Abbigliamento da running per l’inverno, ammesso che arrivi, l’inverno

Sono tre anni che corro con regolarità, ogni volta in autunno mi arrovello nella scelta dell’abbigliamento. Soprattutto non amo usare il giubbotto impermeabile, ma ohibò piove sempre.
Per quanto riguarda i pantaloni non c’è problema, d’inverno uso quelli stretti specifici sotto al ginocchio o fino alla caviglia per i quali il figlio mi prende in giro dicendo che sono leggings da donna. Su questi mi trovo abbastanza bene con quelli della Decathlon di cui ho una coppia ma ancora meglio con quelli della Mizuno che hanno veramente una marcia in più.
Non mi trovo bene invece con le canottiere tecniche a manica lunga della Decathlon perché si riempiono di sudore e costringono a correre tutti bagnati, a dir la verità sotto all’impermeabile od al pile si riempiono di acqua anche le magliette a manica corta, ma almeno si hanno le braccia asciutte e essendo più ampie l’umido non è a contatto con la pelle.
Personalmente non mi trovo bene con quelle maglie da running aderenti che dovrebbero migliorare le prestazioni.
Quindi la mia intenzione sarebbe di usare leggings, maglia tecnica da running ampia a manica corta ma lunga in modo da poterla rabboccare all’interno dei leggings e pile oppure un giubbettino misto pile da scegliere tra l’abbigliamento tecnico da montagna, ma non è detta l’ultima parola.
Attenzione se comprate alla Decathlon le magliette a manica lunga tendono ad allargarsi mentre l’abbigliamento da running si restringe di almeno una taglia.
Ho anche un assortimento di scaldacollo e di berretti.
Di scarpe ho le Brooks Glycerin 11 che mi hanno imposto in un negozio molto tecnico che c’è in Friuli, non le volevo perché le trovavo pesanti, invece alla fin fine devo dire che mi sono trovato molto bene, faccio tranquillamente lo sterrato, meglio che con le pedule. Prenderò sicuramente il modello successivo.
Ho preso anche una fascia riflettente, la sera corro per vie illuminate ma qualche volta è necessario scendere dal marciapiede e gli automobilisti non ti vedono, lo stesso capita sulla sterrata la sera al tramonto, per cortesia automobilisti parlate al cellulare o navigate solo a casa non mentre siete al volante.

Running di un’ora e mezza

Uno dei figli ha deciso di iniziare a correre dalla scorsa settimana, avviandosi la scuola alla fine, allora oggi l’ho accompagnato nei suoi 20 minuti iniziali e poi ho continuato fino ad un’ora e mezza, ovviamente ad un ritmo confortevole, perché ho letto che le corse lente e lunghe fanno aumentare il numero di capillari che portano il sangue ai muscoli.

Non ho tenuto conto della distanza, ho deciso solo l’obiettivo orario praticando le vie asfaltate e sterrate del mio paesino.

Bella giornata assolata e non troppo calda per un venticello ristoratore.

Ho notato che correndo a lungo, passata l’ora, cambia il modo di correre, i soliti muscoli usati nella corsa quotidiana sono stanche ed allora è necessario iniziare a spingere con le dita dei piedi e con i polpacci, altrimenti si sarebbe costretti a fermarsi. Spingere con le dita è anche una tecnica corretta (sempre che non si sia tanto distrutti da usare quelle delle mani! 😀 ).

Passata l’ora ho cercato di correre su asfalto, perché sullo sterrato si appoggia male il piede quando si è stanchi.

Dopo pranzo mi sono fatto una dormita pesante di un’oretta davanti alla televisione come non mi capitava da molto, ero proprio distrutto. Pranzo con pastasciutta condita con sugo di melanzane, peperoni e fiori di zucca e per secondo un bell’uovo sodo (l’unico che è rimasto alla carica delle formiche figliesche) e poi pasticceria assortita che avevamo preso con la moglie quando siamo usciti a votare e ci siamo presi qualche minuto di luna di miele senza i figli in pasticceria e caffetteria. 😀

 

Correre al sole

Finalmente c’è qualche giornata di sole, è un piacere riprendere a correre con i pantaloncini al ginocchio e senza il wind-stopper, si prova un senso di libertà e leggerezza, non vedo l’ora di mettere in armadio definitivamente anche la felpa.

