Correre, caprioli, polline di pioppo e lepri

Nevica sulla pianura salmastra friulana.

Incredibili quantità di pollini di pioppo nevicano ovunque, provate a correre quando c’è la fioritura dei pioppi, tossirete di continuo fin dal profondo dei polmoni e il naso si riempirà di muco come se aveste un raffreddore.

Ciò impone un cambiamento di orario per la corsa del sabato: di  prima mattina, quando gli infernali fiocchetti bianchi sono intrappolati a terra, imperlati di rugiada notturna, che non manca mai nella mia umida regione. Appena il sole avrà asciugato l’acqua, gli infami fiocchetti bianchi prenderanno il possesso dell’aria come infinite mongolfiere bianche. Come sciami di meduse si lasceranno trascinare ovunque. Però non spiaggeranno mai, fino alle prossime piogge saremo invasi dai fiocchetti.

Ho affrontato la corsa al limitare del bosco, oggi ho aumentato il mio percorso di circa il 30%, ieri sera mi ero tenuto “leggero” con un panino del Mac Donalds, se non vi farete tentare dal completare la cena in altro modo non è male come alimentazione (evitate di farvi una carbonara tornati a casa…) e i figli bisogna pure accontentarli qualche volta.

Parcheggio vicino all’area di festeggiamenti e all’apiario di un notorio apicoltore della nostra zona, fa caldo per il mese di maggio, veramente piacevole la corsa per le strade sterrate in mezzo a campi coltivati a mais, orzo e ovviamente pioppi.

Passando vicino ad un bosco recintato ho spaventato un giovane capriolo, che ha compiuto una elegante, leggera ed elastica fuga a perdifiato in mezzo ai campi di mais appena nato. Che bellezza spaventosa.

Poi s’è accorto di allontanarsi dal bosco e di star per finire in zone troppo aperte, e probabilmente lontano dalla madre.  L’animale allora cerca un altro passaggio nella recinzione e continua a correre su e giù, guardandomi timoroso in quanto mi avvicino ad ampie falcate costeggiando la recinzione. I passaggi sono molto bassi, con calma e con preoccupazione l’ungulato cerca un’entrata, non ci passa, poi un’ altra. Quando sono ad una ventina di metri da lui si abbassa e sparisce nel bosco facendo scricchiolare legnetti e foglie.

Proseguo, una fila di pioppi, la strada sterrata è tutta bianca, state lì! infidi pollini!, qualche sera fa mi avete quasi strangolato i polmoni.

Ragnatele e pollini sono imperlati di gocce di rugiada.

Nell’erba ci sono infinite tele, distesa, di forme irregolari una diversa dall’altra. Le robinie hanno i fiori prossimi alla schiusa, in piccoli grappoli bianco scuro.

Svolazzano farfalline, non tante, siamo ancora ad inizio stagione.

Una lepre magra corre veloce per sfuggirmi.

Ma non quanto me! la sorpasso energicamente, suonando il clacson (? licenza poetica eheheh).

Yeaaaaaaaaaa!

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