26 maggio 2019

Alveari portati il primo maggio nella zona delle risorgive sperando di fare il miele di acacia.

Nucleo arrivato il 20 aprile, quello con la carnica, ora è un alveare, non ha prodotto nulla di miele di acacia, o perché troppo impegnato a costruire o perché non c’era la possibilità di raccogliere, è su 9 telaini oggi, ha quasi sospeso la covata, scorte ci sono, non tantissime, un po’ di corona sul 30% dei favi. Volevo prelevare un favo di covata per allevare una nuova regina, ma visto lo stato dell’alveare ho rinunciato per non indebolirlo ulteriormente.

Alveare sopravvissuto all’inverno, regina ibrida di ligustica, ho asportato il melario che ha qualche chilogrammo di miele, dopo averlo smielato dal colore sembrerebbe millefiori non acacia è molto denso con poca umidità, però non è cristallizzato. Vedremo quando lo invasetterò tra una decina di giorni, vista così sembrerebbe colza che forse avevano immagazzinato prima nel nido e poi portata sopra durante le piogge incessanti. Popolazione dell’alveare enorme, 2 melari pieni di api così ho dovuto sostituire il melario pieno con uno da costruire, celle reali in abbozzo. Tanta covata. L’ho stretto su 8 telaini prelevandone uno con covata e cella reale aperta, e speriamo deposta, non si vedeva bene, la cella era in un angolo in alto, per fare un nuovo nucleo. Portato a casa il tutto così le operaie non torneranno nel vecchio alveare. Scorte a sufficienza.

Primo nucleo dell’anno, su 4 telaini nell’arnietta di polistirolo, ne ho aggiunti altri 2 da costruire. Covata come dicevo già presente. Nutrito abbondantemente con due litri di sciroppo al succo di limone bollito mezz’ora. Il secondo litro l’ha consumato in una notte dopo aggiunti i due telaini.

Secondo nucleo costituito oggi, aggiunto un telaino nuovo da costruire, centrato nell’arnietta di polistirolo e nutrito con un litro di sciroppo perché il favo aveva poche scorte.

Nutro i nuclei perché l’anno scorso senza aggiunte non sono sopravvissuti, sempre che fosse quello il problema. Gli alveari non vorrei stringerli tanto per lo stesso motivo, anche se leggo che molti apicoltori durante i raccolti di mieli monoflora usano portare le famiglie di api su 5-6 favi da nido in modo che vadano a melario abbondantemente.

Non ci sono fioriture rilevanti al momento. Qualche papavero sopravvissuto al diluvio e fiori vari, scarsi. Più erba che altro. Tiglio non ancora fiorito, manca poco, castagno non ancora fiorito, ho chiesto ad un amico che vive in collina. Il prossimo fine settimana vorrei portare le due arnie in collina per provare a fare almeno il tiglio castagno. Fino al primo luglio, poi le riporterei a casa dove potrebbe esserci un raccolto di melata, ma il 15  luglio inizierei i trattamenti contro la varroa.

Ho spostato la postazione degli alveari dall’altra parte del bosco, per paura di essere troppo vicino ai pioppeti, su cui temo si facciano trattamenti antiparassitari. Però il primo nucleo non può essere spostato, altrimenti le api tornerebbero nella vecchia postazione, lo porterò prima in collina con le due arnie e forse verrà via anche il secondo nucleo.

 

Domenica diluvio

Domenica diluvio, lunedì variabilmente piovoso, miele di acacia una chimera? da Pasqua sta piovendo due giorni su tre, con temperature basse, se fossero temperature sciroccose le api volerebbero ugualmente.

Invece così devono scaldare la covata e escono di meno.

Per fortuna ho rimandato l’acquisto delle regine nuove.

Visita del 11/5/19

Il nucleo con regina carnica sta accumulando miele nel nido, visto che era arrivato da poco e che avevo dato 4 telaini nuovi, le api avevano parecchia cera da costruire e avevano consumato quasi tutto il miele.  Il melario seppure dato costruito contiene solo qualche sporadica ape. Qualche abbozzo di cella reale ma la regina sembra avere cessato la ferrea volontà di sciamare.

L’alveare completo ha riempito parecchio il nido, sta mettendo anche miele nel primo melario, qualche chilo, niente di rilevante. Stagione pessima per il miele di acacia nel Codroipese, con frequenti piogge e temperature attorno ai 10-15 gradi. Bisogna sperare che la fioritura delle acacie duri un’altra settimana e che non piova. Comunque il grosso del raccolto è compromesso. Ha ancora celle reali in abbondanza, comunque sta covando bene. Ho rimosso le celle reali perché con due alveari non posso permettermi di perdere api con la sciamatura. Appena finita la fioritura dell’acacia acquisterò delle regine nuove e duplicherò le famiglie, il minimo per lavorare decentemente è avere 5 famiglie di api, altrimenti si finisce per rimanere senza api.

Il tempo è ancora variabile ma almeno le temperature sono salite a circa 20 gradi, almeno di giorno.

Ho tolto un telaino di miele all’alveare grande, perché faceva troppo spessore e rischiavo di uccidere le api quando l’estraevo, l’ho messo nel nuovo nucleo che avevo fatto io un mesetto fa; in quest’ultimo ho visto una bella regina chiara, covata ancora non ce n’è, speriamo che la regina sia fecondata e non debba ancora correre il pericolo del volo di fecondazione in balia di ragni, uccelli e pioggia; il favo nuovo che avevo messo la scorsa settimana è stato costruito su un lato, allora ho affiancato al lato non costruito il telaino di miele in modo che le api lo possano usare per fare cera. Il nucleo è adesso su 4 telaini, uno vecchio di scorte, uno vecchio dove dovrebbero iniziare a covare, uno nuovo e uno di miele. Ci sono abbastanza api e tranquille, ciò mi fa sperare bene sulla regina.