Il figlio suonatore di pianoforte

Nella famiglia di amoleapi ed anche in quella della moglie ci sono stati già dei musicisti.

Uno dei nonni suonava il violino (poi prestato a qualcuno e mai restituito), un’altro la fisarmonica (non funzionante ma parte dell’arredamento di casa nostra), la moglie avrebbe potuto proseguire con il flauto se fosse stato possibile.

Allora abbiamo iscritto i figli a scuola di musica, uno dei due studia il violino e l’altro il pianoforte.

Stiamo pensando di acquistare un pianoforte usato, di quelli verticali, c’è capitata l’occasione di un pianoforte del 1910 circa, funzionante (bene o male non si sa, non siamo esperti a proposito), di noce con due candelabri davanti.

Un negoziante che abbiamo interpellato per il trasporto ci ha detto di lasciare perdere,” visto che avrà sicuramente le corde da cambiare e non suonerà bene ugualmente”, il pianoforte usato verrebbe 500 euro, 200 il trasporto, aggiungendo altri 500 avremmo un pianoforte nuovo, “entry level” ovviamente.

Necessita pensarci ulteriormente…

Tra l’altro trattando per il pianoforte abbiamo visto cosa può generare il collezionismo degli avi. La signora che ci venderebbe il pianoforte ha avuto vari lutti in pochi anni ed ha ereditato delle case con tutto il contenuto, essendo venuto a mancare anche il marito e avendo solo reddito da pensione vorrebbe alienare un po’ di mobili antichi. Ma ci sono varie case piene di “robe vecchie” magari anche di valore qualcuna, e ci vorrebbe un tempo lunghissimo e contattare tantissime persone per vendere qualcosa; se invece offrisse tutto ad un rigattiere riceverebbe una cifra per niente corrispondente al valore del tutto.

Pensate che ha già fatto portare in discarica vari container di attrezzi agricoli, e di beni di arredamento di nessun valore che più generazioni della sua famiglia avevano accumulato.

La signora dopo la pulizia ha ancora di tutto§: mobili vari, strumenti musicali per banda, bersaglio in corda per arco e frecce, varie chincaglierie portate a casa da un avo viaggiatore in Africa, motoscafo…

Dark Shadows – di Tim Burton

Il DVD è in edicola in questi giorni.
Anche questo DVD porta l’etichetta FILM PER TUTTI ma non lo consiglio per tutta la famiglia ma solo ai maggiori di 14 anni sia per le scene di paura che per qualche scena alludente a contenuti sessuali (soprattutto quella con la psichiatra, veramente pesante, che si poteva risparmiare non avendo grande attinenza al genere di film, inserita per ovvi motivi di cassetta, per strappare qualche risata di pancia).

Il film è bellino, però ci sono dei passaggi poco coerenti come la scena finale con la mamma fantasma.

Molto curati i dialoghi, ho apprezzato l’uso di  un registro elevato, i personaggi “parlano molto bene”.

Fantastica la prova d’attrice della Michelle Pfiffer, buca lo schermo.

Eva Green è molto bella, un viso incredibile, fare la Femme Fatale è quello che ci si aspetta da lei, è la strega cattiva che per vendicarsi dell’essere stata rifiutata ordisce una tremenda vendetta di centinaia di anni.

Film meno romantico di quanto ci abbia abituato Tim Burton.

La scelta degli attori è molto a tema Dark, tra  quelli che ho visto mi ricordano i film: Johnny Depp in Edward Mani di Forbice e La Maledizione della Prima Luna, Michelle Pfeiffer in Ladyhawke, Helena Bonham Carter che recitava la regina cattiva in Alice nel Paese delle Meraviglie, Eva Green  la serie Tv Camelot ed il film Le Crociate.

Voto finale: 6.

Film di animazione: Ribelle – The Brave

Film di animazione della Disney.

L’animazione è molto curata, sembrerebbe di assistere ad un film con attori in carne e ossa.

La trama, che si svolge tra gli irlandesi, è del tutto mancante di originalità, molto simile a Koda Fratello Orso (ambientato tra gli indiani) per certi aspetti e a Dragon Trainer (tra i Vichinghi) per altri aspetti (che fossero i Vichinghi o gli Irlandesi, il disegno era molto simile, e poi gli Irlandesi che arrivano con le navi a vela sembravano molto Vichinghi).

Utilizzo di due archetipi adolescenziali : quello della ragazzina ribelle adolescente che non vuole conformarsi a quanto richiesto dalla società e quello del contrasto tra mamma e figlia adolescente poi composto dalla reciproca accettazione e compromesso.

Suppongo che il mio voto non positivo possa dipendere dalla scarsa immedesimazione del padre quarantenne.

Alternative di film adatti a tutta la famiglia non erano presenti, la quarta puntata dell’Era Glaciale sarebbe stata troppo per tutti noi.

Ho idea che la mancanza di originalità della produzione cinematografica attuale derivi da bassa propensione al rischio delle case cinematografiche, che propongono prodotti scontati per avere una sicura audience media piuttosto che rischiare un flop in cambio di un insicuro grande successo, un po’ come dicono accada agli investitori in borsa.

Voto 4.