Quest’anno le temperature sono sempre state sopra lo zero, se si eccettua qualche giorno, durante l’inverno, l’erba è sempre stata verde, è stato bello correre con regolarità ma la primavera e l’estate sono un’altra cosa per il sottoscritto.

Sto cercando di imparare a correre meglio, spingendo con le dita dei piedi, ho un po’ accorciato la mia percorrenza.

Il tiepido sole scalda la pelle del viso, che piacere.

 

Lo sport e i suoi limiti

Non c’è piacere senza croce, chiunque faccia sport deve confrontarsi con i propri limiti fisici, nessuno ha un fisico perfetto e qualche problemino sorge a tutti, malgrado ciò mi piace troppo correre sui sentieri, quando il fisico “gira” ci si sente divinamente, i muscoli che spingono e soffrono, il sudore che sgorga copioso anche se fuori è fresco (il freddo quest’anno non si è visto), la strada che scorre, solo il bip bip dell’orologio cardio mi rallenta, maledetto! 😀 LOL LOL LOL

Correre in estate, nelle pianure friulane

Avevo scritto questo articolo per partecipare ad un concorso su una rivista di running, non ho vinto quindi lo posso pubblicare qui:

 

Si dice che la corsa nelle zone agricole di pianura abbia poche attrattive, ma bisogna dire che abbia anche poche distrattive.

Si possono però affrontare infinite combinazioni di quel reticolo di stradine sterrate che mettono in comunicazione gli appezzamenti di  terra coltivati a mais , soia e qualche raro anno illuminati dai capoccioni dei girasoli.

Si possono apprezzare le varie fioriture che si susseguono nelle stagioni, ogni giorno c’è qualche novità, anche se a volte preferirei correre in un affollato parco cittadino dove ogni tanto ristorarmi alla vista della luce emanata dall’incontrare qualche bella e atletica runner.

E’ primavera adesso, lungo la sterrata ci sono fossetti, allagati dei soliti dieci centimetri d’acqua, a volte mentre si corre il nostro scalpiccio delle scarpe si confonde con il canto delle rane, facendo pensare al dilettante come me “ma come corro pesantemente oggi?!”, poi m’accorgo che sono le rane a fare quel zic zac.

Il mio percorso di oggi prevede l’arrivo fino ai canneti che costeggiano la laguna, poi intraprendo il ritorno, poco prima dell’entrata nell’ombroso tratto di bosco, ristoratore d’estate, ma meglio non fermarvisi per la copiosa quantità di zanzare, scorgo un numeroso gruppo di nere rondini che dovrebbero essere appena arrivate dalla loro lunga migrazione (maratona?).

Le rondini sono piccolini, poggiate a terra alla distanza di un centinaio di metri da me.

In breve arrivo vicino, stranamente decollano molto lentamente, come se non avessero paura, e iniziano a volare in circolo radenti terra intorno a me che corro, come fossero curiose, e poi si alzano, si alzano, si alzano, e anch’io corro in preda ad una sensazione di leggerezza, mi sembra di volare nel cielo blu costellato di nuvolette.

(forse non ho vinto perché il finale era troppo fantasioso?) 😀

Test del morto che cammina

Oggi ho fatto quello che su un sito internet ho letto essere il “test del morto che cammina”, cioè della persona ormai definitivamente sedentaria.

Il test consiste nel correre i dieci chilometri in un tempo inferiore all’ora. Se il tempo è superiore all’ora sei un morto che cammina, sportivamente, s’intende. I giovani in teoria dovrebbero riuscire a fare questo tempo senza allenamento mentre quelli negli anta devono essere un pochino allenati.

Siccome oggi ero a casa in ferie, dopo essermi riscaldato con un’oretta di giardinaggio e lavaggio con “saponata” della terrazza, ho affrontato il test.

