Consorzio apicoltori di Udine, pessima annata

Il bollettino del Consorzio Apicoltori di Udine evidenzia nel 2017 un’ulteriore pessima annata per l’apicoltura.
In particolare non si riesce più a produrre una sufficiente quantità di miele di acacia (robinia) ed neanche di castagno, seppure le condizioni meteo sembrassero favorevoli ed anche le api sembrassero in buone condizioni.
In particolare gli apicoltori professionali con le ridotte produzioni non riescono più a far quadrare i conti, manca il guadagno.
Ciò comporta la previsione di ulteriori peggioramenti per il futuro, ad esempio per quanto riguarda i trattamenti da acaro varroa (che è la principale causa di danno alle api mellifere), visto l’elevato costo per alveare dei trattamenti consigliati nel piano sanitario dei consorzi, sarà probabile che molti faranno ciò che costerà di meno, l’acido ossalico evaporato, che sarà sì biologico, però da solo è di scarsa efficacia e comporta anche i rischi di respirazione dei cristalli dei vapori da parte dell’apicoltore. E quindi si penalizza la futura produzione oltre che la salute degli operatori meno attenti.
Un piano per la varroa costa per il singolo alveare 5,50 euro le strisce, 5,60 l’apilife var e poi anche l’ossalico che ha un costo inferiore all’euro. In pratica 12 euro ad alveare di soli trattamenti per la varroa, poi ci sono da aggiungere il ricambio di 3 telaini con foglio cereo da melario per anno circa 7 euro e di 3 telaini da nido montati che costano 10 euro. Costi calcolati con breve ricerca su internet.
Siamo a 30 euro per alveare, e manca la corrente elettrica, i costi di benzina, gomme, tagliandi per trasporti e l’ammortamento delle attrezzature (furgone, smielatore, banco per disopercolare e minuteria) e arnie.

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2 thoughts on “Consorzio apicoltori di Udine, pessima annata

  1. api101 ha detto:

    Ciao, io sono ancora nell’ambito dell’apicoltura hobbystica e mi sono detto che per dormire meglio la notte certi conti è meglio non farli.
    Io come trattamento utilizzo solo l’acido ossalico gocciolato. Faccio un trattamento a luglio con blocco di covata e poi in inverno quando le temperature lo permettono durante il blocco di covata naturale. In questo modo il costo dei trattamenti è accettabile e si riesce ad abbattare parecchia varroa.
    Quello che mi fa davvero arrabbiare è il costo dell’attrezzatura, far pagare un mini banchetto per disopercolare in plastica 70 euro è una cosa da ergastolo.
    Eppure tutta l’attrezzatura per apicoltura, salvo rari casi o l’acquisto di usato, ha dei prezzi che sono immotivatamente alti.

  2. amoleapi ha detto:

    Anche io sono hobbista di api ma visto che lavoro in campo economico prevalentemente analizzando bilanci di aziende, volevo condividere ad uso di chi pensasse di fare l’apicoltore professionale i miei ragionamenti sui costi e ricavi.

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