Libri sulle api di Padre Adam che selezionò le regine Buckfast

Ho acquistato su Libreriauniversitaria due dei libri del famoso, tra gli apicoltori, padre Adam:

La selezione delle api

Alla ricerca delle migliori varietà di api

Devo dire che è una lettura interessante per gli allevatori di api.

Il secondo è più leggibile essendo meno tecnico, non so a quanti interessino gli aspetti genetici che vengono affrontati nel primo libro, ed inoltre se si è appassionati di genetica gli argomenti si conoscono già.

Il secondo libro descrive i viaggi di Padre Adam alla ricerca di api regine di ceppi primigeni da usare nel suo programma di selezione, dal quale è scaturita l’ape Buckfast (dall’abbazia dove operava il Padre).

La necessità di selezionare questa ape è nata quando in Inghilterra praticamente tutte le arnie di api inglesi si sono estinte a causa di acari che infestavano le loro trachee. Fondamentalmente allora la soluzione è stata il ricorrere all’ape italiana che era resistente a questi acari.

Attualmente le varie sottospecie di api sono state molto ibridate.

Alla fini fine, in sintesi, ho dedotto dal libro che la selezione delle api non può essere fatta che limitatamente dal piccolo apicoltore perché è impossibile controllare con che fuchi si accoppiano in volo le regine, se non in luoghi molto isolati che è difficile trovare ai tempi attuali.

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Windows 10: l’assistente vocale Cortana

Cortana è l’assistente vocale di Windows 10, permette di dare comandi al pc con la voce.

Richiede che il pc sia dotato di microfono, io possiedo un microfono esterno.

Per attivarlo “cliccate” sull’iconetta a forma di microfono, vi detterà una frase per configurarlo e poi potrete iniziare.

Bisogna trovare il giusto ritmo, dopo poche prove si scoprirà che non si devono scandire le parole, altrimenti non funziona, volendo accedere al sito Sanguefreddo.net bisogna proprio dire Sanguefreddo.net e si aprirà la pagina dei risultati del motore di ricerca (Bing), però mi sarebbe piaciuto che accedesse al mio link sui preferiti di Edge (che sostituisce Explorer).

Per il mio microfono esterno inoltre ho notato che funziona meglio se non si parla troppo vicino al microfono stesso.

Quanto costa scaricare Windows 10 a consumo a 0,50 ogni 100 MB (esempio con la Tre)

Visto che Windows 10 Home, quello che ho scaricato io, è di circa 3 GB a 0,50 a Mb costa circa 15 euro (si può risparmiare qualcosa cercando di scaricarne i 500 MB giornalieri a forfait concessi dal mio abbonamento, però dopo il primo giorno ho perso la pazienza e scaricato tutto).

Bisogna poi considerare altri aggiornamenti di Windows 10 che a me sono costati circa 4 euro.

Bisogna fare attenzione anche al forfait mensile perché 3 GB su 5 GB…, io l’ho fatto in agosto, mese in cui dal pc di casa non si connetteva mai nessuno.

Con questo download ho notato una cosa strana, su “il mio Tre” nel mese di agosto non ha evidenziato i consumi addebitati a parte come extra-soglia, ma sono comparsi nei rendiconti di settembre.

Windows 10 la barra del chiedimi qualcosa è molto utile anche per accedere alle risorse, e rimuovere eventuali rischi di default per l’installazione del sistema operativo

La barra del “chiedimi qualcosa” di Windows 10 è molto utile, permette di accedere sia a internet tramite il nuovo browser Edge che di accedere alle impostazioni del computer.

Leggendo Pc Professionale ho ritenuto di disabilitare le funzioni di default che usano il pc dell’utente per distribuire gli aggiornamenti ad altri utenti (usando quindi la ns. banda di upload) visto che ho una connessione a consumo con la Tre e per disabilitare la funzione che autorizza i nostri contatti facebook a utilizzare la nostra rete locale (il che potrebbe effettivamente portare problemi), ho scritto i nomi delle funzioni trovate sulla rivista e sono riuscito a fare le modifiche in un attimo senza stare a cercare nei meandri dei menu start come facevo precedentemente con Windows 7.

Reptyles Day Longarone settembre 2015 – Gechi Leopardini

Ho partecipato per la prima volta come espositore alla fiera dei rettili di Longarone, devo proprio dire di essermi divertito, ho fatto delle belle chiacchierate in inglese con espositori stranieri e mi sono rilassato stando alla fiera tutto il giorno, non ho fatto acquisti di nuovi animali. Una fiera molto tranquilla con pochi espositori e non tantissimo pubblico.

L’anno scorso e quello precedente ho fatto l’errore di riprodurre il mio trio di gechi leopardini tangerine (arancioni) e quindi mi sono ritrovato con ben 16 animali, troppi, cominciava a essere un impegno troppo gravoso la loro cura, quindi ho preso la decisione di venderne almeno una decina ad appassionati, il che non è per niente facile neanche a prezzi molto bassi. Mi piaceva farli nascere ma in futuro mi limiterò ad incubare un paio di uova l’anno, così da poterli cedere senza problemi anche a qualche negozio vicino a casa. Quest’anno infatti ne ho fatto nascere solo uno, e mi divertirò a vederlo crescere ben nutrito e coccolato.

