26/04/2020 Piove

Finalmente ha piovuto, una minima spruzzata durante la nottata.

1. grande produttore. Avviato il cambio regina. Mi ha dato 3 bei melari pieni e uno a metà che ho lasciato come premio (totalmente verticale, nel nido non c’era miele solo covata, spettacoloso). La sua regina è chiusa con un favo in un’arnietta. Tra due giorni aprirò la porticina.

2. Infernale. Richiuso senza fare nulla. Regina “selezionata” acquistata l’anno scorso. Mi ha dato due melari di miele.

3. Infernale. Regina “selezionata” acquistata nel 2019. Visitati tre telaini senza trovare la regina. Lasciato così com’è. Anche lui due melari non pienissimi.

4. Aveva perso la regina i primi di aprile. C’era una cella di sostituzione. La scorsa settimana avevo messo un telaino di covata fresca.

5. Regina carnica acquistata con nucleo l’anno scorso da primario apicoltore italiano. Non ha prodotto nulla l’anno scorso e neanche questo. L’ho messa a sciame. Regina nell’arnietta n. 1 con un favo. Tra 2 giorni andrò ad aprire l’arnietta così  che non perda api.

Preciso tali operazioni sono state compiute perché per blocco coronavirus non potrò portare le arnie in zona acacia.

Qui da maggio a metà giugno non ci sono fioriture che possano dare eccedenze di miele, e quindi ho operato il ricambio delle regine eccetto i due alveari di api assassine.

 

 

19/04/2020

Ho controllato separatamente l’altro alveare cattivo.

Ho messo un suo telaino con cella reale deposta all’alveare n  4. Per sicurezza visto che aveva solo una cella da sostituzione.

Ho creato due varchi di sopravvivenza nel bosco dietro alle postazioni. Serviranno per togliere i melari agli alveari cattivi, le api non amano l’ombra e tornano agli alveari.

Ancora non piove, da circa un mese.

Non sembrano esserci stati avvelenamenti.

Ho completato i nuclei, due telaini ciascuno.

 

18/4/2020 Melari pieni

Strana primavera. Non piove da tanto tempo.

Alveare 1. Sopravvissuto 2018. 3 melari pieni. Nido ristretto su 7. Nessun favo oltre il diaframma, non hanno costruito lo spazio vuoto. Il nido è a sola covata quindi un melario dovrà rimanere ohibò sopra per le loro esigenze. Da maggio fino a metà giugno nella bassa friulana sotto alla statale 14 non ci sono sufficienti fioriture. Comunque ho messo il 4 melario, visto che c’è la fioritura di colza.

2 non visitato perché… il 3…

3 regina nuova acquistata nel 2019. Cattivissime. Attaccano in gran numero, seguono a lungo l’apicoltore. Entrano in qualsiasi fessura della tuta. Ha due melari pieni ma mi ha costretto a scappare a casa. Anche il 2 ha regina di identica provenienza quindi lo lasciavo per ultimo. Ristretto con favi oltre il diaframma sull’8.

4. Niente miele, orfano con una cella reale di sostituzione. Niente uova.

5. Nucleo con regina carnica 2018. Non si è sviluppato abbastanza. Ha il melario ma non raccoglie, tiene tutto sotto.

Ho fatto 5 arniette di polistirolo ma non potendole portare lontano dal ceppo di provenienza per il blocco da coronavirus hanno perso quasi tutte le api.

Acacia prossima a fiorire ma per il blocco corona virus non potrò fare lo spostamento usuale a Dolegna del Collio.

Oggi ore 15.00 trattamenti con antifungini o antiparassitari sui campi di grano. Non mi sembrava che fossero sopravento e quindi spero che non abbiano colpito anche la colza davanti agli alveari, altrimenti avrei perso tutte le api che erano fuori in quell’orario di pieno sole.

 

 

Rai 3 programma sul miele del 12/04/2020

La parte del programma riguardante il miele di ieri sera, il giorno di Pasqua alle 20.30 in prima serata su Rai 3, mi è parsa poco scientifica. Secondo me con il taglio che è stato dato al servizio, malgrado certe buone intenzioni, si fa solo del male ad un prodotto che già perde sul mercato perché non è comodo.

Si lascia intendere che il miele cinese potrebbe essere adulterato con aggiunta di zucchero o fruttosio ma senza averne le prove: infatti si chiede ripetutamente se vengono fatte le analisi sulla presenza di zuccheri aggiunti e viene risposto che o non vengono fatte queste analisi o che non è possibile farle, perché il fruttosio è sempre quello sia che lo facciano le api o l’industria.

Poi si dice che i bambini dovrebbero mangiare poco miele, ok fino a 2 anni si dovrebbe evitare ma oltre questa età è uguale a tanti altri alimenti. Il miele o la merendina o il succo di frutta contengono sciroppo di glucosio e fruttosio e la frutta contiene naturalmente il fruttosio. Quindi demonizzare solo il fruttosio del miele non è una affermazione equilibrata.

I dietologi infatti consigliano una alimentazione variata, contenente anche il miele (non in età pediatrica, ma attenzione assieme a tonno in scatola, salumi, etc… informatevi).

