Apilife var

Leggendo sui social troviano tante inesattezze ma a volte trovi qualcuno che ci capisce ed anche ti spiega.

Mi hanno convinto che l’apilife var deve essere usato abbastanza presto, in pianura al massimo bisogna lasciarlo dal 15 luglio a poco prima di ferragosto. Mai oltre.

Infatti ho letto che le api regine quando viene inserito questo trattamento biologico diminuiscono tantissimo la covata, ed allora se si facesse il trattamento troppo tardi si rischierebbe di avere troppe poche api per passare l’inverno.

Messo in luglio si sovrappone al blocco naturale di covata per il caldo e quindi non produce danni.

Riguardo al caldo faccio notare che le indicazioni sono cambiate rispetto ad una volta, adesso c’è scritto che si può usare fino a 35° C.

Durante il trattamento di quest’anno ho visitato una famiglia per verificare se era come detto sopra ed infatti aveva zero covata.

19/09/2020 controllo nuclei

Oggi ho messo ai due nuclei ancora un po’ di miele di recupero da sotto il banco di smielatura. Ho leggermente alzato il bicchiere perché il miele è cristallizzato cremoso.

Api tranquille, alle 18 gran parte delle famiglie erano intente nella pulizia del frontale dell’arnia. Tutto un rosicchiare.

È fiorito il topinambur lungo le rive della roggia.

Una esplosione di giallo. Con i loro alti steli mi ricordano dei piccoli girasoli.

Del topinambur si mangiano i tuberi, sanno di carciofo, ma non abusatene, sono molto fibrosi. Si trovano, da noi, anche al supermercato. Vicino al mio apiario c’è un campo friulano interamente dedicato a questa coltivazione.

13/9/2020 la carnica è ancora viva malgrado il saccheggio

Avevo tenuto da conto il miele che cade per sgocciolamento sotto al banco inox per smielare.

Stamattina mi sono recato in apiario per dare questo miele ai due nuclei.

La visita precedente avevo messo sopra alle arniette una tavoletta di legno, un nutritore, un melarietto un foglio di plastica (per sigillare) e il tappo.

Oggi ho riempito i nutritori con il miele ed ho ricomposto il mio sistema antisaccheggio.

Poi dovevo sistemare l’alveare saccheggiato, non si possono lasciare favi senza api in un’arnia, verrebbero attaccati dalla tarma della cera, ma non solo, le tarme scaverebbero profonde tane nel legno dell’arnia, danneggiandola parecchio.

Invece c’era ancora volo, anomalo in effetti, molto nervoso, si vede che c’è qualcosa che non va.

Apro. Primo telaino saccheggiato, ma aggiustato…, con api…, secondo telaino lo tolgo, era quello vecchio dove le api non nascevano per le motivazioni che vi ho spiegato nel post precedente, terzo telaino…, scorte di polline, quarto, scorte di polline, quinto covata fresca e regina vistosamente carnica, piccolina, ancora viva e scampata al saccheggio, sesto appena costruito, settimo, vuoto, saccheggiato, aggiustato, l’ho tolto perché ci sono poche api. Motivazioni del blocco di covata o le poche scorte oppure il trattamento biologico con il timolo. Oppure la reginetta non è adeguata, in questo caso non arriveranno a primavera.

Scorte zero. Ho nutrito anche questo. Così continuiamo a mantenere per il terzo anno un alveare improduttivo. Ma va bene ugualmente, non si sa mai di essere stupiti il prossimo anno.

4/9/2020 covata calcificata e saccheggio del nucleo di carnica

Dopo due anni il nucleo di ape carnica mi ha lasciato.

Ieri sono andato in apiario ed era sotto attacco da parte di altri alveari. Erano già entrate. Ho provato a restrigere l’entrata ma ci sono poche speranze di salvarlo.

Nel 2019 avevo preso questo nucleo di carnica. Non aveva prodotto nulla. Non capivo il motivo. Nel 2020 non ha prodotto nulla e a luglio mi sono accorto che aveva della covata calcificata, in pratica un fungo uccide le larvette delle api, i favi più colpiti erano proprio quelli originariamente arrivati con il nucleo, erano contrassegnati di vernice rossa. Ho messo favi nuovi, ho cambiato la regina, l’ho trattato contro gli acari come da protocollo del Consorzio Apicoltori di Udine.

Tutto tempo perso. È mia esperienza che se un alveare ha problematiche conviene sopprimerlo per non rischiare di contagiare gli alveari che lo saccheggiano quando diventa troppo debole.

Il saccheggio è un vizio delle api, dannoso in ogni caso sia perché le guerriere che attaccano si danneggiano e invecchiano precocemente e perché si rischia che nella foga feroce del momento vengano attaccati anche gli alveari vicino a quello malato.

Ho ristretto la griglia metallica di tutte le porte dell’apiario all’entrata invernale, però le api avranno caldo e faranno fatica a ventilare, speriamo arrivi un po’ di pioggia.

Quindi oggi siamo a 9 alveari e 2 nuclei (ho ristretto l’entrata anche dei nuclei, che di sicuro mi distruggeranno l’arnietta di polistirolo allargando a loro piacere il più fragile materiale, rispetto a legno e metallo). Le api non capiscono la mia esigenza di proteggere gli accessi, per loro è più importante tenere ventilato l’interno.