Topinambur fritti

Ultimamente abbiamo cucinato i topinambur, su istigazione del libro di G. Ramsay che mi sono regalato per Natale.

La ricetta sul libro di G. Ramsay prevede che siano bolliti 5 minuti prima di essere passati nell’olio e poi serviti.

La moglie oggi ha semplificato la ricetta, in modo più gustoso.

I topinambur li dovrete tagliare a spesse fette dopo averli lavati senza sbucciarli, poi andranno fritti nell’olio d’oliva per circa 5 minuti, così assorbono meno acqua, saziano meno e sono più croccanti e saporiti di carciofo. Penso che la moglie li abbia salati prima di friggerli, ma non saprei dire né mai me lo confesserebbe sapendo che pubblico le sue ricette sul blog. 😀

Facciamola Facile – Gordon Ramsay

Mi hanno regalato questo libro di cucina del cuoco televisivo i cui maggiori successi sono Cucine da Incubo e MasterChef.

Devo dire che è molto bello, anche se credo che difficilmente realizzeremo alcune delle ricette proposte, soprattutto le colazioni dove si fa grande uso di pancetta ed anche le grigliate, perché la cucina anglosassone proposta è molto diversa da quella italiana che si pratica nella mia famiglia, per queste portate in particolare. Noto dalle fotografie che gli alimenti vengono cotti parecchio, per esempio la pizza noi italiani la considereremmo  troppo cotta ed anche le salsicce sono troppo arrostite per i miei gusti almeno (anche a livello salutare le carni grigliate non dovrebbero essere troppo abbrustolite).

E’ molto bello il ripetuto invito ad usare materie prime di qualità e locali (ovviamente inglesi in questo caso, si veda l’angus).

Le ricette che mi sono piaciute maggiormente (sulla carta) e che vorrei provare sono la vellutata di broccoli e quella di rape, le capesante, filetti di triglia con ratatouille, carni e pesci e molluschi in particolare, molto bello il filetto di branzino avvolto in fiori di zucchina. 

Poi c’è anche una ricetta coraggiosa dell’ananas al sale al forno.

Valuto questo libro molto interessante per gli appassionati di cucina, è stato un regalo gradito.

Cosce d’anatra

Sto sperimentando la cottura delle cosce d’anatra, ho acquistato una di quelle confezioni sigillate che ne contengono due.

Ho fatto un soffritto di cipolla e carota, poi ho messo le cosce d’anatra, quindi aggiunto un bicchiere di vino bianco e circa 10 bacche di ginepro.

Tempo di cottura un’ora e mezza.

A scanso di rischi ho aggiunto un bicchiere d’acqua nella pentola e coperto il tutto.

Si impiatta una coscia d’anatra con una fetta di polenta su cui si  distribuisce il sugo.

Il risultato è stato ottimo, ricetta da ripetere.

Menù pasquale: iniziamo dagli spinaci

Gli spinaci freschi hanno un sapore molto più spiccato e piccante rispetto a quelli congelati.

Almeno durante le festività, quando si ha il tempo da dedicare alla buona cucina, alla tipica famiglia italiana piace togliersi il lusso dei prodotti freschi.

Nella fotografia il lettore potrà apprezzare il sacchetto di spinaci freschi da 500 grammi con l’indicazione che sarebbe per per 5 persone, per la mia famiglia composta proprio da tale numero di persone sono necessari invece due sacchetti, sapete com’è, gli spinaci ci piacciono proprio e vorremmo diventare forti come braccio di ferro.

In realtà gli spinaci contengono molta acqua, “calano molto” e una confezione non è sufficiente per cinque persone.

Non serve una pentola molto grossa, usate tranquillamente la bistecchiera antiaderente con il tappo, si mettono nella pentola gli spinaci, poi si aspetta che calino di dimensione durante la cottura e poi si aggiungono altri spinaci freschi, e così via.

Poi alla fine aggiungere il sale e, a seconda dei gusti, un po’ di grana e olio d’oliva, oppure un trito di pancetta soffritto a parte.

Risotto con speck e grana padano

Nell’ottica di utilizzare l’ultima parte di uno speck che era stato acquistato per gli antipasti della cena di capodanno, ho realizzato questa ricetta.

L’ultima parte dello speck non si può più affettare finemente e se tagliato a fettone potrebbe mettere a rischio la dentatura di qualcuno con conseguenti dolori ed ingenti spese di dentista (anche se ci sono i dentisti low cost adesso ehehe), quindi ho pensato di realizzarci un risotto.

Ho tagliato lo speck e cubettini senza sbucciarlo. Ciò ha prodotto un intrigante effetto, il pepe di cui era ricoperto il pezzo di speck si è sparso per tutto il risotto facendo un buon contrasto con il bianco del riso ed anche arricchendo il sapore, se la ricetta è per soli adulti aggiungete pure ulteriore pepe nero.

Ho fatto il soffritto con olio extra vergine di oliva, cipolla tritata e con lo speck tagliato a cubettini piccoli. Parlare di soffritto non è del tutto corretto, passo la cipolla per meno di un minuto prima di aggiungere il riso, non faccio soffriggere la cipolla fino ad imbiondirsi, anche se il piatto risulta meno saporito trovo più digeribili le ricette.

Su un fornello a parte metto la teiera con abbondante acqua, in modo che sia sempre bollente. Le ricette di risotto prevedono il brodo: se siete la perfetta donna/uomo di casa avrete fatto del brodo oppure estratto dal congelatore delle dosi  dimensionate ai vostri risotti che avevate  preparato in anticipo, allora potrete utilizzare il brodo rendendo ulteriormente più saporita la ricetta (ma anche più calorica, vedete voi).

Per 5 persone ho aggiunto due bicchieri di riso vialone nano veronese IGP.

Salare durante la cottura a piacere. Aggiungere una noce di burro.

Aggiungere man mano abbondante acqua bollente della teiera.

Assaggiare ogni tanto per verificare la cottura, quando il riso è quasi cotto e si avverte leggermente la consistenza dell’interno del chicco, aggiungere 4-5 cucchiai di grana padano e mantecare velocemente, servendo ben caldo in tavola il risotto.

Rostiera di pesce nostrano al forno

Oggi ero in ferie e mi è stato possibile fare acquisti al mercato, alla bancarella del pesce.

Ho preso pesce nostrano in varietà, del mar mediterraneo.

I pesci erano abbastanza di piccola taglia.

Per quattro persone, 1,3 kg di pesce.

Ho preso 6 moli, mezzo kg di sardine grandi, due cefaletti di quelli con la macchia gialla sulla guancia (ottimi!), due sgombretti, 4 gallinelle piccole.

Pulire il pesce, levare le teste,  lavare, poi distendere nella teglia, cospargere di sale, olio di oliva e abbondante pan grattato.

Cuocere mezz’ora a forno 200 gradi.

Controllare però, se i pesci sono piccoletti rischiate di seccarli troppo.

Io non metto altro, mi piace gustare i sapori senza introdurre, aglio, cipolla, prezzemolo, mi sembrano sapori che coprono troppo quello della materia prima e non riuscite più a sentire i singoli sapori e consistenze dei pesci.

Per primo avevo fatto uno splendido risotto al radicchio, (di quelli già pronti, l’avevamo vinto ad una pesca gastronomica, mi piace unire il sacro al profano).

Verdura, quei bei fagiolini a fettuccina.

I figli hanno apprezzato tutto.