Ho notato che in generale il geco leopardino è “passato di moda”: alla fiera ho visto vendere più che altro pitoni, ragni, qualche tartaruga e cincillà. Le famigliole con bambini curiosi prendevano i carinissimi criceti e cavie peruviane, qualcuno anche il cincillà. La stessa opinione avevano gli altri appassionati della selezione dei gechi leopardini, gran parte hanno abbandonato l’animale per dedicarsi a poche nascite di qualche rettile più raro e più difficile da riprodurre, con minori nascite e quindi anche con minori difficoltà a trovare loro dei nuovi amici umani.

Di solito si pensa che la terraristica si addica maggiormente ai Tedeschi che hanno mentalità più scientifica degli italiani, però ho sentito che in Germania i gechi vanno a mode. Infatti ho trovato alla fiera un altro appassionato che prima di me hanno smesso di allevare questi gechi. Peraltro è stato molto gentile, verso la fine della fiera mi aveva trovato una persona cui cedere l’intero gruppo di gechi.

Seppure tra viaggio, benzina, autostrada, iscrizione alla fiera e pranzo, non ho guadagnato nulla, ho trovato a chi cedere la decina di nascite di troppo. Comunque il problema non era quello di guadagnarci perché ho tenuto questi gechi per piacere personale (è più un discorso di feeling che di contatto, i gatti e cani sono molto affettuosi, i rettili sono più istintivi seppure perdano la paura dell’uomo che li nutre).

Oggi ho sistemato i terrari rimasti e provveduto ad accendere il riscaldamento dei gechi, perché si tengono di solito ad una temperatura diurna di 30 gradi e le ultime piogge hanno abbassato la temperatura in casa sui 26 gradi. Inoltre ho potuto alloggiare tutti i gechi singolarmente, perché a stare in compagnia dei loro simili si stressano ed indeboliscono, sia per motivi riproduttivi che per territorialità durante i pasti, avevo una femmina che mi ha quasi ucciso uno dei maschi (l’ho tenuta perché era una delle mie prime riproduzioni di circa 5 anni fa.

Alla fiera c’erano anche un gruppo di appassionati di ragni, non ne vendevano, ma erano solo impegnati a far conoscere questi strani animali che anche a me fanno una notevole paura.

Una sola critica all’organizzazione, non mi hanno dato il tavolo che avevo prenotato on-line in una zona centrale ma mi hanno spostato in un luogo molto defilato. Comunque la fiera era piccola.

Mission Impossible – Rogue Nation

L’ultimo Mission Impossible mi è piaciuto moltissimo, mi rilassano i film di azione.

Adoro i film di azione pura, fantastico l’inizio con Tom Cruise che si appende all’aereo in partenza nonché i vari inseguimenti in automobile e motocicletta.

Mi è piaciuta l’attrice principale, una donna molto fisica, concreta, non la solita bambolina velina.

Unico appunto, la moglie mi ha fatto notare con disappunto che si inizia a vedere i segni di un precoce invecchiamento di Tom Cruise (ha detto che ha il torace da vecchio), in effetti lo schermo delle saletta del cinema Multisala aveva una definizione pazzesca, sembrava di poter toccare gli attori ma se ne vedevano anche i difetti dei visi perfettamente.

Voto al film, 10.

Situazione sanitaria delle mie api in Friuli

A inizio anno avevo tre arnie, una è morta durante l’estate, ho fatto due sciami artificiali e così oggi ho quattro alveari. Il progetto è di averne almeno cinque a tutela delle varie morie di api che possono accadere.

Come apicoltore stanziale di pianura ho raccolto in tutta la stagione una sessantina di miele di millefiori di pianura, un miele poco profumato e non dolcissimo, ma molto chiaro e piacevole al gusto.

Mi ha permesso ciò solo l’esperienza di lunghi anni, infatti hanno dato un bel contributo i due sciami artificiali che ho gestito in arnietta di polistirolo e melarietti (più le api sono strette e più producono), ovviamente gli sciami dovranno essere nutriti in settembre oppure dati loro telai di miele da altri alveari.

Purtroppo anni fa avevo perso gran parte degli alveari perché mi ero affidato troppo al trattamento contro gli acari chiamato Apistan. Ciò perché dopo lunghi anni gli acari varroa erano diventati resistenti al principio attivo.

I trattamenti agli alveari si fanno dopo tolti i melari (la parte dell’alveare dove viene raccolto il miele in eccesso).

Malgrado ci fossero parecchi campi di girasole fioriti ho scelto di trattare le api subito in ottica futura.

Quest’anno il mio piano di lotta è stato: tutto agosto con l’Apilife Var una volta a settimana (ogni confezione contiene due tavolette, se ne mette una ad alveare divisa in 4 parti, ciò per quattro settimane spendendo circa 5 euro nel complesso) e poi Apivar che è molto costoso (oltre sei euro ad alveare).

Con l’Apilife Var le prime due settimane non trovavo acari morti nei vassoi sotto alle api, mentre poi ne sono caduti tantissimi, tanti che i vassoi erano neri di acari morti affogati nell’olio del vassoio stesso.

Le api sono state veramente incredibili nel sopravvivere ad una tale infestazione.

Contestualmente al trattamento ho dato 250 grammi di zucchero sciolto nell’acqua a settimana.

Ho notato un cambiamento nell’attività delle api una volta nutrite e liberate da un po’ di acari, erano diventate velocissime, ed inoltre il loro numero era molto aumentato.

Farò una visita alle api a fine settembre per vedere come sarà la situazione delle scorte di miele.