Reptyles Day Longarone settembre 2015 – Gechi Leopardini

Ho partecipato per la prima volta come espositore alla fiera dei rettili di Longarone, devo proprio dire di essermi divertito, ho fatto delle belle chiacchierate in inglese con espositori stranieri e mi sono rilassato stando alla fiera tutto il giorno, non ho fatto acquisti di nuovi animali. Una fiera molto tranquilla con pochi espositori e non tantissimo pubblico.

L’anno scorso e quello precedente ho fatto l’errore di riprodurre il mio trio di gechi leopardini tangerine (arancioni) e quindi mi sono ritrovato con ben 16 animali, troppi, cominciava a essere un impegno troppo gravoso la loro cura, quindi ho preso la decisione di venderne almeno una decina ad appassionati, il che non è per niente facile neanche a prezzi molto bassi. Mi piaceva farli nascere ma in futuro mi limiterò ad incubare un paio di uova l’anno, così da poterli cedere senza problemi anche a qualche negozio vicino a casa. Quest’anno infatti ne ho fatto nascere solo uno, e mi divertirò a vederlo crescere ben nutrito e coccolato.

Ho notato che in generale il geco leopardino è “passato di moda”: alla fiera ho visto vendere più che altro pitoni, ragni, qualche tartaruga e cincillà. Le famigliole con bambini curiosi prendevano i carinissimi criceti e cavie peruviane, qualcuno anche il cincillà. La stessa opinione avevano gli altri appassionati della selezione dei gechi leopardini, gran parte hanno abbandonato l’animale per dedicarsi a poche nascite di qualche rettile più raro e più difficile da riprodurre, con minori nascite e quindi anche con minori difficoltà a trovare loro dei nuovi amici umani.

Di solito si pensa che la terraristica si addica maggiormente ai Tedeschi che hanno mentalità più scientifica degli italiani, però ho sentito che in Germania i gechi vanno a mode. Infatti ho trovato alla fiera un altro appassionato che prima di me hanno smesso di allevare questi gechi. Peraltro è stato molto gentile, verso la fine della fiera mi aveva trovato una persona cui cedere l’intero gruppo di gechi.

Seppure tra viaggio, benzina, autostrada, iscrizione alla fiera e pranzo, non ho guadagnato nulla, ho trovato a chi cedere la decina di nascite di troppo. Comunque il problema non era quello di guadagnarci perché ho tenuto questi gechi per piacere personale (è più un discorso di feeling che di contatto, i gatti e cani sono molto affettuosi, i rettili sono più istintivi seppure perdano la paura dell’uomo che li nutre).

Oggi ho sistemato i terrari rimasti e provveduto ad accendere il riscaldamento dei gechi, perché si tengono di solito ad una temperatura diurna di 30 gradi e le ultime piogge hanno abbassato la temperatura in casa sui 26 gradi. Inoltre ho potuto alloggiare tutti i gechi singolarmente, perché a stare in compagnia dei loro simili si stressano ed indeboliscono, sia per motivi riproduttivi che per territorialità durante i pasti, avevo una femmina che mi ha quasi ucciso uno dei maschi (l’ho tenuta perché era una delle mie prime riproduzioni di circa 5 anni fa.

Alla fiera c’erano anche un gruppo di appassionati di ragni, non ne vendevano, ma erano solo impegnati a far conoscere questi strani animali che anche a me fanno una notevole paura.

Una sola critica all’organizzazione, non mi hanno dato il tavolo che avevo prenotato on-line in una zona centrale ma mi hanno spostato in un luogo molto defilato. Comunque la fiera era piccola.

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