Una bella corsa anche oggi

La seconda volta riesce sempre meglio ūüėÄ

La corsa di ieri √® stata faticosa come avranno letto nel mio precedente post¬†i miei pochi affezionati “seguaci”, ebbene questa mattina mi sono svegliato pieno di energie, ho guardato dalla finestra e ho visto che il nevischio di ieri notte non ha lasciato alcuna traccia essendo stato seguito dall’ennesimo piovasco, peccato mi sarebbe piaciuto correre nella neve con le scarpe da trail.

Quindi senza esitazioni ho deciso per una bella corsa anche oggi, mi sono vestito pi√Ļ leggero di ieri, calzini estivi leggeri invece dei calzettoni (mi¬†mancava sangue nei piedi nell’ultima corsa), pantaloni lunghi da corsa (leggins) pantaloncino corto, maglietta di lana-cotone, maglia lunga tecnica e al di sopra un pile, berretto in pile¬†e tubo scaldacollo. Mi sa che con l’et√† divento freddoloso.

Bene, correndo tutte sensazioni positive oggi, niente dolorini.

L’ambiente della bassa friulana √® quel che √®, campi arati e fangosi, boschi marroni, qualche persona che passeggia lungo le strade sterrate campestri assieme agli amici cani, bianchi neri, magri, quella che sotto il parka sembrerebbe essere una bella ragazza e se non lo fosse non importa √® gi√† piacevole immaginarsela tale,¬†comunque dal saluto arioso della giovinezza,¬†un campo coltivato a una specie di canna palustre che viene usata come biomassa per alimentare una stufa apposita, sarebbe interessante calcolarne il bilancio energetico perch√© le canne¬†si tagliano con la motosega che dopotutto consuma anch’essa carburante fossile.

Il populismo… i sistemi politici, la gerarchia come sfondo sociale necessario per il benessere… ragionamenti su un libro che stavo leggendo prima di uscire.

Sembrerebbe che io stia divagando ma in realtà stavo riportando quei pochi i pensieri concepiti mentre correvo.

Correre al sole

Finalmente c’√® qualche giornata di sole, √® un piacere riprendere a correre con i pantaloncini al ginocchio e senza il wind-stopper, si prova un senso di libert√† e leggerezza, non vedo l’ora di mettere in armadio definitivamente anche la felpa.

Quest’anno le temperature sono sempre state sopra lo zero, se si eccettua qualche giorno, durante l’inverno, l’erba √® sempre stata verde, √® stato bello correre con regolarit√† ma la primavera e l’estate sono un’altra cosa per il sottoscritto.

Sto cercando di imparare a correre meglio, spingendo con le dita dei piedi, ho un po’ accorciato la mia percorrenza.

Il tiepido sole scalda la pelle del viso, che piacere.

 

Lo sport e i suoi limiti

Non c’√® piacere senza croce, chiunque faccia sport deve confrontarsi con i propri limiti fisici, nessuno ha un fisico perfetto e qualche problemino sorge a tutti,¬†malgrado ci√≤ mi piace troppo correre sui sentieri, quando il fisico “gira” ci si sente divinamente, i muscoli che spingono e soffrono, il sudore che sgorga copioso anche se fuori √® fresco (il freddo quest’anno non si √® visto), la strada che scorre, solo il bip bip dell’orologio cardio mi rallenta, maledetto! ūüėÄ LOL LOL LOL

Che corsa oggi..

Arrivo a casa alle 17.20, ore 18.30 si va a riprendere la figlia a ginnastica artistica, la moglie √® impegnata con il latino del figlio, decisione subitanea, domenica non potr√≤ fare niente per impegni,¬†vado a correre 35- massimo 40 minuti compresi tre minuti di riscaldamento, sui soliti 7,5 chilometri che costituiscono il mio percorso pi√Ļ breve (la distanza l’ho misurata con la mountain bike, ho misurato tre percorsi,¬† 7,5 – 9,5 e 14 km).

Frequenza cardiaca massima consigliata 175 della quale dovrei tenermi al 90%.

Ho tenuto una media di 160 pulsazioni, forse un pochino troppe, però che divertimento correre così veloce sul far del buio per la strada campestre umida.

