La manutenzione delle arnie vecchie è molto interessante

Ho di molto ridotto il numero di famiglie di api, una decina abbondante di anni fa ne ebbi più di venti arrivando a produrre 1.200 kg di miele (smielando tutti i sabati e domeniche dell’estate per la disperazione della moglie) erano i bei tempi belli dell’acacia (due tre melari per alveare, un sogno oggi), castagno e melata.
Ora con meno di dieci alveari stanziali in zona dove l’acacia non c’è, ho fatto un po’ di pulizia delle arnie vecchie, quelle bucate sono state smaltite, ho poi pulito un paio di quelle salvabili.
Per pulire la griglia sotto l’alveare dalla propoli è sufficiente grattarla energicamente con la leva da apicoltore, correndo nelle corsie stando attenti a non smagliare troppo la rete metallica e a non tagliarsi con le parti metalliche.
Facendo ciò ho notato delle cose:
– più è alto il vassoio di fondo e più le api propolizzano la griglia, in particolare nelle arnie con il cosiddetto fondo Comaro che era di plastica e non di metallo come va per la maggiore oggi;
– è una bella cosa che la griglia del fondo sia staccabile e non incastrata nel legno, la manutenzione diviene più facile;
– se l’attacco posteriore della rete è ballerino le api propolizzano fortemente la rete per proteggersi da accessi indesiderati;
– le spalle fanno molto male la notte dopo aver grattato le reti a mano!
Aneddoto, un vicino di casa scherzando mi ha detto di non fare rumore che si svegliano i bambini, ho quindi risposto che i bambini odierni non dormono più il pomeriggio, eheh.
Una vespula germanica aveva iniziato il nido in un’arnia ed era assai seccata dell’eliminazione della sua casetta nuova, comunque non aveva ancora deposto uova, che si trovi un altro posto, interessante il fatto che riuscisse a costruire il nido malgrado la presenza di ragni di una certa dimensione (sfattati anche loro), si vede che si difende (non so perché in certi periodi ho la fobia dei ragni e altre volte non mi fanno alcun effetto, come oggi). bambini delle elementari non sanno distinguere le api dalle vespe, per loro ogni insetto che vola e che sembra pungente è un’ape. Quegli insetti che fanno i nidi nei portoni, nelle inferriate, nei cancelli, nelle buchette delle lettere, gialli e neri dal corpo stretto e allungato sono vespe (polistes), se fossero api sarebbero in numero enormemente superiore, li pareggiano solo i nidi delle vespule germanica, crabro e simili, che però raggiungono un gran numero di componenti solo in tarda estate, orientativamente in luglio e agosto.
Fioriture di fine maggio da me ci sono camomilla, papaveri e inizia il rovo.

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