Sospensione rate mutuo Abi, si pagano più interessi oppure gli stessi interessi?

La sospensione rate abi destinata alle imprese prevede di solito, se l’azienda ed il mutuo rispettano determinati requisiti, la sospensione per 12 mesi della quota capitale del mutuo, così che il mutuatario paghi delle rate inferiori per 12 mesi.
Le quote capitale non rimborsate verranno aggiunte alla fine del piano di ammortamento generando una maggiore durata del mutuo di 12 mesi, corrispondenti ad un periodo uguale a quello di sospensione.
Attenzione però che si pagheranno “maggiori interessi” alla banca.
Ho messo maggiori interessi tra virgolette perchè non vorrei che qualcuno pensi di essere stato imbrogliato perchè pagava di meno, in realtà per effetto della sospensione ha avuto il capitale in prestito per un anno in più sul quale si dovranno pagare ulteriori interessi.
Per spiegarmi meglio ho realizzato un esempio, per semplificare ho usato un piano a quote capitali costanti ed un interesse del 10%. Ovviamente al mutuo sospeso si applicherà il tasso previsto originariamente dal contratto.

capitale
20.000
prima della sospensione avremo
31/12/2013 rata 1: capitale 10.000+2.000 euro di interessi (20.000 di capitale residuo per 10%)
31/12/2014 rata 2 10.000+1.000 di interessi (10.000 di capitale residuo per 10%)
totale capitale 20.000 totale interessi 3.000
quindi
rata 1 12.000
rata 2 11.000
interessi pagati 3.000 euro.

dopo la sospensione avremo
31/12/2013 rata 1 capitale 0+2.000 di interessi
31/12/2014 rata 2 capitale 10.000+2.000 di interessi
31/12/2015 rata 3 capitale 10.000+1.000 di interessi
quindi
rata 1 2.000 (invece di 12.000)
rata 2 12.000
rata 3 11.000 (si è verificata la traslazione del piano di ammortamento)

totale interessi 5.000,00 ma abbiamo avuto a disposizione il capitale per un anno in più e quindi per le regole della matematica finanziaria si pagherà un anno in più di interessi, dato che l’accordo abi non prevede un contributo dello stato in conto interessi.

Concorso Irse Europa e Giovani – Pordenone – Le case dell’acqua.

Abbiamo partecipato alle premiazioni di questo concorso perchè il nostro figlio secondogenito, che frequente la classe 2^ della scuola secondaria di primo grado, assieme a alcuni dei suoi compagni di classe, aveva fatto vincere un premio alla scuola.
Il tema che era stato proposto alle scuole secondarie era quello delle case dell’acqua, simpatico fenomeno che sta avendo ampia diffusione nei nostri comuni, anche denominate case dell’acqua del Sindaco.
LE CASE DELL’ACQUA
Le case dell’acqua sono delle piccole strutture che producono acqua frizzante ed acqua naturale filtrate e le distribuiscono automaticamente a chiunque sia interessato con il pagamento, con monetine oppure con l’apposita chiavetta ricaricabile, di un prezzo di molto inferiore alle acque in bottiglia, di plastica per lo più, vendute presso i commercianti.
Il fine è quello di produrre meno inquinamento da plastica.
Noto che in effetti l’iniziativa ha avuto successo, in quanto c’è affluenza anche dai comuni limitrofi.
IL CONCORSO
Ben organizzato, gran parte di temi premiati erano attinenti fondamentalmente alla valorizzazione degli studi scientifici, sono stati presentati lavori sull’integrazione degli immigrati, sulla valorizzazione del territorio materiale e sociale, sulle pari opportunità offerte per valorizzare che compie percorsi di formazione specialistici indipendentemente dal genere di appartenenza (maschio o femmina) e dalla razza e/o provenienza, ma anche si è parlato di possibilità di occupazione dei giovani nell’agroalimentare (uno dei pochi settori in crescita) ed anche nell’artigianato (belli i progetti dove i giovani compiono un volontariato per valorizzare il territorio assistiti da artigiani del luogo).
Abbiamo avuto occasione di vedere tanti bravi giovani che si impegnano per migliorare il nostro ambiente sociale, economico e naturale, così si può sfatare lo stereotipo attuale della leggerezza di questi ragazzi.
EUROPA
La relatrice Zuzzi ha detto che non condivide il pensiero negativo sui cosiddetti “cervelli in fuga”, per lei i ragazzi devono essere lasciati liberi di viaggiare e lavorare in Europa, e se vorranno ritorneranno o almeno potranno apportare qualcosa di nuovo alla nostra società almeno occasionalmente. Apertamente suppongo si auspichi un’integrazione politica europea.
Progetti di studio e lavoro in Europa: molto belli per imparare le lingue, viene pubblicizzato anche un lavoro stagionale di raccolta delle fragole in Danimarca, oppure archeovolontariato in Gran Bretagna, a seconda dell’esperienza che si preferisce.
Un’ ottima iniziativa questo Concorso Europa e Giovani a mio avviso.
La brochure della premiazione e alcuni lavori sono pubblicati on line a questo indirizzo:
http://www.centroculturapordenone.it/irse

Per ultimo devo dire che è stata una bella mattinata di sole e la zona dove si è tenuto il concorso è molto ubertosa con un bel parco.
Una foto della commissione che ha distribuito i premi:

Ma cosa mangiano i francesi?

