Trasferite le nuove famiglie di api nelle arnie e primo raccolto di miele

Oggi ho trasferito i due nuclei di api ottenuti per divisione dalle famiglie di api “adulte” dalle arniette di polistirolo alle arnie di legno, aggiungendo un po’ di fogli cerei per portarle su 8-9 favi e distanziatore, di meno farebbero fatica a passare l’inverno. Una delle due era ricchissima di covata mentre le seconda non aveva un uovo, però c’era la reginetta e le api erano molto calme, penso che a breve dovrebbe iniziare a deporre. Forse nella prima arnietta avevo asportato la regina dall’arnia A, che infatti non ha prodotto miele.

Dai 4 alveari ho raccolto il primo miele, 12 telaini di miele opercolato e 6 di miele aperto (un paio li ho lasciati in balia alle api, visto che lo smielatore che vorrei usare, quello tangenziale manuale che acquistai per primo, è da sei favi). Non è molto, ma così è in pianura, vicino al mare, dove ci sono poche acacie e nessun altro albero mellifero (melatifero casomai, la melata è un sottoprodotto delle infestazioni di cocciniglie sugli alberi), più che altro si fa miele millefiori, in teoria anche di barena, visto che la laguna dista meno di un paio di chilometri dall’apiario, misto melata, rovo e se gli agricoltori lo piantano, anche un po’ di girasole.

Sembra un bel miele chiaro, lo valuteremo all’assaggio dopo smielato, intanto ho ricoverato i favi nella stanza dedicata alla smielatura.

Giornata calda, oggi, con un certo venticello da est, api molto tranquille, non ho avuto la necessità di usare l’affumicatore. La pioggia e il fresco giovano all’umore delle api.

Situazione, da sinistra a destra:

a non ha prodotto miele, ben popolata, occupa il melario

b. arnia nuova, vista la ricchezza di covata è probabile che abbia regina 2017

c. non ha prodotto, da visitare, non occupa il melario

d. arnia nuova, abbastanza debole, regina che non depone ancora

e. arnia che ha prodotto 6 pieni più 3 scarsi

f. arnia che ha prodotto 6 pieni più 3 scarsi

Togliendo i melari ero partito da f, quindi ero assai ottimista … (non parto da a in quanto ha dei momenti in cui è molto cattiva).

Domenica prossima se non sorgeranno altri impegni smielerò e poi riporterò i favi alle api.

Fiori, sta per fiorire il rovo, manca poco, c’è papavero nei campi e un po’ di altri fiori assortiti.

Visita esterna alle api

Dopo la pioggia e il vento è sempre buona norma andare a controllare l’apiario.

Potrebbero cadere le arniette di polistirolo con i nuovi nuclei di api ma anche le arnie in legno, soprattutto se hanno più di un melario sopra, facendo vela.

Tutto a posto, anzi ho visto che c’è un bellissimo volo sia davanti alle arnie ma soprattutto le arniette che avevo fatto con quattro favi di covata ciascuna, si vedono parecchi fuchi che entrano ed escono con i loro occhioni assatanati, provate voi a beccare una femmina che vola a quella velocità.

Le regine nuove potrebbero essere già nate, non vorrei disturbarle, aspetterei ancora una settimana prima di trasferire le famigliole nelle arnie di legno, altrimenti sono troppo strette nell’arnietta, però non aspetterei tanto perché il polistirolo scalda molto a mio avviso e le api lo distruggono per creare fori di areazione.

Preferisco fare i nuovi alveari nelle arniette di polistirolo perché c’è meno spazio, l’entrata è più piccola e le api i cui favi provengono da diversi alveari, non si sono ancora identificate come famiglia, non hanno ancora acquisito il loro odore del loro alveare, potrebbero non riuscire a difendere bene l’entrata e l’interno da eventuali tentativi di saccheggio di altri alveari (anche se il rischio è basso, perché le api hanno tanti fiori in questo periodo, preferisco non correrlo).

Le api stanno raccogliendo un po’ di miele di acacia, ma nella bassa friulana sotto alla statale Codroipo Palmanova ci sono pochi alberi di questa essenza ed è difficile averne un raccolto, andrà ad arricchire il millefiori.

Non ho aperto gli alveari, il dubbio che le celle reali fossero di sostituzione e non di sciamatura mi fa propendere per lasciar fare alle api. L’apiario sarebbe da controllare ogni sera, però, alla ricerca di eventuali sciami.

Oggi ho dedicato un paio d’ore al lavaggio di fino della sala smielatura, ed alla riorganizzazione del materiale.