La corsa disintossicante dopo il cenone

I telegiornali del 26 dicembre trasmettono quasi sempre un servizio sui runner del dopo cenone.

I runner vengono ripresi e intervistati nei parchi cittadini per la corsa ritenuta dimagrante, mentre in realtà chi fa vita da runner non riesce a compiere grossi eccessi alimentari, il fisico si rifiuta da solo.

Quindi a dir la verità si corre il 26 dicembre semplicemente perché non si va al lavoro e si coglie l’occasione per correre di giorno, con la luce del sole, e perché si è dedicato il 24 e 25 alla famiglia e ai preparativi per il cenone o pranzone dovendo rinunciare ad alcuni allenamenti (correndo meno di tre volte a settimana non si percepiscono le sensazioni positive ma solo la fatica).

Il sottoscritto amante delle api e del running è stato impegnato (a riposarsi in famiglia!) anche il 26 dicembre e quindi ho potuto ricominciare a correre solo questa mattina assieme al figlio più grande che mi segue (anzi mi precede correndo in bomba) per metà percorso.

Sono stato fortunato perché ho corso in un clima abbastanza asciutto (senza prendere pioggia in testa sul cappello di pile azzurro) a 5 gradi di temperatura; e alle 12.00, quando sono uscito dalla doccia, stava cadendo già un gelido nevischio.

Anche sulla laguna a volte nevica.

La corsa ha avvicinato anche il mio apiario, dove quasi tutto era immobile a parte una sventata ape che è uscita dalla casetta per cadere per terra mentre ero lì, non l’ho trovata nell’erba, speriamo che sia riuscita a decollare di nuovo e a fare rientro nella sua calda arnia.

L’effetto delle feste si è fatto sentire, avevo i muscoli “imballati”, rigidi e poco elastici e correre è stato faticoso per i dolori alla parte anteriore della tibia, dolorini alle ginocchia e per formicolii alle dita dei piedi.

Forse mi ero vestito troppo, meglio stare più leggeri, uscendo dopo adeguato riscaldamento.

Ho scorto dei rapaci volare e cacciatori che camminavano lungo un canale.

Un’oretta di corsa, i 10 chilometri classici del runner della domenica, anche se oggi è sabato!

Poi ho preparato, assieme alla moglie che ha rimediato al disastro che stavo combinando attaccandolo tutto, un bel risotto di zucca e pancetta, il colore arancione mi mette allegria (anche i gechi li ho scelti arancioni, ma quelli non si mangiano). Avevo anche una gatta arancione di 14 anni di età che il 24 dicembre è sparita, trovatella, era sterilizzata, non andava lontano, non abitiamo vicino a strade, speriamo che non sia stata vittima di qualche inumano vicino, anche se era veramente molto sospettosa e non si avvicinava a nessun estraneo. Potrebbe essere anche stata aggredita da un falco o gufo che vivono in gran numero in questa zona.

Fatto sta che non se ne sa più niente. Al momento non ho intenzione di prendere un altro gatto per i figli, perché abbiamo veramente troppi animali in casa ed un gattino aggredirebbe il canarino (giallo, un bel border, selezione di canarino di grande taglia e dal canto piacevole ma veramente assordante) e i due inseparabili che stavano fuori in un gabbione ma che ieri ho portato in casa per proteggerli dal freddo, i tre sono alloggiati separatamente per specie in due gabbie da cova. A metà marzo riporterò gli inseparabili nel gabbione, mentre il canarino nella gabbia da cova non può stare fuori perché lo ucciderebbero di paura i falchi, gatti e per ultime le zanzare.

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