Rai 3 programma sul miele del 12/04/2020

La parte del programma riguardante il miele di ieri sera, il giorno di Pasqua alle 20.30 in prima serata su Rai 3, mi è parsa poco scientifica. Secondo me con il taglio che è stato dato al servizio, malgrado certe buone intenzioni, si fa solo del male ad un prodotto che già perde sul mercato perché non è comodo.

Si lascia intendere che il miele cinese potrebbe essere adulterato con aggiunta di zucchero o fruttosio ma senza averne le prove: infatti si chiede ripetutamente se vengono fatte le analisi sulla presenza di zuccheri aggiunti e viene risposto che o non vengono fatte queste analisi o che non è possibile farle, perché il fruttosio è sempre quello sia che lo facciano le api o l’industria.

Poi si dice che i bambini dovrebbero mangiare poco miele, ok fino a 2 anni si dovrebbe evitare ma oltre questa età è uguale a tanti altri alimenti. Il miele o la merendina o il succo di frutta contengono sciroppo di glucosio e fruttosio e la frutta contiene naturalmente il fruttosio. Quindi demonizzare solo il fruttosio del miele non è una affermazione equilibrata.

I dietologi infatti consigliano una alimentazione variata, contenente anche il miele (non in età pediatrica, ma attenzione assieme a tonno in scatola, salumi, etc… informatevi).

Nutrizione delle api: si dice che l’uomo ha creato un’ape che non può sopravvivere senza nutrizione per produrre più miele. A tale proposito vorrei dire che ciò non è necessaramente indicatore di adulterazione.

Le nutrizione è necessaria per anticipare la stagione del raccolto, in quanto il consumatore vuole prevalentemente il miele di acacia che si fa a primavera. Per poterlo raccogliere è necessario nutrire le api un mese e mezzo prima in modo che aumentino di numero altrimenti lo userebbero tutto per sé stesse senza produrre eccedenza per l’uomo. Tale eccedenza verrebbe prodotta solo di millefiori estivi poco amato dai consumatori perché troppo saporito e perché cristallizza.

La nutrizione serve a recuperare anche i frequenti avvelenamenti, vi faccio il mio esempio. Nell’agosto 2018 mi hanno avvelenato le api, probabilmente per trattamenti sul vicino pioppeto. Di cinque alveari ne era sopravvissuto solo uno. A primavera 2019 ho dovuto nutrire di più per riprodurre l’alveare da cui ho fatto un nuovo nucleo ed ho inoltre comprato un nuovo nucleo di api a 125 euro. Poi a maggio ha piovuto tutto il mese, niente raccolto di acacia. Ho portato le api sul castagno comprando due regine a 26 euro l’una, ho tolto le vecchie regine e le ho messe in due nuclei nuovi. Sono arrivato a 5 alveari (potenziali per il 2020) a questo punto.

La produzione di miele di castagno è stata di 40 chili se ricordo bene.

A ottobre 2020 avevano scorte sufficienti solo due degli alveari. I 5 alveari non sarebbero sopravvissuti tutti all’inverno neanche se avessi lasciato loro il miele, perché avevano scorte solo quelli che avevano prodotto ed è  controindicato dare miele ad alveari diversi per il rischio di trasmettere malattie delle api.

Se non avessi nutrito, a primavera 2020 avrei avuto uno o due alveari sopravvissuti, salvo avvelenamenti che mi avrebbero sterminato l’apiario. E sono solo ritornato al numero di alveari che avevo nel 2018. Cinque alveari è il minimo per far fronte alle varie morie, anche per un non professionista.

 

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