Su Io Donna del Corriere della Sera, le api conoscono il concetto del numero zero

La direttrice di io Donna, inserto del sabato del Corriere della Sera, racconta che uno studio scientifico ha dimostrato che le api conoscono il concetto matematico dello zero.

Però mi permetto di raccontare che le api regine non sono sonnacchiose come si pensa, in realtà lavorano più di tutte le altre api, deponendo anche 2.000 uova al giorno!

Se poi la regina invecchia le api la uccidono, non c’è differenza sul trattamento riservato ai fuchi, quando non servono vengono eliminati entrambi. Non c’è una morale in ciò, le api agiscono in base all’istinto. Ciò dipende dalla quantità di ormoni secreti dalla regina, se ne emette pochi, sintomo di invecchiamento la eliminano e se ne fanno una nuova. I fuchi invece vengono eliminati quando si esauriscono le fioriture primaverili, non sono più necessari perché gli alveari non possono più permettersi la sciamatura e il cambio delle regine.

In realtà nella comunità scientifica c’è chi pensa che la singola ape non sia un animale ma che la vera ape sia l’alveare intero, le cui mani sono le operaie e gli organi riproduttivi regine e fuchi. Strano.

Tornando alla rivista, ho trovato bellissima la fotografia della donna ape in Cina, dedita a impollinare a mano i frutteti in zone dove le api non ci sono più.

Tolti i melari per iniziare i trattamenti, situazione molto negativa quest’anno

Oggi ho tolto i melari per iniziare i trattamenti contro l’acaro varroa. Causa mal di schiena mi sono portato il figlio come operaio, comunque più mi muovo meglio sto, ma la mattina son dolori.

La situazione è la seguente: tre alveari sono morti per saccheggio di altre api, probabilmente erano indeboliti dagli acari. Purtroppo ho pagato l’uso dell’apistan dell’anno scorso, il farmaco non ha più grande effetto sugli acari.

Quindi mi rimangono 4 alveari, tre sono abbastanza belli (però di solito declinano di botto dopo ferragosto), uno invece è su tre telaini. In partica non è ancora arrivato l’inverno e sono già tornato nella situazione di partenza di marzo, se aggiungiamo la presumibile mortalità invernale non c’è da essere ottimisti.

Ho usato due strisce per alveare di Apivar eccetto sull’ultimo che é troppo debole dove ho messo mezza dose.

Raccolto, tre melari di millefiori. Accontentiamoci, saranno quindici, venti chili di miele.

Clima molto secco e caldo quest’anno, poche semine di girasole, non ha giovato neanche la vicinanza con l’apiario del nomadista con la sua trentina di arnie che stranamente ha riportato le api già a inizio luglio in pianura. Ci sono una decina di calabroni che cacciano le api davanti agli alveari.

Farò un’alimentazione di sostegno con acqua e zucchero la sera, visto che ho tolto i melari ho già posizionato i nutritori, nel frattempo cercherò di sterminare le vespe crabro usando sapientemente una porticina di alveare a modo di paletta pigliamosche.