimitero monumentale. Ed inoltre i lavatoi, la scuola (tre anni di elementari, poi i bambini iniziavano a lavorare in fabbrica, se volevano proseguire nell’istruzione frequentavano la scuola domenicale a Milano), circolo sportivo e ricreativo .

La chiesa non ebbe il campanile, perché nulla doveva sovrastare il simbolo di quel luogo costruito attorno e per la fabbrica, le ciminiere.

Molto belle le basse recinzioni metalliche delle casette.

Il fratello del sopracitato Crespi fu tra i fondatori del Corriere della Sera, ci ha raccontato un ragazzo teatrante che impersonava il Crespi stesso.

Il bello della visita erano proprio le scenette di teatro che rappresentavano l’operaia, il medico, l’operaio, il Crespi, ed anche l’arcigna maestra di scuola, che sinistramente faceva volteggiare una bacchetta.

Meglio fare questa visita nella bella stagione, se posso darvi un consiglio, noi abbiamo fatto una bella scarpinata a 12 gradi sotto zero.

La moglie ha tentato di tornare alla corriera con la piccola che aveva tanto freddo, ma la corriera non c’era più, per fortuna che una pattuglia della polizia si è offerta di trasportarle fin dove si era spostato il pulmann, vicino al cimitero monumentale.

Amoleapi e figli maschi si erano ben premuniti contro il clima invernale, però un po’ di freddino ai piedi lo abbiamo patito.

Dovevate vedere quanto correvano tutti alla fine quando abbiamo visto la corriera.

In seguito qualche fotografia scattata malgrado il freddo, sono le stesse dell0 slideshow, scusate la ridondanza, stavo facendo esperimenti con queste belle funzioni di wordpress.