Gli atti di violenza all’expo, la ragione sta un po’ di qua ed un po’ di là

Come si temeva, anzi come si era sicuri, ci sono stati degli atti di violenza durante la manifestazione a Milano contro l’Expo.

Nel corteo di protesta c’era un centinaio di persone che hanno iniziato una guerriglia urbana, incendiando automobili di lusso, danneggiando sedi di banche, di agenzie di lavoro temporaneo ed anche negozi normali.

Mi sembra la loro una protesta contro il meccanismo globale economico.

In effetti si riscontra che questo sistema economico impoverisce sempre più tutti, mentre la gran parte di chi ha il potere economico in questo momento sembra essere incapace di controllare la propria avidità, accumulando a danno delle masse ricchezze che non riuscirà mai a consumare e neanche i suoi eredi di decine di generazioni successive (anche se ci sono degli esempi positivi, non dimentichiamoci di Bill Gates della Microsoft che è andato in pensione e si sta dedicando a vaccinare tutti i bambini africani).

La risposta di questi Black Block è la violenza, che in effetti da notorietà alle motivazioni della protesta, se ci fossero stati solo i No Global alla marcia non avrebbero fatto minimamente notizia, e nessuno si sarebbe chiesto contro cosa protestavano, penso protestassero perché all’Expo’ ci sono solo le multinazionali e non ci si preoccupa dei problemi più gravi, come quello del mutamento climatico che rischia di portarci tutti alla fame, ed aggiungo anche l’eccessivo sfruttamenti dei terreni agricoli che rischia di renderli desertici in pochi anni (su questo ultimo argomento l’Europa si sta attivando con nuovi sistemi di coltivazione).

Però mi ha fatto pena vedere quell’anziano signore che aveva la sua utilitaria tra due macchine di lusso incendiate, a rischio della vita è andato a salvare la sua vecchia automobile, si vede che non poteva permettersene una nuova.

Secondo me ci sono anche altre alternative, tenuto conto che , per me, non è l’Expo il male assoluto ci sono tante cose peggiori:

1. non visitare l’Expo e convincere quante più persone possibile a non visitarla;

2. visitarla, capirla e, eventualmente, criticarne dopo gli aspetti negativi, ma se non si vede non si può criticare, come è accaduto il primo giorno di esposizione.

Personalmente ho intenzione di visitare l’expo perché è un grande avvenimento, per fare delle fotografie, sarà futile, ma io non ci trovo nulla di male.

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