Scarpe ammortizzanti ma che fatica

E’ giunto il momento di prendere delle scarpe da running specifiche, tre ore a settimana sono già di un certo impegno. Mi ero ovviamente auto-indirizzato sui modelli più corsaioli.

Mi sono recato in un negozio specifico dove hanno consigliato delle scarpe neutre A3.

In effetti con un breve studio avevo ritenuto di scegliere le scarpe proprio nel range A1 A2 A3.

L’impatto nel negozio specializzato ti riporta alla realtà, la commessa mi ha consigliato per l’allenamento settimanale le A3 perché sono abbastanza pesante! e non c’è stato nulla da fare per convincerla a cambiare idea. Meglio la salute alle scarpette più leggere che consentono di fare minore fatica. Poi se avessi intenzione di partecipare a qualche evento sportivo come le mezze maratone si consiglia di usare un paio di scarpe specifiche per le competizioni.

Poi la ragazza si è corretta dicendo pesante nel senso che peso  “più di 70 chili”, comunque aveva ragione.

Nel pomeriggio, quando finalmente ha smesso di piovere, ho potuto fare i miei 10 chilometri di corsa abbondanti, in effetti la scarpetta ammortizza bene, ma ho fatto molto più fatica che con le altre scarpe, la sera ero distrutto, proprio stanco, ho fatto una dormita come un mattone! va bhé, dormire come un mattone rigenera.

Nel negozio specializzato mi hanno dato una tessera nominativa e mi hanno detto di tornare dopo un paio di mesi così da analizzare sul tapis roulant con videocamera il mio modo di correre e l’usura delle scarpe , così da stabilire qual è il giusto tipo di scarpa per me.

Così dopo un anno di corsa in un certo senso è come se ricominciassi da capo.

Parole di un figlio alla madre sul calcio

Madre e figlio che parlano della partita di calcio giocata da quest’ultimo.

Età del figlio 13 anni, categoria calcistica Giovanissimi.

Parlando del portiere che ha preso un calcio alla caviglia ed è stato sostituito.

Madre: “cos’è successo al tuo portiere? è stato portato fuori in barella?”

Figlio: “ma mamma?! dovresti guardare le nostre partite e non quelle in televisione dove portano fuori i giocatori in barella! da noi se ti fai male e vuoi essere sostituito te ne torni da solo in panchina senza tante commedie!”

ehehehe, divertentissimo.

NDR: Amo il calcio dei giovanissimi! oggi dopo mesi abbiamo goduto di un caldo sole primaverile, sembra di essere i primi di aprile, con i prati punteggiati di primule e fiorellini azzurri (non il campo da calcio, che era punteggiato di calciatori in erba).

Un breve pensiero su questo Festival di Sanremo

Premetto di aver visto tra tutte le puntate complessivamente non più di 10 minuti di Festival, ho avuto l’impressione di una scelta di utilizzare le vecchie glorie della Rai, le gemelle Kessler, Arbore, la Laetitia Casta in memoria di qualche Festival fa,  anche il cantante hip-hop mi è sembrato sulla quarantina, mi immaginavo l’hip hop musica per i giovanissimi (in effetti ho letto da qualche parte che normalmente i giovani cantano e i meno giovani scrivono, e questa frase m’è piaciuta tantissimo).

Probabilmente chi ha scelto questi interventi deve aver ritenuto che i giovani in ogni caso non avrebbero guardato questo festival.

In ogni caso molto noiosa come musica, almeno quelle due, tre canzoni che ho ascoltato.

Snowboard forse dipende anche dagli atleti

Mi chiedevo degli incidenti avvenuti sulle piste di snowboard alle Olimpiadi e forse al Letterman Show ho avuto la risposta.
Veniva intervistata una campionessa Americana che ha avuto dei risultati alle olimpiadi (in quel paese, secondo Letterman, che sta delle parti del Pakistan… questi americani sono veramente nazionalisti), e la bella ragazza (che gambe in minigonna senza calze) bionda dal visino perfetto ha detto che lei è sugli sci da quando aveva 3 anni e che nelle sue gare preferisce la tecnica mentre in molti spendono energie nel fare dei salti molto alti, mi pare di tre metri.
Tra l’altro Letterman le ha chiesto che lavoro faccia la ragazza ottenendo la risposta che dedica tutta la vita allo snowboard e che si sono finanziati il viaggio alle Olimpiadi con una raccolta fondi nel negozio dei suoi genitori raccogliendo 17.000 dollari con cui lei e i genitori si sono pagati viaggio e soggiorno.
Mi è piaciuto anche il commento finale di Letterman che ha detto qualcosa del seguente tenore: per quel po’ che ti ho conosciuto in questa intervista mi sembri una brava ragazza.

