29/08/2020 terza var

Incombeva un temporale. Ho lavorato molto velocemente messo sotto pressione da una spruzzata di pioggia.

Terza e ultima var oggi. Si apre una busta, si estrae una tavoletta. Si taglia in quattro e si inserisce nell’alveare sopra ai favi dopo aver tolto tappo e coprifavo.

Negli alveari forti le tavolette di var della settimana scorsa sono state distrutte dalle api. Gli alveari  più deboli e i nuclei tentano invece di sigillarle nella propoli. Le api non amano i cambiamenti di odore. L’odore della famiglia è essenziale per la difesa contro gli estranei, potenziali nemici. In particolare il saccheggio violento da parte delle altre famiglie di api. Passando vicino agli apiari da luglio a settembre potreste sentire l’odore di timolo fino a una certa distanza.

Ho pulito i vassoi sotto gli alveari, poi vanno oliati per catturare e affogare gli acari. Perché il timolo con il suo profumo li fa solo cadere intontiti senza ucciderli. Ho usato olio di semi, costa meno dell’olio di vaselina ma va tenuto pulito e tende a scurire il metallo dei vassoi.

Devo cambiare un coprifavo che si è rotto quando l’ho estratto, aderiva tantissimo per incollamento da parte delle api. C’era tantissima propoli e l’alveare in questione manca dello spazio d’ape superiore per un errore di costruzione. Forse converrebbe fare una cornicetta se non sarà possibile spostare più in basso i distanziatori.

Popolazione abbondante di api nelle famiglie forti.

Api tutto sommato tranquille, ho lavorato senza fumo. Preferisco lavorare senza affumicare quando possibile. Per non dare troppa noia alle mie api. Hanno abbondanti scorte perché c’è stato un raccolto di melata di bosco. Avendo tolto i melari per fare poi i trattamenti, le api hanno messo tutto nel nido.

 

16/08/2020 visita di rifinitura

Alle 10.00 di mattina c’era una notevole importazione di polline.

Mi ha rassicurato vedere tutto quel volo, nella precedente visita mi sembrava ci fosse una notevole  diminuzione di popolazione nelle famiglie di api.

Ho messo due diaframmi di legno alla famiglia che avevo travasato dall’arnietta di polistirolo all’arnia da 12 favi in legno. Bisognerebbe fare lo spostamento prima che l’arnietta sia riempita completamente, perché altrimenti diventa difficile estrarre i telaini. L’altro giorno infatti ho dovuto lasciare vuoto il primo spazio e poi inserire i sei favi, perché questi ultimi erano molto irregolari con ampia corona di miele. Il primo diaframma a contatto con il legno dell’arnia serve ad evitare che le api costruiscano nello spazio vuoto, evenienza abbastanza improbabile in questa stagione, ma non si sa mai, dall’altro lato il divisore serve invece a delimitare la famigliola e a darle un minore fronte da difendere in caso di tentativi di saccheggio da parte di altre famiglie. La famigliola si è assai tranquillizzata, si vede che nel polistirolo aveva caldo.

Poi ho messo dei fogli di giornale su tutti i tappi, per proteggerli un pochino dal caldo. Ho chiuso tutti gli accessi ai tettucci, ho notato parecchie api morte in quello spazio, probabili tentativi di saccheggio direi.

Tengo anche i restringitori delle entrate per difendere gli ingressi. Agosto è abbastanza pericoloso, se dovesse essere siccitoso non potendo fare altro le famiglie di api più forti tendono ad aggredire quelle deboli.

Questa annata è abbastanza piovosa e c’è stato un mesetto di fioritura estiva dei girasoli. Prima quelli da agricoltura convenzionale e adesso sono ancora fioriti quelli da agricoltura biologica sui terreni comunali.

Le api avevano parecchio caldo e ventilavano tantissimo.

 

14/08/2020 visita

In una settimana c’è stata una notevole diminuzione della popolazione di api negli alveari. Probabilmente anche a causa del gran caldo. Comunque è fisiologica la diminuzione del numero di api nelle famiglie, perché non essendoci raccolto troppe api sarebbero solo un peso da nutrire, a scapito delle scorte accumulate dalle generazioni  precedenti di operaie, scorte che devono essere risparmiate per essere consumate durante l’inverno.

