La selezione dell’ape carnica in Slovenia, relazione al convegno apicoltori di Udine 2017

Ho apprezzato molto questo intervento perché sono appassionato di selezione degli animali.

In Slovenia, differentemente che da noi, è vietata l’importazione di ecotipi di api diversi dall’ape Carnica (noi abbiamo la ligustica in gran parte dell’Italia). Inoltre gli apicoltori sono molto più coesi, così che chi avesse bisogno di sciami o regine li trova nelle vicinanze e quindi è difficile che assieme alle api arrivino nuove malattie delle stesse o altri insetti parassiti delle api.

La selezione viene attuata principalmente per quella che chiamano  VSH capacità di pulizia, nel senso di capacità delle api stesse di distruggere le cellette più infestate dall’acaro varroa (si noteranno nelle covate una certa percentuale di celle aperte con larve morte, da non confondersi con malattie, attenzione però questo tipo di selezione deve essere effettuato in estate e non in primavera quando non è molto efficace). Per vedere bene se le api hanno questa capacità di pulizia è preferibile avere fondi degli alveari a rulli invece che a rete, altrimenti non vedremo sul fondo il risultato della pulizia (ottimale sarebbe verificare la presenza di pezzi di larve e acari non adulti).

Dopo 10 anni di selezione hanno ottenuto che 12 arnie su 26 abbiano la capacità di pulizia, più o meno 1/3, penso che il cammino sarà ancora lungo e sarà praticabile solo se gli apicoltori saranno coesi nel rispettare quanto previsto dai consorzi.

Inoltre:

  • il colore delle api deve essere marrone e non nero;
  • le api devono essere calme e poco aggressive, l’apicoltura deve essere piacevole non un supplizio, l’apicoltore deve poter lavorare a mani nude e senza maschera (dovrò comprare delle regine nuove, nelle mie, che in una decina di anni di non selezione sono diventate cattivissime, non riesco a lavorare neanche con la maschera…)
  • la covata deve essere compatta

Se si vogliono selezionare le api migliori bisogna curare particolarmente i fuchi, che sono coloro che portano lontano il materiale genetico. Bisogna produrre tanti e grossi fuchi dagli alveari ritenuti migliori nel periodo di riproduzione delle regine. Inoltre avendo pochi fuchi si selezionano varroe maggiormente propense a infestare la covata di operaia.

Il relatore ha anche fatto un’interessante considerazione sui metodi di gestione delle api, seppure in un formato di arnia diverso da quello italiano, ad esempio che 1/3 del telaino di nido debba essere pieno di miele e che si deve permettere alle api di fare celle di miele alte, gli apicoltori capiranno cosa intendo, da noi si vendono parecchi alveari con i favi troppo stretti, anche io ne ho alcuni e vedo che le api non ci si trovano bene, tant’è che li ho messi in disuso.

 

 

One thought on “La selezione dell’ape carnica in Slovenia, relazione al convegno apicoltori di Udine 2017

  1. api101 ha detto:

    Ciao, sono capitato qui per caso e volevo farti i complimenti per i tuoi articoli, sono molto interessanti e penso che condividiamo un interesse comune.
    Gli apicoltori Sloveni lavorano molto bene e stanno veramente tutelando la loro ape, cosa che noi non siamo mai riusciti a fare purtroppo. Servirebbero stazioni di fecondazione isolate per poter fare una vera selezione e tornare finalmente a lavorare con linee pure. Qualcosa per fortuna sembra si stia muovendo, staremo a vedere.

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