Rientriamo alle 19 di sera a casa dopo aver fatto la spesa alimentare non dico della settimana ma almeno dei prossimi tre giorni, il massimo possibile per dei genitori con tre figli.
In tre giorni i figli mangiano tutto, quando erano piccoli io finivo quello che rimaneva nei loro piatti, oggi sono loro ad assaggiare quello che c’è nel mio piatto prima che io abbia iniziato (come il maki arcobaleno di ieri, con granchio e mango, tanto che poi al centro commerciale sono passato al mac e mi sono fatto quel nuovo panino con la mortadella eheheh).
Troviamo alla porta di casa una famigliola di parenti di mia moglie (nonni, figlio e nuora e una nipote piccola) che vivono in Francia, nella zona della Savoia. Dovevano incontrare i miei suoceri, ma questi ultimi erano irreperibili per guasto all’automobile.
Per fortuna che la famiglia numerosa organizza velocemente la cena, allora abbiamo fatto gnocchi alla romana, bistecche di rostbeef, formaggio Montasio e ovviamente spaghettata alla carbonara per iniziare.
Uno di questi parenti ha grande piacere di tornare a parlare friulano, perchè non ha più occasione in Francia essendo tutti morti quelli emigrati con lui, ma non solo della lingua friulana: avevo una bottiglia di vino “Friulano”, che una volta chiamavamo Tocai, che è stato abbondandemente consumato, per fortuna che guidava la moglie.
Quando ho aperto la bottiglia ho detto che è vino Friulano, quello che una volta noi chiamavamo Tocai, ha fatto degli occhi di quello che tornava ragazzo, il bello è che la stessa sensazione, energizzante e vivificante, si è trasferita anche in me.
Invece ho notato che non hanno neanche assaggiato la carne, strano, la moglie mi riferisce che i francesi preferiscono gli affettati.
Gli gnocchi alla romana li hanno guardati con aria strana per vedere cos’erano, però poi hanno avuto il coraggio di assaggiarli.
Abbiamo finito la cena con i pasticcini dalla pasticceria all’angolo.
Bene, sono stato molto contento di avere ospiti quella sera, così non abbiamo avuto neanche lo stress del preparativo della cena, siamo partiti direttamente in azione.
Tra le altre cose ci hanno raccontato che c’è crisi economica anche in Francia, i giovani faticano anche là a trovare lavoro, i posti di operaio vengono presi gran parte dagli immigrati dai paesi dell’est, romeni in primis.
Per quanto riguarda le scuole materna, per risparmiare sugli stipendi degli insegnanti la scuola materna si tiene solo lunedì- martedì- mercoledì non c’è scuola materna- giovedì e venerdì.
Hanno automobili tipicamente francesi, le due famigliole avevano delle Peugeot 3008, il mito della francesità deve essere ancora forte e probabilmente quelle case automobilistiche hanno saputo mantenere questo mito ed avvalersene.
Torniamo alla domanda iniziale, ma la carne di manzo non si mangia, in famiglia, in Francia?

