Fine stagione apistica

Mettiamo tra virgolette la parola fine, perché l’apicoltura come le altre attività agricole è in realtà un continuum, in cui la nuova stagione sta già mettendo radici nella vecchia.
L’apicoltore e l’agricoltore nel mentre raccolgono i frutti della stagione passata già pensano e progettano  la nuova stagione.
L’alveare in questo momento produce api invernali che vivranno parecchi mesi a differenza del singolo mese dell’ape estiva, ciò perché esse stesse inizieranno la prossima stagione per poi sparire a primavera avanzata, si solito tutte assieme, una volta che sono nate le nuove api.
Se non pioverà tra qualche giorno nasceranno belle api nutrite con il tardivo polline d’edera.
Nel frattempo l’apicoltore smiela i favi del melario che sono tutti nel laboratorio e cura i nidi di api, le arnie nei campi, contro i maledetti acari varroa che attaccano le larvette.
Con i miei 9 alveari ho fatto 50 chili di acacia e quasi altrettanti di castagno e un trentina di chili di millefiori di laguna.
L’acacia me lo hanno preso tutto appena pronto se si eccettua qualche vasetto regalato agli amici.
Sinceramente il miele che preferisco è il castagno, che nella mia zona è abbastanza delicato per la presenza di tanti tigli.
Ho fatto 4 alveari nuovi a primavera, per rimpiazzare eventuali perdite per il freddo oppure per sventurato saccheggio da parte di altri alveari, e fortunatamente sono belli e penso che non ci saranno grossi problemi ad invernarli, a parte fornire loro maggiore nutrimento togliendo i favi dagli alveari vecchi che dovrebbero essere ricchi di miele e che in ogni caso devono essere ristretti su meno favi.
Continua la non selezione programmata delle mie regine e quindi le mie api diventano sempre più cattive, ma il grosso del raccolto l’hanno fatto proprio le arnie intrattabili.

Finiti i lavori è rilassante ogni tanto posizionarsi a lato delle arnie di qualche piccolo apiario ed osservare il transito di api per qualche decina di minuti, se vorrete provare a farlo non dovrebbero pungervi, le api invernali nella media sono più tranquille, ma sicuri al 100% non si può essere.
Noterete che gli apicoltori avranno messo delle porticine metalliche a restringere l’entrata degli alveari, ma malgrado ciò ci saranno alcune vespe che tenteranno di entrare per rubare un pochino di miele, e, a volte anche qualche calabrone che caccia le api adulte.
Vicino alle api poi ci sono parecchie lucertole, di solito svernano sotto ai tappi degli alveari, le si trova un po’ intontite durante i controlli invernali, ma comunque si muovono per andare a ripararsi.

2 thoughts on “Fine stagione apistica

  1. katherine scrive:

    Che mondo meraviglioso quello delle api! Interessantissimo da seguire ma, nel mio caso, solo in televisione! A giugno uno sciame era sciamato proprio nel cortile della nostra scuola, con ape regina e operaie, formando un grande mucchio tondo proprio sopra la porta d’ingresso. Abbiamo dovuto chiamare i pompieri e un apicultore, che le ha raccolte con…l’aspirapolvere!

  2. amoleapi scrive:

    Tecnologia moderna eheh, se usato il giusto aspirapolvere non si fa alcun danno alle api, io però preferisco , almeno in mezzo ai campi, il vecchio metodo di calare nell’ arnia lo sciame.

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