All’inizio temendo di sfigurare con me  stesso ho affrontato la corsa ad un ritmo troppo alto, causandomi un forte dolore al fianco destro al di sotto del polmone, così più respiravo e più dolore provavo.

Ho temuto il ritiro.

Invece ho rallentato aspettando che passasse, e così è stato.

Ho fatto i dieci chilometri in 50 minuti, evviva! soprattutto tenuto conto che ho corso su sterrato e che c’era una forte tramontana in certi tratti.

C’era un tale in bicicletta con due cani che non riusciva proprio ad andare avanti contro vento. In particolare i cani si rifiutavano di seguire la bicicletta. Il mio cagnetto l’ho lasciato a casa, per non rischiare di ucciderlo.

 

Correre in estate, attenzione al caldo

L’estate è arrivata improvvisa, e quindi gli amanti del running si sono subito lanciati sulle strade e sui sentieri.

Attenzione però, i medici consigliano di correre nelle ore più fresche della giornata non sotto il solleone del mezzogiorno, anche se volete dimagrire non ci riuscirete, perché perderete solo acqua.

Se fate come me, causa mancanza di tempo, nelle ultime due corse sarete “leggermente distrutti”: ho fatto una corsa sul lungomare di Lignano venerdì sera per poi accorgermi che c’erano 34 gradi di temperatura, finché c’era una leggera brezza si stava anche bene, ma una volta entrato nella pineta un caldo terribile mi ha avvolto, mi sono fermato più volte agli uffici spiaggia per bere e bagnarmi i capelli.
Domenica le previsioni erano di clima più fresco, ma… svegliati, bevi un caffè con la moglie, sono giunte le dieci e trenta della mattina, sono partito ugualmente visto che mi sembrava ci fosse un po’ di brezza ed invece il ritorno lungo la strada sterrata accecante come non ho mai visto e altrettanto bollente è stato una sofferenza terribile, per fortuna poi sono arrivato sulla meno accecante strada in asfalto ma assai più calda, a casa ho dovuto fare una doccia fresca per recuperare ed una bella dormita domenicale.

Un consiglio, svegliarsi presto la mattina quando è più fresco per non rischiare un colpo di calore, bere prima di partire (se si corre meno di un’ora, altrimenti portarsi uno zainetto con dell’acqua) e mettere sempre gli occhiali scuri o dei sopra occhiali scuri per chi è miope come me.

Oggi invece c’era una leggera pioviggine, ed è stato molto piacevole correre, se non fosse che un ragazzo correva più veloce di me sulla mia stessa strada, ma come osa! eheheh!

Correre, che passione

Aver letto il libro della Margherita Hack che vi ho recensito poco fa mi ha fatto venire la voglia di raccontarvi qualcosa.
Quest’anno ho iniziato a correre con serietà (ho sempre corso 40 minuti una volta a settimana, più spesso durante le ferie), non grandi cose, a 44 anni di età, ma vorrei raggiungere uno stato di forma tale da poter fare qualche bella corsa in montagna.
Gli scorsi inverni ho avuto dei grossi mal di schiena, probabilmente perchè passo le giornate seduto, ed ho pensato che la corsa, rafforzando la muscolatura avrebbe potuto giovare, e a questo punto posso dire che così è stato, il mal di schiena o nervo sciatico è quasi scomparso.
Però attenzione, non bisogna fare l’errore di correre troppo piano e a lungo, i primi due mesi ho fatto anche io questo errore e mi duoleva un ginocchio, poi ho iniziato a prendere una rivista di running (Runner’s World) e ho scoperto che in realtà è preferibile fare più allenamenti a settimana, di cui la gran parte veloci e di durata inferiore all’ora ed un lungo a settimana, non importa se ci si deve fermare ogni tanto, se si corre lenti i piedi trascorrono più tempo a contatto con il terreno e le ginocchia soffrono.
Bisogna correre forte, non c’è nulla da fare, magari alternando al ciclismo.
Ho preso delle scarpe da trial, perchè se si corre veloce sulle sterrate sono necessarie delle scarpe che tengano il terreno.
Il problema al momento è resistere alla gran fame che ti lascia addosso il correre nelle giornate successive agli allenamenti.