Per la cronaca sono riuscito a prendere la figlia in tempo, seppure mi sono ritrovato davanti sulla strada un trasporto eccezionale.

Non seguite questo esempio se siete nuovi alla corsa, non sono un medico e certe frequenze cardiache per chi non √® allenato potrebbero essere pericolose, il primo anno meglio non superare le 145 come ho fatto io (fatevi il calcolo con un calcolatore on line, i 145 li avevo calcolati sulle mie caratteristiche, et√†, frequenza a riposo) e ho rispettato questo limite¬†fino al compimento dell’anno di corsa continuativa, circa,¬†un mese fa, e fate il certificato per l’idoneit√† all’attivit√† sportiva agonistica, atletica, cos√¨ un minimo di controllo viene fatto e potrete iscrivervi a qualche evento.

L’orologio cardiofrequenzimetro serve a chi corre per diletto?

Di media corro tre-quattro volte a settimana per circa un’ora.
Qualche mese fa ho acquistato un orologio sportivo con la rilevazione dei battiti cardiaci tramite la fascia cardio.
A mio avviso √® utilissimo, ed √® consigliabile a chi fa un’attivit√† sportiva senza allenatore, per avere un riscontro che l’allenamento non sia pericoloso della salute (comunque sono consigliabili delle periodiche visite mediche sportive, anche per fare il certificato di idoneit√† all’attivit√† sportiva agonistica atletica che permette poi di partecipare alle gare amatoriali quali ad esempio delle 10 o 20 chilometri).

Io ho utilizzato questo¬†calcolatore delle frequenze cardiache consigliabili a seconda dell’et√†:

http://www.my-personaltrainer.it/allenamento/frequenza-cardiaca/frequenza-cardiaca.htm

Ho riscontrato le pulsazioni cardiache a riposo con l’orologio e la fascia cardio. Ho¬†inserisce questo valore, l’et√† e poi si pu√≤ provare a fare delle prove inserendo le percentuali della frequenza a seconda dell’allenamento scelto. Il programma se non inserite niente, almeno al momento, fornisce la frequenza consigliata per l’allenamento leggero (meno pericoloso e finalizzato a bruciare i grassi), bravi i gestori di questo sito, √® una scelta molto seria.

Personalmente, se non mi rallento forzosamente ho notato che¬†mi tengo sempre almeno¬†sulla fascia “moderato”, perch√© altrimenti mi sembra di andare troppo piano e non mi diverto.

Ho preso un orologio base, con le funzioni minime, ma in commercio se ne trovano di bellissimi, che forniscono le tabelle di allenamento, che hanno addirittura il gps così forniscono le statistiche di percorso quale la distanza esatta, addirittura alcuni permettono ai vostri familiari di vedere qual è la vostra posizione nei vostri allenamenti o gare, tramite il personal computer.

Correre sulla neve

Come attivit√† augurale del primo giorno dell’anno ho programmato una corsa sulla neve.

Il percorso l’ho scelto avendolo frequentato ripetutamente d’estate.

Il fatto di averlo programmato in anticipo mi ha aiutato anche a resistere alle maggiori tentazioni del cenone, anche se devo dire di aver molto apprezzato il capriolo con polenta e di aver evitato senza nessun pentimento il panettone e l’eccesso di vino e spumanti.

A mezzanotte e mezza tutti a letto.

Come riscaldamento ho fatto una bella camminata, realizzando delle fotografie con lo smartphone (una ha vinto il pic of the day sul gruppo di istagram cui partecipo) di montagne e nubi.

Mi sono cambiato, vestito adeguatamente ma non troppo, non √® piacevole avere troppo peso addosso, √® sufficiente una maglietta traspirante e sopra di essa un maglia a maniche lunghe e una giacchetta di ciclista invernale che mi regalarono qualche anno fa,¬†poi ho messo le scarpe da trail che hanno la suola tassellata e si sono anche dimostrate a prova d’acqua. Per le gambe servono quei pantaloncini aderenti neri¬†che arrivano fino alla caviglia.

Ho affrontato il percorso in salita, cercando di evitare le buchette causate da chi aveva camminato lì prima di me.

Per fortuna c’era una bella pista creatasi dal ripetuto passaggio di persone con le ciaspe.

In ogni caso per evitare infortuni √® necessaria la massima attenzione all’appoggio del piede, grosso √® il rischio di storte delle caviglie e del ginocchio.