Tornando ai salti si capisce che i grandi atleti sono anche quelli che sono in grado di stabilire delle priorità in modo da tutelare il proprio fisico e poter gareggiare a lungo nella loro vita subendo meno incidenti possibile.

Correre, attenzione alla zona cardiaca allenante e dimagrante

Recentemente vi raccontavo di una mia corsa alla frequenza media cardiaca di 160, per i miei parametri è troppo elevata, probabilmente ero in sovrallenamento. E stranamente ero anche ingrassato di 3 chili.
Dopo 4 giorni di riposo ieri ho fatto 40 minuti alla media di 135 pulsazioni consigliata dall’ orologio cardio, la zona calcolata sui miei parametri di età e sono rientrato nel peso ottimale, la zona fa quindi bruciare i grassi, mentre frequenze più elevate fanno migliorare le prestazioni, ma ho letto che elevate frequenze non devono essere tenute a lungo, meglio le cosiddette ripetute.

Lo confesso sono un apicoltore della domenica

Mi hanno dato dell’apicoltore della domenica su un gruppo di facebook, ieri sera, eheheehe, dopotutto è la verità perché durante la settimana faccio l’impiegato.

Ma essere apicoltore della domenica non vuol dire che necessariamente si lavori male con le api, secondo me l’ape resistente agli acari la selezioneranno gli apicoltori della domenica, quelli che come me non cambiano le regine, che fanno il miele con il sapore di una volta e hanno le api cattivissime di una volta.

Sapete perché ho iniziato con le api? circa dieci anni fa volevo produrmi il miele di acacia sul Collio friulano con il sapore di quel miele del Collio Friulano che mangiavo da bambino, perché ora non ha quel sapore essendo “troppo puro”, tutti vogliono fare l’acacia chiarissimo, che però ha meno sapore e manca del profumo vanigliato regalato quel pelino di tarassaco che si mescola e che ingiallisce e a volte cristallizza leggermente. E mi piace la sorpresa di mieli millefiori sempre diversi, mi piace d’inverno progettare di portare le api in montagna e fare il miele di rododendro anche se poi non avrò il tempo di farlo, mi piace progettare di fare il miele d’acacia, ma se piove le api mi sciamano tutte e se va bene con i miei dieci alveari scarsi raccolgo quei cinquanta chili oppure cinque chili, ma non si sa mai, e poi tutti hanno diritto di tenere le api, non solo i professionisti.
Con ciò non voglio dire male di nessuno, ci sono parecchi apicoltori di professione che fanno mieli buonissimi.
Ma anche noi apicoltori della domenica abbiamo diritto alle nostre beccate domenicali!
LOL LOL LOL

Lo snowboard alle olimpiadi, non sono sicuro che sia una buona idea

Durante la gara di snowboard alle olimpiadi una ragazza ha avuto un grave infortunio, si pensa che si sia lesionata la spina dorsale.

Non mi intendo di snowboard, non vorrei sbagliare, ma ho l’impressione che per le esigenze di rendere la gara più spettacolare siano state progettate delle piste di snowboard troppo pericolose per l’incolumità degli atleti. E, secondo me, eventi come le olimpiadi dovrebbero essere massimamente rispettosi dell’essere umano e non far correre pericoli esagerati agli atleti.

Da profano mi sembra che la situazione possa essere simile a ciò che accadde in Formula1 nell’anno in cui morì Senna, bolidi progettati troppo potenti per l’essere umano.

Lo snowboard mi pare uno sport molto pericoloso, e se ci fossero piste troppo pericolose e atleti troppo competitivi ma non al top ad affrontarle il rischio di incidenti gravi diverrebbe una certezza. Lo so che lo sport è spettacolo, e gli atleti spesso sanno dei rischi che corrono e sono retribuiti di conseguenza (quelli della Formula1 almeno) però ritengo che si debba stabilire una soglia di rischio accettabile soprattutto per eventi che hanno una storia e dei valori fondamentali.