30/5/2020 visita per allargamento nuclei e controllo regine e favi autocostruiti

L’emergenza Covid ha causato la mancanza di fogli cerei da nido per gli alveari, introvabili, almeno in Friuli.

Nel mese di aprile e maggio ho operato con metodi autarchichi, inserendo telaini bipartiti in orizzontale a favo naturale. Nessuno di essi è stato costruito completamente, sono belli ma abbastanza irregolari nella parte alta, costruiti con una corona di miele molto più profonda del normalmente consentito loro e quindi sporgente dai favi, ciò renderà più difficile le future visite, perché devono essere mantenuti nell’ordine in cui sono, come un puzzle si incastrano esattamente l’uno nell’altro facendo una specie di onda.

Avevo usato anche dei telaini da melario costruiti, paradossalmente funzionano meglio, sotto al miele hanno costruito bene. Si riesce anche ad estrarli senza problemi (ovviamente si possono guardare solo tenedoli in verticale, in orizzontale il favo naturale sotto si romperebbe). E si possono cambiare di posizione senza problemi.

Per gestire un alveare che abbia all’interno alcuni favi bipartiti senza foglio cereo è anche necessario lasciare sempre uno spazio libero da un lato dell’arnia usando un divisore, perché il favo autocostruito non ci sta a contatto con la parete di legno, si schiaccerebbero le scorte di miele.

Ovviamente con favi autocostruiti dalle api sulle famiglie con regina di due anni si avrà tantissima covata di fuco. Noto che su quello bipartito ce n’è di meno rispetto al telaino intero vuoto, nello spazio sopra fanno scorte o covata femminile e i maschi solo sotto alla stecchetta divisoria. I nuclei fanno tutta covata femminile, almeno sul primo che mi hanno costruito fino ad oggi. La misura della bipartizione l’ho fatta sui raccoglitori del miele in favo.

Avevo posizionato l’unico sciame del 2020 su telaini da melario alternati a telaini da costruire, non avevo altro materiale. Oggi ho dato loro due fogli cerei che sono riuscito a reperire da un altro apicoltore. I telaini da melario sono stati covati quindi non si potranno più usare per fare il miele. Stavano già facendo celle reali per sostituire la regina vecchia

Ho messo agli 8 sciami d’annata un foglio cereo ciascuno.

Le 3 regine che ho acquistato da un apicoltore qui vicino sono state tutte accettate dai nuclei, anche dalla famiglia fucaiola che avevo scrollato prima di inserire la regina.

Tre nuclei non si erano fatti la regina oppure le era successo qualcosa durante il volo di fecondazione. Propenderei per la prima ipotesi in quanto li avevo costituiti per divisione, su soli due telaini senza celle reali da alveari geneticamente con pochissima tendenza alla sciamatura (dalle regine ligustiche comprate l’anno scorso da apicoltura Comaro, cattive, ma devo dire che mi hanno dato una buona produzione, alla fin fine le valuto positivamente anche se è difficile lavorarci, nei periodi siccitosi sono intrattabili).

I nuclei hanno scorte sufficienti, eccetto uno cui ho messo un chilo di millefiori primaverile che avevo tolto dal maturatore.

Un alveare pendeva da un lato, cercando di raddrizzare il supporto l’ho fatto cadere, un disastro di api è uscita ed è stata dura rimetterlo in piedi visto che aveva due melari e che ero da solo. Punture in abbondanza.

Prossimi lavori:

– un nucleo è quasi pronto per essere trasferito in arnia di legno. Bisogna andare nella casetta dell’altro orto-apiario a prendere delle arnie che erano in disuso da alcuni anni. Non saprei dire quante siano. Dovrebbero essercene. La prossima settimana, quando avrò qualche giorno di ferie, farò un giro sul collio, è quasi un anno che non ci vado. Dovrebbero esserci anche delle ciliegie da raccogliere.

– l’alveare dove ho tolto la carnica ancora non ha uova, ho messo un telaino da melario (dello sciame) con uova per vedere se tenteranno di fare una regina di emergenza. È il primo della fila.

– prendere provvedimenti per il miele di tarassaco e fruttiferi che in una settimana era cristallizzato direttamente nel maturatore e lì è  rimasto per carenza di tempo. Dovrò invasettare questo miele al cucchiaio. Il problema è  che sono una settantina di chilogrammi.

Un appunto sui favi a costruzione naturale, più  covata di maschio vuol dire meno operaie e potenzialmente meno raccolto di miele. Già per costruirli consumano tantissimo miele. Non bisogna abusare.

 

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