Salvata una tartaruga acquatica

Andando al mare, su una strada abbastanza trafficata ho visto una tartaruga acquatica di quelle originarie italiane (Emys Orbicularis).

Ho fermato la macchina e sono tornato indietro. Ho arrestato la macchina sulla strada e preso la tartaruga, l’automobilista che ha dovuto frenare dietro di me mi guardava in modo molto strano.

Abbiamo trovato poi una strada laterale e lasciata la tartaruga vicino ad un canale e ad un canneto, non aveva molti danni solo una escoriazione provocata da un’auto, fortunata.

Lavori apistici, ultimo miele e trattamenti

Il primo agosto ho tolto i melari ai miei alveari stanziali, ho raccolto in tutta la stagione un paio di melari scarsi ad alveare. Cioè 4 melari in tutto più un paio di melarietti da uno degli sciami. Ho fatto un millefiori che farò fatica a dare via perché tutti vogliono avere i mieli monoflorali.

Ormai mi rimangono solo 4 alveari (grazie ai tre sciami che avevo fatto, partendo da tre alveari: un alveare ed uno sciame sono morti per orfanità).

Dopo aver tolto i melari facendo un giretto in bicicletta mi sono accorto che oltre il bosco vicino al mio apiario c’erano vari ettari di girasoli fioriti, ma non ritorno sulla mia decisione di tutelare le api cercando di contrastare l’acaro varroa invece di mirare ad un ulteriore raccolto di miele.

Ho travasato i due nuclei che avevo creato a primavera in due arnie di legno, poi ho cambiato un tappo dell’alveare che era tutto storto e poi ho inserito le tavolette di timolo, che disturbano molto gli acari facendoli cadere dagli alveari, speriamo che non sia troppo caldo perché il timolo evaporando fa molto odore e a 35 gradi disturba molto le api.

Di quattro alveari 3 sono molto belli mentre uno sciame aveva poca covata e poco miele, probabilmente dovrei sostituirne la regina.

Cosa fare se trovo una tartaruga? (un animale protetto in generale)

Se trovate una tartaruga in un ambiente naturale lasciatela dov’è a meno che non sia in pericolo immediato (ad esempio su una strada, da cui è sufficiente spostarla ad una certa distanza), sono previste delle multe molto elevate per il possesso di animali protetti.

In particolare per la tartaruga italiana Testudo Hermanni oppure per le tartarughe acquatiche italiane sono di minimo di 6.000,00 euro ad esemplare.

Se volete averne una, a patto che possiate fornirle un recinto in un giardino, non avete che da andare in una di quelle fiere di rettili che si tengono un po’ in tutta Italia dove potrete acquistare delle tartarughe con microchip e documenti di nascita in cattività.

Proteggere i cinghiali o le tartarughe? ed anche a proposito di orsi in Trentino, sono a favore della caccia

Ho letto un articolo su Messaggero Veneto a proposito di un uomo che è stato ucciso da alcuni cinghiali.

Una persona a favore dei cinghiali dice che è stato un errore di comportamento dell’uomo a causare l’aggressione e che i cinghiali si ciberebbero solo di vegetali.

Questa ultima affermazione non è corretta, tipica del classico ambientalismo ideologico che interviene sempre a tutela degli animali, il che è anche apprezzabile a livello morale ma rischia di sortire l’effetto opposto se si vogliono proteggere specie pericolose che proliferano se non hanno più predatori sopra di loro.

I cinghiali a dir la verità si nutrono di tutto ciò che sta per terra, compresi piccoli animali.

Posso citare un libro di un famoso erpetologo dove si dice che in alcune zone dove i cinghiali proliferano non esistono più neonati di tartarughe del genere Testudo Hermanni in quanto i cinghiali se li mangiano tutti. Ed allora se non si limitano i cinghiali è inutile dare la colpa alla gente che raccoglierebbe le tartarughe piccole cosa per la quale sono previste multe di varie migliaia di euro ed addirittura reati penali.

Io sono a favore della caccia ai cinghiali per limitarne il numero, visto che grossi predatori oltre all’uomo non ne esistono più. Della stessa opinione sono riguardo agli orsi, la cui introduzione in gran numero e protezione come accaduto in Trentino è destinata a generare problemi visto che per me non c’è più un adeguato ambiente naturale per sostenere una così gran popolazione di orsi.

A pagina 211 del libro di H. Vetter si dice che:

bisogna tutelare l’ambiente di riproduzione delle tartarughe “ridurre la pressione predatoria (ad esempio dovuta ad un numero eccessivo di cinghiali)… costruzione indiscriminata di strade e ferrovie… deforestazione… turismo… costruzione di villette, aree di villeggiatura, strutture sportive come campi da golf …” nelle zone dove vivono le tartarughe (zone costiere dell’Italia centrale e meridionale).

Non sono un cacciatore, ma a mio avviso certe attività dovrebbero essere consentite, sono invece contrario alla caccia degli uccelli migratori che tanto viene praticata anche nella mia regione perché si tratta di animali già troppo rari.