Sono contrario al numero chiuso all’Università e favorevole al test Invalsi

A mio avviso l’accesso a numero chiuso alle Università non fa parte di un sistema efficiente.
Ritengo che in un sistema moderno e competitivo sui mercati globali ciascuno debba fare il lavoro per cui è più portato e quindi debba seguire il percorso di studi cui è più portato.
SELEZIONE CON I VOTI DELLE CLASSI SUPERIORI
Ciò non è possibile né in base alla valutazione di voti conseguiti alla scuola superiore, che troppo risentono di quel ristretto gruppo di valutatori (rispetto alla globalità dell’Italia) che sono i professori della classe e che potrebbe essere anche soggetto a umane simpatie e antipatie nello stilare le loro valutazioni.
Se si volesse adottare questo metodo di selezione allora meglio adottare il test invalsi per le valutazioni delle superiori adottando una sorta di concorsone per il voto finale (non lascerei ai professori questo compito perchè si è saputo di professori che hanno aiutato gli studenti nel fare il test invalsi, per bontà o per coprire le proprie carenze, ma ciò non è a mio avviso ammissibile nella selezione dei migliori studenti per l’università, altrimenti, come dirò in seguito sarebbe meglio che tutti possano partecipare all’Università senza numero chiuso).
SELEZIONE CON IL TEST D’INGRESSO
C’è sempre il rischio di escludere qualcuno che seppure bravo non si trovi quel giorno nelle migliori condizioni, questo è un ragionamento in base ad umanità.
C’è il rischio, soprattutto nell’ambito scientifico, dove le elite italiane sono ritenute arretrate rispetto a quelle di altri paesi(dice ciò anche Margherita Hack in un suo libro, La Mia Vita In Bicicletta), che il test sia generalista, nel senso che privilegi la cultura generale, che seppure auspicabile e bella, permette di selezionare solo persone medie per certe tipologie di lauree ma non in ambito scientifico, un chimico deve saper fare il chimico non deve per forza sapere quando Nerone pose il suo cavallo in Senato.
TEST INVALSI
Come ho detto sopra i test invalsi dovrebbero essere utilizzati di più, ed avere un ruolo importante nella valutazione della scuola secondiaria soprattutto. Vengono osteggiati dai professori perchè in realtà sono dei test di valutazione dei professori stessi, se la classe dovesse ottenere valutazioni più negative della media è ovvio che i professori di quella classa insegnano peggio della media. Poi la media è la media… però…
I test invalsi devono essere somministrati e corretti da altri professori, non quelli della classe, perchè altrimenti c’è la tentazione di falsificare la prova, suggerendo oppure correggendo.
Vi faccio un esempio di come siano efficaci questi voti invalsi, per mio figlio avevamo contestato il nove dato all’esame perchè è accaduto ciò:
quelli che avevano la media di 7-8-9 sono usciti con il 9 quelli che avevano la media di 4-5-6 sono usciti con il sei.
Il test invalsi di mio figlio aveva il 9,5 mentre gran parte dei 10 pervenuti al suo liceo scientifico avevano conseguito all’invalsi valutazioni inferiori a nostro figlio, è ovvio quindi come i professori della scuola media abbiano seguito una logica di valutazione non conforme.
Sapete perchè comunque mio figlio non ha preso il 10?
Perchè s’è opposto il professore di ginnastica… ci hanno detto poi di fronte a questa contestazione fatta dai professori del liceo (per questo i professori delle medie si oppongono all’Invalsi, mette in luce chiaramente le loro carenze, e meglio non parlare della scuola elementare).
Non è un discorso polemico od inutile questo, sapete quanto tempo mio figlio ha perso a correre con me invece di dedicarsi alla matematica cui è notevolmente portato? quanto tempo ha dedicato alla musica? a mio avviso queste sono materie che non dovrebbero avere questa importanza nella valutazione finale in un sistema educativo che, visto che il tema del mondo odierno è questo, formi delle persone che sul lavoro permettano all’Italia di essere competitiva economicamente. Detto ciò sono contento che abbiano iniziato musica a scuola, tant’è che a seguito dei corsi di musica privati adesso i due figli stanno provando a suonare assieme uno il violino e l’altro il pianoforte, ma queste a mio avviso devono essere attività al di fuori del curriculum, se si vuole che la scuola crei persone in grado di modernizzare il sistema economico dell’Italia.
Insomma, la scuola non dovrebbe fornire un programma per creare solo futuri insegnanti.
Le persone competenti in particolare in qualche settore devono essere a mio avviso identificate prima e sostenute, invece allo stato attuale la scuola media tenta di RIPORTARLI ALLA MEDIA.

RITORNIAMO ALL’UNIVERSITA’
Se tutti possono accedere all’Università, ciò deve avvenire solo per selezionare i migliori, quindi al secondo anno devono passare solo i migliori che lo abbiano dimostrato durante un anno intero.
Quelli che non passano, per evitare che perdano lunghi anni partecipando ad un’Università che non finiranno mai o che se finiranno per sfinimento sarebbe meglio che non avessero fatto, devono pagare notevoli tasse universitarie (ma questa è forse un sistema per riportare i conti dell’Università in equilibrio e/o una tutela delle elite economiche più che sistema efficiente) oppure non deve essere loro permesso di iscriversi di nuovo alla stessa università dopo ad esempio due anni senza aver completato gli esami almeno del primo anno e metà degli esami del secondo. Si possono pensare anche delle combinazioni delle citate soluzioni.
MEDICINA
Visto che formare un medico è in effetti molto costoso, per questa laurea opterei per delle tasse universitarie molto elevate, e delle borse di studio per il migliore 30% degli studenti da darsi ex post indipendentemente dal reddito della famiglia, una volta concluso il primo anno. A medicina non consentirei agli studenti meno dotati di laurearsi, visto che lavorano con la nostra pelle e quindi farei una maggiore selezione, scartando anche quelli che il primo anno ottengono le valutazioni sufficienti ma inferiori.

Libri: Piergiorgio Oddifreddi – Incontri con menti straordinarie

Molto bello questo libro, anche se ci sono degli argomenti ostici permette di farsi l’idea di come ragionano coloro che hanno vinto il premio Nobel e di quanta dedizione richieda la loro ricerca.
Trattasi di interviste di P. Oddifreddi a 50 “menti straordinarie” che hanno vinto il premio Nobel o le medaglie “Fields” (queste ultime sono assegnate a matematici con meno di quaranta anni di età).
Si parla di scienza, matematica, prodotti industriali scoperti tramite la matematica e la fisica, economia, politica, bomba atomica, e tanto altro.
Mi ha fatto tornare la gola di studiare matematica, ma sarà difficile, al momento mi sto aggiornando sul diritto commerciale (le nuove leggi fallimentari).