Un mostro a Parigi

Ho visto oggi questo ottimo film di animazione.

Belli i dialoghi, belli i personaggi.

Si vede che è una produzione europea.

L’immagine della donna non è la barbie ma la donna sensuale europea, con tutte le sue curve.

Bello  il tema ricorrente del furgoncino giocattolo del bambino (che poi da adulto avrà un furgoncino delle consegne vero) rubato dalla bambina, il nome del furgoncino è scritto assieme a quello del proprietario sulla fiancata dell’automezzo e poi svelato, la perdita del furgoncino quando ritrova la bambina diventata donna, e il finale quando l’uomo delle consegne chiede a quella che è diventata la sua amata se ha conservato il furgoncino giocattolo che tanti anni prima era stato rubato in modo che lui venisse a riprenderselo.

Tutti questi collegamenti non sono forniti in modo meccanico ma è lasciato al cinefilo il piacere di arrivarci da solo. Ciò richiede un intervento critico ma attivo da parte di chi guarda invece che un appiattimento sull’azione tipico di gran parte della ultima animazione americana.

Lieto fine ovviamente.

 

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