Un tratto era illuminato dal sole, ed era molto piacevole avere i piedi sulla neve e il viso riscaldato.

Il ritorno in discesa va affrontato piano piano, facendo passetti piccoli e veloci.

Sono proprio soddisfatto, l’allenamento fatto comincia a dare i suoi frutti.

Attenzione però per i due giorni successivi ho avuto notevoli dolori al quadricipite

Correre in estate, nelle pianure friulane

Avevo scritto questo articolo per partecipare ad un concorso su una rivista di running, non ho vinto quindi lo posso pubblicare qui:

 

Si dice che la corsa nelle zone agricole di pianura abbia poche attrattive, ma bisogna dire che abbia anche poche distrattive.

Si possono però affrontare infinite combinazioni di quel reticolo di stradine sterrate che mettono in comunicazione gli appezzamenti di  terra coltivati a mais , soia e qualche raro anno illuminati dai capoccioni dei girasoli.

Si possono apprezzare le varie fioriture che si susseguono nelle stagioni, ogni giorno c’è qualche novità, anche se a volte preferirei correre in un affollato parco cittadino dove ogni tanto ristorarmi alla vista della luce emanata dall’incontrare qualche bella e atletica runner.

E‚Äô primavera adesso, lungo la sterrata ci sono fossetti, allagati dei soliti dieci centimetri d‚Äôacqua, a volte mentre si corre il nostro scalpiccio delle scarpe si confonde con il canto delle rane, facendo pensare al dilettante come me ‚Äúma come corro pesantemente oggi?!‚ÄĚ, poi m‚Äôaccorgo che sono le rane a fare quel zic zac.

Il mio percorso di oggi prevede l’arrivo fino ai canneti che costeggiano la laguna, poi intraprendo il ritorno, poco prima dell’entrata nell’ombroso tratto di bosco, ristoratore d’estate, ma meglio non fermarvisi per la copiosa quantità di zanzare, scorgo un numeroso gruppo di nere rondini che dovrebbero essere appena arrivate dalla loro lunga migrazione (maratona?).

Le rondini sono piccolini, poggiate a terra alla distanza di un centinaio di metri da me.

In breve arrivo vicino, stranamente decollano molto lentamente, come se non avessero paura, e iniziano a volare in circolo radenti terra intorno a me che corro, come fossero curiose, e poi si alzano, si alzano, si alzano, e anch’io corro in preda ad una sensazione di leggerezza, mi sembra di volare nel cielo blu costellato di nuvolette.

(forse non ho vinto perch√© il finale era troppo fantasioso?) ūüėÄ

Test del morto che cammina

Oggi ho fatto quello che su un sito internet ho letto essere il “test del morto che cammina”, cio√® della persona ormai definitivamente sedentaria.

Il test consiste nel correre i dieci chilometri in un tempo inferiore all’ora. Se il tempo √® superiore all’ora sei un morto che cammina, sportivamente, s’intende. I giovani in teoria dovrebbero riuscire a fare questo tempo senza allenamento mentre quelli negli anta devono essere un pochino allenati.

Siccome oggi ero a casa in ferie, dopo essermi riscaldato con un’oretta di giardinaggio e lavaggio con “saponata” della terrazza, ho affrontato il test.

All’inizio temendo di sfigurare con me¬† stesso ho affrontato la corsa ad un ritmo troppo alto, causandomi un forte dolore al fianco destro al di sotto del polmone, cos√¨ pi√Ļ respiravo¬†e pi√Ļ dolore provavo.

Ho temuto il ritiro.

Invece ho rallentato aspettando che passasse, e così è stato.

Ho fatto i dieci chilometri in 50 minuti, evviva! soprattutto tenuto conto che ho corso su sterrato e che c’era una forte tramontana in certi tratti.

C’era un tale in bicicletta con due cani che non riusciva proprio ad andare avanti contro vento. In particolare i cani si rifiutavano di seguire la bicicletta. Il mio cagnetto l’ho lasciato a casa, per non rischiare di ucciderlo.