Nutrizione delle api: si dice che l’uomo ha creato un’ape che non può sopravvivere senza nutrizione per produrre più miele. A tale proposito vorrei dire che ciò non è necessaramente indicatore di adulterazione.

Le nutrizione è necessaria per anticipare la stagione del raccolto, in quanto il consumatore vuole prevalentemente il miele di acacia che si fa a primavera. Per poterlo raccogliere è necessario nutrire le api un mese e mezzo prima in modo che aumentino di numero altrimenti lo userebbero tutto per sé stesse senza produrre eccedenza per l’uomo. Tale eccedenza verrebbe prodotta solo di millefiori estivi poco amato dai consumatori perché troppo saporito e perché cristallizza.

La nutrizione serve a recuperare anche i frequenti avvelenamenti, vi faccio il mio esempio. Nell’agosto 2018 mi hanno avvelenato le api, probabilmente per trattamenti sul vicino pioppeto. Di cinque alveari ne era sopravvissuto solo uno. A primavera 2019 ho dovuto nutrire di più per riprodurre l’alveare da cui ho fatto un nuovo nucleo ed ho inoltre comprato un nuovo nucleo di api a 125 euro. Poi a maggio ha piovuto tutto il mese, niente raccolto di acacia. Ho portato le api sul castagno comprando due regine a 26 euro l’una, ho tolto le vecchie regine e le ho messe in due nuclei nuovi. Sono arrivato a 5 alveari (potenziali per il 2020) a questo punto.

La produzione di miele di castagno è stata di 40 chili se ricordo bene.

A ottobre 2020 avevano scorte sufficienti solo due degli alveari. I 5 alveari non sarebbero sopravvissuti tutti all’inverno neanche se avessi lasciato loro il miele, perché avevano scorte solo quelli che avevano prodotto ed è  controindicato dare miele ad alveari diversi per il rischio di trasmettere malattie delle api.

Se non avessi nutrito, a primavera 2020 avrei avuto uno o due alveari sopravvissuti, salvo avvelenamenti che mi avrebbero sterminato l’apiario. E sono solo ritornato al numero di alveari che avevo nel 2018. Cinque alveari è il minimo per far fronte alle varie morie, anche per un non professionista.

 

10/04/2020 visite settimanali e regine aggressive

Quello 2019 -2020 è stato un inverno particolarmente mite e dalla metà di marzo ad oggi le giornate sono soleggiate.

È necessario visitare settimanalmente le api per evitare la sciamatura, perché con le metà api rimaste dopo la sciamatura è difficile riuscire a produrre miele per almeno un mese e le fioriture che danno il miele più pregiato da me avvengono entro maggio (acacia).

Oggi ho fatto quattro nuclei nuovi, uno per alveare, mettendo un diaframma di legno al posto del telaino tolto.

A dir la verità le api non sono molto intenzionate a sciamare, c’erano le prime uova di regina appena deposte, ho tentato ugualmente di fare i nuclei. Al massimo userò le nuove regine per cambiare le vecchie. Il metodo ideale sarebbe stato allevare prima le celle reali in alveare o incubatrice e metterle ai nuclei poco prima della nascita.

Passiamo al tema regine selezionate, l’anno scorso ho preso due regine selezionate. Entrambe hanno una caratteristica indesiderata, le figlie operaie hanno un  pessimo carattere, ho avuto le prime aggressioni già a una cinquantina di metri dalle arnie e a fine visita ho dovuto scappare dall’apiario in seguito alla numerosa e convinta aggressione cui mi hanno sottoposto, dovevate vedere quanti pungiglioni c’erano sui guanti.

Ho finito ugualmente la visita, però è stata dura.

Probabilmente nella strana annata dell’anno scorso anche gli allevatori di api regine non hanno potuto lavorare bene, oppure hanno fatto esperimenti di ibridazione sbagliati. Certo che pagare le regine 26 euro l’una e avere di queste sorprese non è bello. Sono sicuro che sono queste le regine cattive perché sono marchiate con il colore. Però stranamente l’anno scorso sul raccolto del castagno non avevano dato fastidio ai vicini. Adesso sono molto lontane dagli esseri umani, per fortuna.

È fiorita la colza dopo il millefiori, su 5 alveari abbiamo circa 4 melari quasi pieni.

 

4/4/2020 messi i melari

Potevo mettere i melari la scorsa settimana senza stare ad ascoltare le infauste previsioni del tempo. Alla fine ha gelato solo una notte.

Il melario messo per test è mezzo pieno e le famiglie senza melario oggi erano intasate di miele e una con celle reali deposte ma non opercolate.

Il nido ristretto giova eccome, si diaframma l’alveare sull’8^ favo con 7 di covata da un lato e 1-2 di scorte dall’altro, le api in ogni caso riempiono i due favi oltre il diaframma anche se erano vuoti – occhio però che la regina deve rimanere con la covata – e salgono meglio a melario.

Comunque oggi ho messo i melari a 4 alveari, il 5^ migliora ma non è ancora pronto.

Ho messo telaini al posto del nido ristretto perché vorrei fare nuove famiglie invece che miele di colza.

Però sono dubbioso, stanno raccogliendo parecchio millefiori anche se la colza non è fiorita. Ma ormai è  fatta.