Quasi ultimi appuntamenti con le api

Ho tolto i 4 melari che avevo messo su un alveare affinché venissero puliti dal miele residuo, che altrimenti rischierebbe di fermentare e dare un cattivo sapore al miele del prossimo anno.

Ha invasettato il miele prodotto, circa 30 chilogrammi di millefiori per tre alveari. L’apicoltura stanziale produce molto poco, bisogna dire, più che altro la soddisfazione del fare da sé del miele.

Il consorzio apicoltori mi comunica che a breve partirà l’anagrafe apistica nazionale con migliaia di euro di multe a chi non aggiorna giorno per giorno il numero di arnie (mia nota: alla faccia della semplificazione, ogni attività è soggetta a sempre nuovi e maggiori adempimenti burocratici) ed inoltre è necessario dichiarare entro fine ottobre il numero di alveari e delegare (a meno che uno non voglia fare da sé, richiedendo una sorta di firma elettronica) il consorzio stesso a aggiornare l’anagrafe apistica nazionale per suo conto, se prenderemo uno sciame dovremo scrivere immediatamente una mail al consorzio, per fortuna che ci sono i cellulari! ma non toglietevi i guanti in apiario per digitare!.

Tolti i trattamenti dagli alveari

Ho tolto i trattamenti dagli alveari e messo i melari da cui avevo raccolto il miele a pulire.

Si mettono 4-5 melari per alveare (quindi uno solo dei miei ha beneficiato) interposti dal nido con un apiscampo lasciando aperto il riaffioramelario, in modo che le api salgano e portino tutto il miele residuo nel nido. A fine mese si chiude il riaffioramelario in modo che le api scendano e si mettono in magazzino i melari per il prossimo anno, se si lasciassero bagnati di miele ci sarebbe il rischio di fermentazione del miele che rovinerebbe i favi da melario.

Poche api comunque, occuperanno circa 6 favi su 10.