 

Correre, che passione

Aver letto il libro della Margherita Hack che vi ho recensito poco fa mi ha fatto venire la voglia di raccontarvi qualcosa.
Quest’anno ho iniziato a correre con seriet√† (ho sempre corso 40 minuti una volta a settimana, pi√Ļ spesso durante le ferie), non grandi cose, a 44 anni di et√†, ma vorrei raggiungere uno stato di forma tale da poter fare qualche bella corsa in montagna.
Gli scorsi inverni ho avuto dei grossi mal di schiena, probabilmente perchè passo le giornate seduto, ed ho pensato che la corsa, rafforzando la muscolatura avrebbe potuto giovare, e a questo punto posso dire che così è stato, il mal di schiena o nervo sciatico è quasi scomparso.
Per√≤ attenzione, non bisogna fare l’errore di correre troppo piano e a lungo, i primi due mesi ho fatto anche io questo errore e mi duoleva un ginocchio, poi ho iniziato a prendere una rivista di running (Runner’s World) e ho scoperto che in realt√† √® preferibile fare pi√Ļ allenamenti a settimana, di cui la gran parte veloci e di durata inferiore all’ora ed un lungo a settimana, non importa se ci si deve fermare ogni tanto, se si corre lenti i piedi trascorrono pi√Ļ tempo a contatto con il terreno e le ginocchia soffrono.
Bisogna correre forte, non c’√® nulla da fare, magari alternando al ciclismo.
Ho preso delle scarpe da trial, perchè se si corre veloce sulle sterrate sono necessarie delle scarpe che tengano il terreno.
Il problema al momento è resistere alla gran fame che ti lascia addosso il correre nelle giornate successive agli allenamenti.

Corro impavido, corro, corro corro

(omessa una parte su consiglio di moglie e figlio,come potrete leggere in seguito, se qualche parte vi sembrerà esagerata vi confesso che lo è!)
Ho deciso di ricominciare a correre, per la salute ed anche divertimento di stare all’aria aperta, nel silenzio della natura ubertosa del nostro bosco.
Bella giornata primaverile, c’era un venticello fastidioso ed ho calzato la mia cuffia in pile, di quelle con i ciuffi multicolori, stile capigliatura da folletto, che comprai in montagna.
Lungo il bosco ci sono gialle macchie della fioritura del nocciolo.
L’erba √® ancora secca, causa il freddo e la mancanza di piogge invernali.
Nel bosco è fiorita abbondantemente una specie di pianta molto simile al bucaneve.
(avevo scritto che mi faceva male un ginocchio, ma causa moglie e figlio che mi hanno “consigliato” di non descrivermi come un ottantenne, ho cambiato la frase con quella seguente :-D)
Correvo come il vento, bello come il sole, alto e robusto, il fisico asciutto temprato dallo snowboard estremo praticato impavidamente per tutto l’inverno… ūüėÄ
Ho notato che, all’incrocio dei due fiumi dove inizia la mia corsa, hanno realizzato una piazzola di sosta, con un paio di belle panche e tavoli in legno, cos√¨ i corridori e gli amanti della natura e i passeggiatori possono trovare un momento di ristoro dalle loro fatiche.
Ma non io! impavido corridore della steppa!
ūüėÄ
Sull’altra riva del fiume scorgo delle canne da pesca, appena sopra all’argine infatti c’√® parcheggiato il furgone di due maschi ed impavidi pescatori, dotati di tavolino, sedie, fornellino per scaldare il caff√© e la pasta, e di un fiasco de vin, vuoto! alle 9 del mattino! infatti le pancette…
Qua e l√†, merli ed altre specie di uccelli scattano paurosi dai cespugli cercando salvezza nell’azzurro cielo.
Uno di essi rischia di finire nelle fauci di un piccolo e velocissimo rapace, probabilmente un letale astore; spariscono in un istante nell’orizzonte, non sapr√≤ mai l’esito della loro mortale sfida.
Al ritorno all’automobile scorgo un paio di ragazzi attorno alle panchine, ma non sono atleti, sono quelli diventati famosi (almeno per me) per la grande sbornia presa alla biciclettata annuale che si tiene nel mio paesello. Ogni volta che li vedo mi ricordo di quell’accadimento di alcuni anni fa.
Ho anche raccolto delle ooteche di mantide religiosa per mio figlio, ci dedicheremo alla schiusa di alcuni di questi simpatici insetti predatori.