Bicicletta, adattatore per camere d’aria con attacco francese

Se avete una nuova city bike, mountain bike, bicicletta da corsa o bicicletta in generale potreste aver sperimentato il problema di non riuscire a gonfiare la camera d’aria, perché il cosiddetto “pirolino che si svita” NON SI SVITA PIU’.

Ciò perché le camere d’aria non hanno l’attacco all’italiana ma alla francese (che stress con questi francesi).

La soluzione meno costosa e più pratica è comprare una adattatore di metallo, quello che ho preso io è dorato, fatto come una vitona allungata, forata all’interno, si svita il più possibile il “pirolino” della camera d’aria, poi ci si avvita sopra l’adattatore con la parte di maggiore diametro verso il basso (appoggiata come un piramide, in termini più semplici) e poi si gonfia, con la pompa a mano oppure con il compressore.

Se avete già la pompa di quelle blu con lo stantuffo anche in mancanza dell’adattatore dovreste provare a inserire l’attacco e poi tirarlo leggermente verso l’alto, così con qualche difficoltà riuscirete intanto a gonfiare la gomma.

Qui troverete l’immagine dell’adattatore dorato da me consigliato, che va bene per il compressore, con la pompa a mano non ho provato, ma penso con essa vada usato l’altro adattatore che segue:

http://www.pbikestore.com/ultime-news/tipologie-di-valvole-per-biciclette-sia-mountain-bike-che-bici-da-corsa.html

Terre d’Italia: le confetture extra

Nel pacco gastronomico che mi è stato regalato c’erano degli assaggi di confetture.

Devo dire che sono assolutamente deliziose,  70% di frutta utilizzata.

Quella di fichi aveva i semini morbidi, non so come abbiano fatto, forse è parzialmente filtrata oppure trattasi di qualità di fichi con pochi semi.

Quella di albicocca mi ha ricordato quelle confetture che quindici anni fa assaporavo quando svolgevo il servizio militare. Poi quella marca ha cambiato la ricetta, mi sembra che adesso usi più gelatina e meno frutta.

Era nelle vaschette piccole di alluminio, prendevi due gallette, che sono dei biscotti piatti e realizzavi un paninetto con la confettura nel mezzo. Ne consumai a tonnellate.

Durante il mio servizio militare negli alpini devo dire di aver quasi sempre mangiato benissimo (a parte un mese che feci a Venzione, ma lì gli ufficiali non mangiavano con la truppa), fui nominato per un periodo anche sostituto del sergente addetto alla mensa e  constatai che ordinavano tutte materie prime di ottima qualità, arrivava sempre la verdura fresca dal mercato, in cantina c’erano appesi dei provoloni enormi.

Rirornando alle confetture, devo dire che anche quella di lamponi trentini ha il sapore e la cremosità delle “confetture di una volta”.

Andando un po’ fuori tema, nel pacco natalizio c’era anche una crema per “crostino toscano” con “paté di fegati e cuori di pollo” , abbiamo aperto il vasetto, ma l’odore forte ci ha fatto desistere dall’assaggio, ma quando saremo più ispirati (o più affamati) provvederemo sicuramente e Vi farò sapere.