Oggi ho inserito il trattamento biologico apilifevar. Sono tavolette impregnate di timolo che evapora disturbando l’acaro varroa, impedendogli di riprodursi perché camuffa l’odore delle larvicine di ape su cui l’acaro stesso deporrebbe le uova. Ma così non le trova. Fuunziona analogamente agli umani repellenti per zanzare. Anche questo trattamento deve essere fatto dopo aver tolto i melari altrimenti profumerebbe il miele di timolo. Le api non apprezzano lo sforzo dell’apicoltore e in meno di una settimana distruggono le tavolette e le gettano fuori dall’arnia. E quindi settimanalmente vanno rinnovate (si fanno 4 cicli di solito).

Pioveva e tirava vento ma ho finito poco prima di un notevole scroscio.

Durante le folate di vento ero abbastanza preoccupato che un vecchio albero morto cadesse addosso all’apiario e all’apicoltore. Durante il vento ho lavorato sul gruppo di casette sotto ad alberi bassi, poi ha smesso ed ho finito il gruppo sotto all’albero morto in compagnia di una leggera pioggerellina.

Ho travasato una arnietta nell’arnia di legno. Mi ero dimenticato i divisori. Dovrò ritornare domani.

Risultato: 10 alveari e 2 arniette.

 

8/8/2020 smielatura

Ho smielato un’ottantina di chilogrammi di millefiori, dal sapore di girasole con una spruzzata di melata. Il che è attività assai piacevole e zuccherosa.

Poi bisogna lavare tutto, una vera faticaccia, attrezzature e pavimento da lavare bene.

Però sono contento a lasciare tutto pulito e in ordine dopo l’ultimo raccolto di miele. Mi piace chiudere la giornata completando il lavoro.

Il miele starà una decina di giorni nel maturatore inox e poi verrà invasettato.

Rimangono piccoli lavoretti sulle api, ho 9 alveari e tre nuclei in questo momento. Quindi un’oretta ogni sabato fino a ottobre e poi quasi niente fino a marzo.

 

3 agosto 2020, levata dei melari

Sarei stato tentato di lasciare i melari ancora una decina di giorni, perché il mio comune ha dei terreni di proprietà coltivati a girasole bio, la cui fioritura è abbastanza in ritardo e sta iniziando a fiorire solo ora ma ho deciso di levarli un po’  prima.

Seppure le famiglie di api sembrino belle l’acaro varroa è sempre pericoloso. E all’improvviso, se non si interviene nel momento giusto, potrebbe distruggere le famiglie di api.

Tenuto conto anche dei futuri prevedibili impegni del mio lavoro vero ho deciso di levare i melari durante le vacanze e quindi ho iniziato oggi.

Pensavo che i temporali avrebbero reso il clima più sopportabile ed invece 29 gradi e 85% di umidità mi hanno messo veramente in difficoltà questa mattina. Il pomeriggio il clima era più  sopportabile ma incombeva in maltempo e quindi ho fatto quello che ho potuto prima della pioggia.

Come apicoltore stanziale hobbista sono soddisfatto, c’è un po’ di millefiori e girasole da agricoltura convenzionale circa, in media 6 favi pieni per alveare (non sei melari).

 

Mi mancano due melari sulla famiglia cattiva che sono peraltro belli pieni, ma quando ha iniziato a piovere ho visto che le api erano tutte dentro. Ho avuto un sesto senso dovuto al ronzante attacco anche senza aprire l’arnia in questione (stamattina invece erano calme, magari lavorare sempre così) ed ho rimandato la levata alla prossima visita, dopo di che farò i trattamenti contro l’acaro.

I trattamenti contro l’acaro varroa si fanno sul solo nido delle api, tolti i melari per non rischiare di contaminare il miele. Quindi ho inserito le striscie di apivar.

Attenzione, nel 2019 avevo fatto queste operazioni 15 giorni prima (memo per me). Però non ho fatto il castagno ma il blocco di covata dovuto alla sostituzione della regina e quindi dovrei più o meno aver avuto gli stessi cicli di covata dell’anno scorso a questa data.

Nota sulle regine nuove avute da noto apicoltore, seppure a momenti siano intrattabili mi hanno fatto almeno 4 melari, forse 5 (uno ha fatto anche 2 melari dopo la sciamatura di luglio). Quindi non posso che essere positivo, secondo me hanno taglia e “grassezza” maggiore delle api meticcie e quindi resistono bene agli acari e raccolgono di più.